Finchè c'è tango c'è vita Rubriche

Vittoria Maggio: “Alejandro re di bastoni”

C’è un’antica tecnica sviluppata dai vecchi ballerini di tango milongueri per poter comprendere le dinamiche di ballo della donna.

Mimando con dei bastoni, due semplici manici di scopa per esempio, i movimenti delle gambe delle donne si puó comprenderne la dinamica, e ripetere sequenze apprese oppure crearne nuove, modificare quelle di abitudine e aumentare cosi la propria abilità, migliorando la creatività.

In realtà nessuno sa come e quando è nata questa pratica: certo è che a fine ottocento e primi del novecento quando “un bel giorno nacque il tango”, gli uomini praticavano essenzialmente tra di loro per la mancanza di donne e per il fatto che abbracciarsi in pubblico, in modo esplicito, era proibito, se non per le donne di “malaffare”.

Per capire come ballare, gli uomini hanno iniziato a prendere tra le mani uno degli attrezzi che possedevano in casa: la scopa.

La stessa cosa di nascosto facevano anche la donne, ma questo non si puó raccontare!

Ecco quindi come un attrezzo banale come la scopa, che aveva e ha comunque anche un valore simbolico medioevale molto potente nell’immaginario collettivo, puó diventare un prezioso alleato per ballare.

Per necessità, per scherzo, per divertimento, un paio di scope private della parte in saggina, diventano assimilabili alle gambe delle donne.

É chiaro che oggi ci sono tante donne che ballano e quindi gli uomini si sono dimenticati di questo antico uso, tranne uno dei maestri di tango piú singolari sul panorama internazionale che ama conservare e ricordare questa particolare origine e che con un po’ di fortuna si puó incontrare in qualche stage in giro per il mondo.

Alejandro Angelica, ballerino nonché maestro istrionico e visionario, pratica questa tecnica da  molti anni e insegna nei suoi stage a materializzare la visione dei passi della donna con l’utilizzo di due bastoni.

Alejandro ricorda la prima volta che fu costretto a ricorrere ai bastoni quando in un festival di tango di tanti anni fa rimase senza la sua ballerina per l’esibizione in corso, a causa di un doppio improvviso impegno cui nessuno poteva porre rimedio.

Alejandro, memore dei vecchi milongueri, improvvisó e creó quindi una coreografia con due bastoni che per caso vide accantonati in un angolo del teatro: pensó a un numero comico, divertente dove I due bastoni quasi si ribellavano alla danza e provavano a metterlo in difficoltá! Fu senza dubbio un’esilerante coreografia!

Qualche anno piú tradi la nota coreografa Susanna Beltrami, istrionica e visionaria come lui,  colse un’altra lettura in quel ballo coi bastoni creando un’ulteriore nuova coreografia. Decisamente piú introspettiva e drammatica, mise in scena la solitudine di un anziano maestro di tango, un milonguero eremita che in questa tecnica trovava una sorta di sfogo meditativo, nella famosa performance “Tango di Luna” accompagnato dalla grande étoile Luciana Savignano, in una sorta di viaggio intimistico a passo di tango.

Fu cosi rappresentata la valenza simbolica del bastone, oggetto di potere e di comando sin dall’antichità, attrezzo prezioso a religiosi, pastori, santi, politici e re.

Il bastone come prolungamento del  braccio, visto come strumento  per guidare,  per indicare la direzione, una forza esoterica e magica, una sorta di iniziazione!

Ecco quindi Alejandro Angelica, contemporaneo “Re di Bastoni” assumere il ruolo di maestro con la M maiuscola.

Se vi capita di venire a conoscenza di uno dei suoi stage su questa antica tecnica, non perdetelo e correte a comprare due scope! Sará senza dubbio un’esperienza che aprirá nuove “porte” al vostro ballo!

E come sempre buon Tango a tutti, a chi lo balla, a chi inizierà a ballarlo, a chi lo ascolterà oppure lo guarderà, a chi lo ama e a chi lo rifiuterà e male ne parlerà …

A chi ha la voglia di  vivere!

Un abbraccio!

Oggi è il 9 Dicembre 2019

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