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Lia Courrier: “Gli amici di Maria De Filippi sono al di sopra delle ordinanze, al di sopra del contagio, al di sopra della legge”

In questo periodo di quarantena capita spesso, purtroppo, di scorrere pigramente sui profili social. Non so perché lo si fa, dal momento che è palese come questa abitudine crei dipendenza e spenga totalmente la capacità di concentrarsi a lungo su qualcosa di più costruttivo, come ad esempio la lettura di un buon libro, ma alla fine le mani sono occupate dal cellulare molto più spesso di quanto si vorrebbe.

Qualche giorno fa mi salta all’occhio un’immagine che cattura immediatamente la mia attenzione, nella quale si vedono i concorrenti del noto talent ‘Amici’ che fanno le prove per la finale, andata in onda il 3 di Aprile 2020. Qualcuno di loro indossa una mascherina, qualcuno no, due si tengono per mano.

Un attimo. Ricontrollo.

Perché a dire il vero la cosa che mi sorprende più di tutte è che esista ancora questa trasmissione. Poi sono andata a leggermi i dati, che parlano di 4.822.00 spettatori e il 22.8% di share, per cui mi rispondo da sola che non solo la trasmissione esiste, ma c’è anche un sacco di gente che la guarda. Mi viene in mente che negli ultimi anni ho sistematicamente smesso di seguire chiunque pubblicasse notizie esultanti su questa trasmissione, ne evinco che anche insospettabili colleghi sprecano il proprio tempo guardando questa spazzatura. Personalmente da anni ho fatto la scelta di non guardare la televisione e tanto meno questa trasmissione, ma vi assicuro che non è un atteggiamento da snob: cerco solo di preservare la mia igiene mentale. Però forse qualche lettore che abbia voglia di confessare di guardarla (perché tutti nicchiano dicendo di non farlo), può dirmi cosa c’è di così interessante da tenerli incollati lì.

Non si tratta neanche di un atteggiamento, come dicono a Roma, ‘rosicone’, perché statene certi: non andrei a presenziare in quella trasmissione neanche se mi coprissero d’oro, oltre al fatto che io c’entro con quelle persone come i cavoli a merenda, dato che mi occupo di formazione coreutica e non di becero intrattenimento televisivo.

Detto questo, ovviamente, mi espongo ad ogni tipo di improperio, perché di certo qualcuno in questo momento starà pensando: “eh, ma se non l’ha neanche vista cosa critica a fare?”

Non offendete la mia e la vostra intelligenza, pensando che un prodotto del genere debba essere guardato per capirne il livello culturale. Vi dico solo che prima di scrivere questo articolo ho cercato degli spezzoni di questa finale, di cui tutte le testate hanno molto parlato (dove sono quando c’è una prima teatrale che non sia quella della Scala), ma ho resistito 2,5 secondi: annichilita da banalità, noia, retorica, finzione, ego.

Ma tranquilli, non parlerò della trasmissione in sé, di cui mi importa poco, ma della scelta infelice di andare avanti fino alla fine nonostante gli obblighi a cui tutti noi siamo sottoposti. Chi si occupa davvero di danza e di formazione, in questi giorni si è speso in dichiarazioni a sostegno di una categoria che, dopo la fine dell’emergenza sanitaria, si troverà in ginocchio come e anche più di ogni altra: da Amalia Salzano di AIDAF, con la sua lotta per il riconoscimento della figura professionale dell’insegnante di danza, fino a Carla Fracci e Beppe Mengatti (di cui ha scritto proprio in questi giorni il nostro Direttore, Francesco Borelli), che parla della danza come “educazione e avamposto della moralità”. E infatti, proprio per essere fedeli alla moralità, le scuole di danza e le accademie professionali italiane sono ferme praticamente dal 26 di Febbraio. Così anche le compagnie, costrette ad interrompere le prove, in ottemperanza alle ordinanze e per salvaguardare la salute dei propri dipendenti.

In questi giorni i più grandi danzatori del mondo ci mostrano il loro allenamento a casa: Vadim Muntagirov che salta in salotto, Marianela Nunez con le punte sul parquet di casa, Jos Baker ha creato dei tutorial per trasmettere un frase coreografica (Corona Phrase) da poter eseguire a casa, James Vu Anh Pham, in una sala illuminata da finestre enormi, scivola sul pavimento con grazia, e come loro molti altri. Sostengono pubblico e colleghi con un messaggio di grande gioia, condivisione, motivazione, perseveranza, ma soprattutto ispirazione. Eppure si tratta di persone per cui questo stop forzato rappresenta non solo un problema economico, come lo è per tutti, ma anche un periodo che si paga caro, quando hai uno standard qualitativo altissimo, che pochi raggiungono, per mantenere il quale certo non basta un allenamento a casa, lontano dal contatto col pubblico e dalla scena. Eppure eccoli lì, a condividere con semplicità la loro quotidiana sfida con l’inerzia, l’isolamento, la solitudine e tutto quanto questo momento difficile porta con sé.

Per gli ‘Amici di Maria De Filippi’, invece, tutto questo non conta. Loro sono al di sopra delle ordinanze, al di sopra del contagio, al di sopra della legge. Trovo orribile il messaggio che è stato trasmesso con questa scelta, per mille motivi. Ne sceglierò due per tutti.

