Golden Gates, porte dorate verso la libertà

La storia di una donna che sceglie la strada dell'autodeterminazione presentata al Festival "Films that Move"

di Giada Feraudo
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Mariasole Di Giovanna, Matilde Tienni e Laura Volta.

La salvezza è tra la risacca del mare o all’arrivo sulla terraferma?
Zan. Zendegi. Azadi. Donna. Vita. Libertà. E’ lo slogan delle donne in Iran, che combattono per avere la propria libertà. L’opera di videodanza Golden gates, della regista ed interprete principale Neaz Kohani, ci racconta la delicata condizione femminile nel paese, rendendola una narrazione universale.

Kohani, donna americana iraniana, ci porta all’interno del perenne conflitto interiore tra il richiamo della propria terra e l’impossibilità di poterla abitare liberamente. L’inciso che si crea è il rapporto genitoriale e la preoccupazione
per i propri figli.

Ad ogni immagine corrisponde una specifica condizione femminile: ambienti naturali si alternano a spazi chiusi, rispettivamente utilizzati per rappresentare una ricerca di libertà in risposta a un sentimento di oppressione. Ad aumentare
la drammaticità delle scene, la scelta registica di utilizzare close ups enfatizza l’espressività del volto protagonista.

La voce struggente di Kohani ci accompagna in una narrazione con l’omonima canzone Golden Gates che funge da colonna sonora e da filo conduttore per la durata complessiva del lavoro. Una lamento spirituale, un inno alla libertà che somiglia quasi a una preghiera. “I’ve been dreaming of a day, when we get to go home, and the golden gates will open wide “ (ho sognato un giorno in cui torneremo a casa e i cancelli dorati si spalancheranno), queste sono alcune delle parole che colpiscono a pieno lo spettatore, lasciandolo appeso all’ignoto del naufragio di Kohani.

Il lavoro si conclude così dove è iniziato, con l’immagine del mare e il suono delle onde ma questa volta Kohani è sola, senza velo e senza barca. Approda sulla terraferma con la sola forza delle sue gambe. Un’opera di protesta, significativa e necessaria per tutte le donne che come Kohani hanno visto la terraferma, per quelle che l’hanno sognata e si
sono perse in mare e per quelle che sono ancora sulla barca intrappolate dai cancelli dorati.

Written and directed by Neaz Kohani

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