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Leonardo Salvato: “Pandemia la chiamano. Che parola terrificante! Non possiamo abbracciarci e, soprattutto, non possiamo danzare”

“Ci vediamo domani, ciao tesoro, mi raccomando puntuali, ordinate, forza andate, ogni sera più tardi…”.

Queste sono le solite, ma anche le ultime parole che ci siamo scambiati nei corridoi della scuola, nelle sale, negli spogliatoi prima del divieto assoluto, prima di questo tremendo periodo che ci ha tolto tutto.

Pandemia la chiamano; che parola terrificante, non possiamo abbracciarci, non possiamo stare insieme, e soprattutto non possiamo danzare, almeno all’interno delle nostre sale. E allora, che si fa? Ecco che ognuno nel suo piccolo ha cominciato a danzare come il titolo di un celebre film “da solo” che poi da soli non siamo mai.

Quando si danza si è carichi di amore, di emozioni, di sensazioni, che prendono forma e danno vita al linguaggio del movimento, del corpo e dell’anima. Credo che in un momento come questo non ci siano né vincitori né vinti, credo che tutti nel nostro piccolo abbiamo svolto un meraviglioso lavoro.

Sapete perché? perché abbiamo lavorato con il nostro Io, con il nostro vissuto, abbiamo  utilizzato il linguaggio più bello del mondo, quello del corpo che poi non è altro che un riflesso delle nostre anime. Di sicuro la Morale è che stiamo alzando gli occhi al cielo, abbiamo capito che “ADESSO TUTTO CIÒ CHE ABBIAMO SIAMO NOI STESSI E I NOSTRI LEGAMI INDISSOLUBILI”.

In tutto questo caos ovviamente c’è anche tanta paura, la paura di non rialzare le serrande, di non aprire più le porte della nostra scuola, perché l’arte in un paese come l’Italia non fa più da padrona, e questo è molto triste, ed è lì che comincia lo sconforto di essere soli, abbandonati. Ma bisogna pensare positivo, dobbiamo farlo per quelle piccole allieve che quando entrano in sala ti scrivono messaggi di amore, che progettano di sposarsi con te e danno anche i nomi ai futuri figli ma che poi vedono Bolle in televisione e ti tradiscono subito.

Che tenere!!! Per tutte quelle allieve che ti dicono che in sala si sentono a casa, che si sentono in una grande famiglia, si perché una scuola di danza è una famiglia, una grande famiglia il cui cognome è SOGNATORI. E allora per concludere  mi viene in mente una frase di Frank Herbert che però mi sento di modificare e adattare alla nostra situazione per la Paura che stiamo provando noi tutti:

“La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l’annullamento totale. Presto saremo pronti a guardare in faccia la nostra paura ma non ORA. Permetteremo che ci calpesti e ci attraversi, e quando sarà passata non ci sarà più nulla, soltanto  NOI ci saremo e la nostra Danza, ancora più carica di vissuto e di emozioni.”

Leonardo Salvato

Oggi è il 20 Gennaio 2021

AIDA CONSIGLIA

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