Uno è certamente il rischio a cui tutti si sono sottoposti, perché anche se senza pubblico, mantenendo una distanza di sicurezza e con gli operatori che indossano le mascherine, si tratta comunque di stare in tanti in un ambiente relativamente piccolo e chiuso, una modalità che a tutti noi, comuni cittadini, è severamente vietata perché potenzialmente pericolosa.

Secondo: non è stato fatto alcun accenno alla difficile situazione che il teatro e la danza stanno vivendo, a seguito di questa emergenza che ha pesantemente intaccato un settore che già versava in pessime acque. Una sede, quella televisiva, in cui sarebbe quasi d’obbligo dare delle dichiarazioni in merito, proprio perché raggiunge un gran numero di spettatori. Questa trasmissione viene riconosciuta come portatrice del messaggio della danza, erroneamente, perché in realtà è solo una questione di share e di denaro. Del resto, quanto pubblico volete che questo talent porterà mai nelle sale teatrali? Perché di questo che avremo bisogno quando tutto ripartirà.
Su un noto quotidiano si parla di “scelta coraggiosa, in un palinsesto cannibalizzato dalle informazioni costanti sull’andamento della situazione, che va premiata perché ha regalato qualche ora di spensieratezza a chi è costretto a casa”. Spero paghino bene i giornalisti per scrivere queste cose, sottintendendo che l’unica cosa che si può fare a casa sia guardare la televisione. Per il resto l’articolo è solo una cronaca del litigio di Tizia con Caia, il look sexy di questa, il carattere incontrollabile di quest’altro. Ma di che stiamo parlando? Di niente, appunto: fumo.

Sempre sulla stessa testata viene riportato il confuso discorso della vincitrice: “Grazie! Oddio, scusate, mi sento una deficiente. Grazie a tutti, grazie Maria di aver capito la mia musica. Grazie a chi la sta ascoltando, spero che in questo momento sia di aiuto, che faccia ballare. Questo momento finirà, dovremo solo essere responsabili e restare a casa”.

Ecco, brava. Allora potevate restarvene a casa anche voi.

Foto: da instagram

3 Commenti

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  • Sacrosante parole. Grazie Lia per aver espresso cosí bene un pensiero che penso sia in molti di noi. E non ti preoccupare, nessuno che sappia cosa sia realmente la Danza potrebbe mai pensare che rosichi. Chi lo pensa é perché associa quel programma alla danza (che é in realtá quanto di piú distante ci sia dalla danza e dalle arti in generale, quasi nocivo oserei dire), quindi chiaramente non é del settore.

    Tua affezionata lettrice,
    Deana

    • E’ bello sentirsi meno soli in un mondo dove, se dici che ti occupi di danza, le persone ti rispondono “Ah ma quindi vuoi andare ad Amici di Maria De Filippi?”…..
      No, mi occupo di danza. Quindi dal programma di Amici sto ben lontana.

      Shahrzad

  • È un momento particolare per la vita della danza, parlo di tutti i generi e tutti gli stili, la grave crisi sanitaria mondiale di Corona Virus, ha letteralmente bloccate tutte le attività Tersicoree, dalle scuole private ai teatri d ‘ opera nazionali ed esteri, ma anche le grosse Accademie, han dovuto chiudere i battenti per diversi mesi, ed ora si parla di un graduale ritorno, alle aperture delle attività. La mia organizzazione di ballo, parlo della gloriosa ANMB ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAESTRI DI BALLO MODENA, ha pensato di regalare a noi soci effettivi, un libro di oltre 160 pagine, il quale parla di organizzare, appena si tornerà alla normalità, delle feste danzanti, con giochi di ruolo e societari, ma anche Grand Gala, come quello organizzato dalla accademia – Annunziatella -di Napoli, in cui i cadetti, avranno l ‘ onore di ballare il valzer viennese, presso la Reggia di Napoli assieme alle allieve della scuola di ballo del – Teatro San Carlo – di Napoli – I maestri e coordinatori, – di tale evento, saranno i Maestri Simone Di Pasquale e Samanta Togni, del programma televisivo – Ballando con le stelle – Tutto un codice comportamentale, di classe ed etichetta, da applicare, in un evento speciale per una classe speciale di persone, appartenenti a famiglie dal sangue blu con regole di comportamento assai ferree ed elitarie, come ad esempio, l ‘ obbligo dell ‘ invito, oppure il divieto dell ‘ utilizzo dello stuzzicadenti, a tavola, oppure l ‘ obbligo di riaccompagnare la dama, al posto a sedere, dopo l ‘ esecuzione del ballo. È un codice comportamentale per una occasione straordinaria, non accessibile a tutte le classi sociali. I Maestri Nicoli ed Amboni hanno voluto scrivere questo libro, con il buon auspicio, di ritornare presto alla socializzazione ed alle feste danzanti, serate con giochi di ruolo e di gruppo. Grazie a tutto il popolo dei Tersicorei, teniamo duro e rispettiamo le regole, ci saranno tempi migliori e presto cesserà anche la fase 2 , di convivenza con il virus Corona e torneremo presto tutti quanti alla normalità, cioè la fase 3 che decreta la fine di questa grave emergenza. Maestro Luigi Gargarelli della WDC World Dancing Coencil OF LONDON Tess. N. 1600 – ITA INTERNATIONAL DANCING TEACHER PRESSO LA WDC WORLD DANCING COENCIL DI LONDRA.

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