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Progetto C.r.e.s.c.o, i lavoratori dello spettacolo chiedono tutele

Come ormai sappiamo, il momento è critico e se c’è un settore che ne uscirà letteralmente in ginocchio, è quello dello spettacolo dal vivo. Non basteranno infatti le indennità o altre trovate una tantum a salvare gli operatori del campo, la maggioranza dei quali non sono inquadrati come dipendenti ma lavorano a produzione, a progetto, con p.iva…che equivale, nel nostro Paese, a nessuna garanzia.

Se si lavora, si guadagna, altrimenti si rimane senza entrate economiche. Ci si trova, oggi, in difficoltà ancora maggiore considerando la chiusura delle sale teatrali e la sospensione di tutti gli eventi, un provvedimento sicuramente inevitabile in questo momento ma che mette in luce la fragilità di un settore in cui è già difficile muoversi. Quali tutele sono state pensate per tutte le persone e famiglie che vivono di intrattenimento e cultura?

Il progetto C.r.e.s.c.o, ovvero il coordinamento delle realtà della scena contemporanea, con una lettera aperta, chiede risposte concrete per superare la crisi dei lavoratori dello spettacolo, duramente colpiti dall’emergenza coronavirus. C.r.e.s.c.o ha chiesto al Presidente Conte e al Ministro Franceschini che all’interno della Commissione di esperti in materia economica e sociale sia nominato una figura del settore dello spettacolo dal vivo. 

Riportiamo, di seguito, il testo della lettera aperta:

C.Re.S.Co – Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea, in rappresentanza dei suoi soci – lavoratori e imprese dello spettacolo dal vivo diffusi sull’intero territorio nazionale – ha scritto oggi una lettera al Premier Giuseppe Conte e al Ministro Dario Franceschini in merito alla nomina della Commissione di esperti in materia economica e sociale che avranno il compito di proporre soluzioni necessarie alla ripresa del Paese, toccato dalla più grande crisi globale della storia recente.

In qualità di operatori dello spettacolo dal vivo e del mondo culturale C.Re.S.Co ha sottolineato le specificità di un settore che, pur impiegando migliaia di addetti, milioni di spettatori e garantendo un indotto pari a milioni di euro è legato a tempistiche e modalità di ripresa ad oggi profondamente incerte. A preoccupare ulteriormente un comparto estremamente sofferente è proprio il tempo della ripresa che non sarà certamente immediata perché occorrerà fare tutti assieme un grande lavoro contro la paura, quando l’emergenza sarà rientrata.

Lo spettacolo dal vivo è sempre riuscito a delineare una nitida fotografia del tempo in cui si vive, rielaborando criticamente le istanze di ogni epoca e innovando i processi, interpretando profondamente lo spirito delle migliaiadi persone con cui il settore si relaziona: pubblici e lavoratori dello spettacolo. Infine, proprio chi lavora nel settore dello spettacolo dal vivo non è solo un economista o un artista, è in primis un creativo e, come dice lo scienziato HenriPoincarè, “lacreatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove”.

Il pensiero creativo e la relazione con le comunità sono capacità essenziali per chi lavora in questo settore e allo stesso modo pensiamo che possano essere di grande utilità nella ricostruzione del mondo che sarà, al termine della tragedia epocale che stiamo vivendo. Per queste ragioni immaginiamo che possa essere utile che all’interno della Commissionesia nominato un esperto del settore dello spettacolo dal vivo, affinché le specificitàdescritte possano essere di aiuto alla comunità tutta, considerando lo specifico di ogni settore.

L’augurio è quello che l’emergenza Covid19 possa essere la giusta occasione “per mettere in mostra che un sistema come questo ha bisogno di regole proprie, di uno statuto del lavoratore dello spettacolo che sappia mettere insieme sia nuove tutele sia maggiore flessibilità per modelli produttivi.

Per approfondimenti https: //www.repubblica.it/spettacoli/teatro-danza/2020/04/18/news/i_lavratori_dello_spettacolo

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