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Arena di Verona: Il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala dimostra grande affetto e solidarietà ai ballerini licenziati

“In un periodo in cui i teatri per risparmiare la prima cosa che fanno è tagliare il balletto, sono molto orgoglioso di presentare una serata come questa che, grazie alla presenza del maestro Zubin Mehta unisce il pubblico del balletto a quello dei concerti e dell’opera. Vogliamo dare un segnale molto forte. Il teatro deve avere opera, coro e balletto. È la sua natura. Se si rompe questa sinergia si attacca il teatro nel suo principio”

Queste le parole del sovrintendente del Teatro alla Scala Alexander Pereira durante la presentazione di “Serata Stravinskij” (in scena dallo scorso 11 febbraio all’1 marzo).

A seguire, ecco un altro forte segnale di indignazione proveniente dal Piermarini: riportiamo il comunicato rilasciato dai ballerini del corpo di ballo scaligero, i quali esprimono tutta la loro vicinanza ai danzatori dell’Arena di Verona licenziati. Non solo parole di solidarietà, ma anche dure riflessioni su quanto, ormai da anni, sta accadendo alle fondazioni lirico-sinfoniche italiane.

Il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, venuto a conoscenza della chiusura del Corpo di Ballo dell’Arena di Verona e il conseguente licenziamento di 19 colleghi, manifesta la propria contrarietà a tale operazione nefasta e ingiustificata.

Purtroppo constatiamo che le Fondazioni Lirico-Sinfoniche di Opera e di Balletto, di fronte a difficoltà economiche e conseguenti commissariamenti, per riequilibrare il bilancio non trovano altra soluzione che tagliare sempre questo settore del comparto artistico. Non possiamo più accettare che ad ogni crisi di bilancio ciò avvenga. È avvenuto con i Corpi di Ballo di Bologna, Torino, Genova, Venezia, Firenze ed oggi accade anche a Verona. Pezzi di storia della Danza spazzati via per far quadrare bilanci, ignorando volutamente una parte del nostro patrimonio artistico italiano. Quando finirà tutto ciò?

Agli Amministratori di quel Teatro diciamo: invece di progettare ad esempio un tendone per coprire l’anfiteatro di Verona, perché non investire su di un Corpo di Ballo?

Ai Politici locali e nazionali diciamo: quando cominceranno delle vere politiche illuminate a favore di una forma d’arte nata in Italia e poi sviluppata in tutto il mondo? Quando finiranno di arrivarci in testa leggi stupide e miopi, che ci equiparano a settori del mondo del lavoro totalmente differenti dalla nostra tipologia e che ci penalizzano, invece di aiutarci? Pensiamo alle infinite riforme dell’età pensionabile, che non considerano la nostra peculiarità o la legge Asciutti sul limite dei contratti che penalizza i nostri giovani costringendoli ad andare all’estero o la recente riforma Madia che blocca la possibilità ai ballerini che hanno maturato la pensione, di dare il proprio contributo nei teatri che li hanno visti ballare?

Quando inizierà un vero rilancio di questo settore, che se ben aiutato e incentivato, garantisce introiti oltre che prestigio ai Teatri Storici di questo paese?
Chiediamo perciò ai responsabili dell’Arena di Verona di riconsiderare le proprie decisioni in merito e al mondo della politica e amministrazione di iniziare a considerare questo settore e a dargli l’importanza che si merita.

Milano 15-2-2017

Il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

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