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Aldo Masella racconta: “Al Teatro della Gioventu’, prova di un Festival”

La bellezza di Genova è nascosta, segreta, impenetrabile. Così il Tormena apre un’ elegante pubblicazione sulla città, ricca di preziosi documenti d’arte, di palazzi leggendari dimore di famiglie di antica nobiltà, luogo di approdo di transatlantici dalle dimensioni fiabesche.

In questa città, residenza di un’aristocrazia industriale cosmopolita, trovano spazio e s’impongono gli obiettivi d’arte di Sabrina Brazzo e Andrea Volpintesta ambedue di estrazione scaligera. Lei, un’étoile internazionale, lui, prestigioso interprete di un’arte dominata con rigorosa autorevolezza. Accomunati dalla stessa, fortissima ambizione di ridar vita al Festival Internazionale del Balletto di Nervi, hanno promosso un gala di danza attribuendo allo stesso un impegnativo titolo: “Festival dei Balletti- Da Genova verso Nervi anno 0”. Questo titolo ricompare su un programma di sala, quasi al centro di due prestigiosi marchi, quelli del Rotary e del Teatro Carlo Felice, lo storico tempio della lirica genovese. Da un lato dunque un’élite che ha posto nelle sue finalità la correttezza professionale e dall’altro il simbolo della massima espressione artistica della città. Un avallo di grande qualità dell’opera di Sabrina Brazzo e Andrea Volpintesta impegnati a riportare sul palcoscenico di Nervi le migliori espressioni coreutiche italiane e straniere.

Lo spettacolo, presentato il 25 giugno scorso, ci è sembrato un promettente inizio, fatto segno, come è stato, dai corali consensi conseguiti dai gruppi che hanno occupato il palcoscenico del Teatro della Gioventù. Una serata all’insegna di un variegato repertorio che ha visto le esibizioni delle giovani promesse del Centro Studi Coreografici Teatro Carcano di Milano, dell’Aconcoli Dance Company di Elena Albano, della Scuola Tanz Project Studio di Genova, del Centro Arte Danza di Olgiate Olona, dell’Eko Dance Project di Pompea Santoro e di un pas de deux dal titolo “A Moment in Time” nell’esecuzione di Viola Vicini e Giorgio Azzone ed infine di un corale degli allievi presenti allo stage che ha occupato le sale del Carlo Felice. Coreografi: Massimiliano Volpini ,Giorgio Azzone, Alessio Di Stefano e Travis Klausen Knight anche interprete del brano “Stutter”.

Intermezzo della piacevole serata un ricordo di Mario Porcile e Ugo Dell’Ara, fondatori della prima edizione del Festival. Sicuramente verrà a mancare il fascino dei leggendari personaggi che hanno sottolineato il primo appuntamento a Nervi, né sarà più possibile ascoltare Paul Duvalier che, nonostante un sensibile cumulo di anni, amava riunire intorno a sé un piccolo gruppo di amici per raccontar loro le vicende legate a uno o talaltro divo del mondo coreutico della prima metà del novecento. La rissa non solo verbale tra Serge Lifar e Boris Kochno appena morto Diaghilev “se mordant comme des betes”, l’avventurosa fuga dalla Russia rivoluzionaria di Tamara Karsavina o della scoperta del tesoro di Mathilde Kschessinskaya interrato nel giardino della sua ex abitazione, oggi museo storico di San Pietroburgo.

Non ci sarà Paul Duvalier ma i viali del parco risuoneranno ancora dei carezzevoli motivi che spinsero De Quevas a quel commento suscitato da un insieme di contrastanti emozioni: “Quelle magie!”.
Andrea Volpintesta, aduso agli strenui confronti, profonderà, afferma, ogni più piccole energia perché Genova torni ad essere la capitale del Balletto.

Aldo Masella

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