Finchè c'è tango c'è vita Rubriche

Aurora che balla il tango a scuola

Finché c’è tango c’è vita ha la sua “filosofia” e fra i valori che cerca di portare avanti, attraverso la mediazione del tango,  c’è prima di tutto il credere che ci sia sempre un nuovo inizio, così come c’è sempre un nuovo inizio nel momento in cui dall’abbraccio tanguero si sviluppa il primo passo che porterà alla danza.

Se la scorsa settimana nella nostra rubrica il tempo si fermava in quell’attimo di eterno presente, questa settimana invece il tempo inizia, così come l’aurora segna l’inizio di ogni singolo nostro giorno.

L’aurora è timida, silenziosa, è l’apparizione della luce, quel magico primo raggio che appare nel cielo poco prima del sorgere del sole.

Aurora diventa quindi simbolo di nuova vita che nasce: forse è per questo che Aurora è anche un delizioso nome proprio femminile.

Aurora che balla tango a scuola esiste davvero: è una deliziosa ragazzina di tredici anni che abita a Reggio Emilia e che un giorno ha detto a sua mamma “vorrei ballare tango, vorrei un paio di scarpe rosse e vorrei ballare tango”.

La mamma ha accolto questo insolito desiderio, forse guidata da un sesto senso: ha intuito che chissà forse proprio il tango poteva essere il cammino giusto per quella ragazzina con qualche limite di coordinazione nel suo giovane corpo, che le creava difficoltà nella quotidianità.

Naturalmente ci voleva anche un Maestro con un sesto senso che accogliesse l’insolito desiderio di Aurora.

Giovanni Dolci ha visto la determinazione di Aurora nel momento in cui, entrando nella sua scuola di ballo, gli ha detto “sono qui per la lezione di prova di tango!”

Giovanni  ha dato una possibilità a quella ragazzina con occhiali e chignon: le ha confezionato su misura il suo primo paio di scarpe da tango, rosse come le voleva lei e, passo dopo passo, le ha insegnato i primi passi.

Sembra una favola, lo so, eppure per una volta è realtà.

Giovanni e Aurora hanno fatto molto di più: hanno portato il tango a scuola e nel consueto spettacolo di fine anno della scuola secondaria Marco Emilio Lepido di Reggio Emilia, Aurora ha ballato col Maestro Giovanni di fronte ai suoi insegnanti e ai suoi compagni radunati nella palestra. L’emozione è stata grande per tutti.

Dopo soli quattro mesi infatti Aurora ha acquisito le eleganti basi del tango argentino, “ha incontrato la ballerina che è in lei e ha maturato la consapevolezza della sua passione per l’arte”.

Nelle parole del suo maestro Giovanni, Aurora ha iniziato il suo cammino nel “vero tango, lontano dallo stereotipo stucchevole che ne fa icona di sensualità; quello che nasce come espressione di un forte impulso artistico e sociale, che incarna i valori positivi quali l’ascolto, il rispetto, la coscienza e il controllo di sé e dell’altro, insieme al desiderio di creare una comunicazione profonda e rispettosa con gli altri”.

Sono valori oggi spesso di difficile affermazione e che cosa c’è di più naturale quindi se non portarli a scuola dove gli adulti di domani vengono educati e formati alla vita?

Alla scuola di Reggio Emilia infatti l’anno prossimo partirà un corso di tango dedicato e pensato proprio per loro, per i nostri ragazzi nelle cui mani c’è il domani di tutti.

E come sempre Buon Tango a tutti, a chi lo balla, a chi inizierà a ballarlo, a chi solo lo ascolterà oppure lo guarderà, a chi lo ama e  a chi lo rifiuterà e male ne parlerà … A chi vive insomma perché Finché c’è tango c’è vita!

Un abbraccio

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