Sul palco del Teatro alla Scala si apre una finestra sul contemporaneo grazie al trittico firmato da Smith/Leon e Lighfoot/Valastro

di Nives Canetti
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La sana abitudine che si è instaurata alla Scala, ovvero quella di proporre all’interno della stagione almeno una serata dedicata alla danza contemporanea che porti sul palco scaligero le tendenze al di fuori del mondo del classico, riempie di gioia noi ballettofili e riempie di pubblico la sala del Piermarini.

I balletti ora in scena hanno in comune di non essere mai stati rappresentati alla Scala e uno di essi è una creazione in prima mondiale. Il primo, Reveal, di impronta americana coreografato da Garrett Smith, è alla sua prima rappresentazione in Europa. Il secondo è quasi ormai un classico di NDT, la più grande compagnia contemporanea europea, Skew-Whiff su coreografia di Sol Léon e Paul Lightfoot. Il terzo, Memento, è una creazione di Simone Valastro, giovane italiano diplomato alla Scala, cresciuto all’Opera di Parigi  e ora tornato per l’occasione a lavorare in Italia.

Reveal è un balletto per dodici ballerini (4 donne e 8 uomini) creato per lo Houston Ballet da Garret Smith, coreografo in ascesa nel panorama mondiale. Ballerino americano in forze anche al Balletto Nazionale della Norvegia, Smith ha lavorato come coreografo non solo negli States ma anche nella Russia preconflitto sia con il Bolshoi che con il Mariinskij. In questo pezzo il suo stile si concentra molto sui singoli danzatori, a tratti richiama Jiri Kylian nelle idee sceniche e anche David Dawson nei passi molto scivolati.

Tutto il balletto si sviluppa sui contrasti fra due poli opposti, bianco e nero, classico e contemporaneo, luci e ombre, maschile e femminile. La scena si apre su una danzatrice vestita di bianco in punta e di seguito l’attenzione si sposta su un’altra solista vestita di nero in mezza punta. Cominciano a ballare fronteggiandosi con movimenti perfettamente speculari e questo resterà il leit motiv della loro danza per tutto il balletto fino alla fine in cui uniranno le loro mani in totale condivisione, rivelando (Reveal appunto) i loro lati più profondi.

Alternati alla presenza di queste due danzatrici, si inseriscono passi a due tra bianchi e neri, momenti di gruppo dei solisti maschili, un passo a tre molto fluido con la donna sempre tenuta in sospensione dai due maschi, una ballerina in tutù e punte che contrasta nettamente con tutto quello che ha intorno e che viene opposta ad un maschio in un simil tutù nero, richiamando il dualismo Odette Odile.

Di impatto i giochi di luce che riempiono la scena di Michael Mazzola, un po’ alla Neo ma di effetto i cappotti lunghi neri e i costumi evocativi di Monica Guerra, perfetta la linea melodica di Philip Glass (Concerto per piano “Tirol”) scelto da Smith per accompagnare i movimenti fluidi della coreografia: nel complesso uno spettacolo molto, molto gradevole e che ha visto un grande successo alla sua prima europea.

Grandi personalità della danza contemporanea e geniali nella loro ironia, Sol Léon e Paul Lightfoot sono coreografi che firmano in coppia i loro lavori dal 1989 presso il Nederland Dance Theatre, di cui Lightfoot è stato anche direttore artistico dal 2011 al 2020. Alla Scala hanno portato un lavoro del 1996, undici minuti di energia esplosiva,  Skew-whiff  (letteralmente “sghembo, obliquo, off balance”) sull’ouverture della Gazza Ladra di Gioacchino Rossini.

Quattro ballerini, tre uomini e una donna, portati allo stremo, energia vulcanica, musicalità allo stato puro in un crescendo rossiniano anche nel movimento che parte piano e poi si sviluppa come la partitura, potente ironia nei gesti e nel ritmo sono caratteristiche tipiche di questi due grandi.  Visti poco in Italia, hanno una comunicativa fortissima arrivata subito al pubblico scaligero. Io ci ho visto un po’ l’ironia scanzonata di Jiri Kylian che è l’unico che mi abbia mai veramente divertito alle lacrime in uno spettacolo di danza. D’altro canto, tecnicamente Skew- whiff va preso molto sul serio, necessita di una grande precisione di esecuzione, non va buttato. E in questa direzione lavorano gli interpreti scaligeri Maria Celeste Losa, Rinaldo Venuti, Navrin Turnbull e Darius Gramada.

Terzo pezzo della serata è Memento, una creazione in prima mondiale di Simone Valastro, diplomato scaligero poi in forze all’Opera di Parigi dove ha iniziato a coreografare grazie alle opportunità fornitegli dal teatro durante la direzione di Benjamin Millepied. Ora dopo Arbakkin, emozionante passo a due portato alla Scala nella bella  “Serata Contemporanea” nel luglio del 2021 e ai Bagni Misteriosi per “Scala in città”, Valastro affronta un lavoro più ampio che coinvolge tutto il corpo di ballo.

Sulla musica di Max Richter e David Lang i movimenti di gruppo risultano ondeggianti e affascinanti, si articolano su un palco costruito per l’occasione con una rampa sul fondo e una discesa in buca quasi a simulare un’onda, per cui le entrate e le uscite non avvengono solo dalle quinte laterali ma dal fondo e dalla quarta parete quasi a coinvolgere il pubblico nel flusso continuo di danzatori che camminano verso il fondo. Molto suggestivo, richiama a tratti i movimenti di gruppo di Crystal Pite.

In questo flusso continuo del corpo di ballo si inseriscono passi a due di diverse coppie fino ad arrivare alla struggente danza della coppia principale  la cui storia d’amore nasce  e muore in mezzo alla folla. La vita di tutti noi che scorre inesorabilmente: memento.

Anche in questa sfida contemporanea ritroviamo un corpo di ballo di grande livello, che dimostra di essere in grado di aderire a qualsiasi stile. Due cast eccellenti sia per Reveal che per Skew-whiff.  È una serata molto corale ma alcuni nomi vanno sottolineati a nostro parere per dimostrare come Manuel Legris abbia lasciato la libertà ai coreografi di scegliere gli elementi principali in base alle loro esigenze e non strettamente alla gerarchia, il che fa emergere anche validi elementi nuovi: Alice Mariani prima ballerina perfetta sia nella chiave coreografica di Smith in primo cast che di Skew-whiff in secondo cast, ma anche Benedetta Montefiore elemento del corpo di ballo dalla capacità interpretativa profonda che ha ballato la coppia principale di Memento con un intenso Nicola Del Freo, primo ballerino. Saïd Ramon Ponce, corpo di ballo, ha dimostrato forte personalità  in Memento e Darius Gramada, corpo di ballo, in Skew-whiff.

Ma andrebbero citati tutti perché ognuno ha dato un suo contributo entusiasta e personale ad una voce corale potente che dimostra ancora una volta la forza di questo meraviglioso Corpo di Ballo.

Visto il successo della serata, forse i tempi sono maturi alla Scala per tornare a programmare più danza con titoli che necessitano di organici meno numerosi  in altri teatri “satellite”, come una volta si faceva al Teatro Lirico. Ma questo è un discorso troppo ampio per poter essere affrontato qui. Chissà.

SMITH/LEÓN E LIGHTFOOT/VALASTRO

Reveal

Nuova produzione Teatro alla Scala

Garrett Smith, coreografia
Jessica Collado, Maude Sabourin, assistenti coreografo
Philip Glass​​​​​​​, musica
Monica Guerra, costumi
Michael Mazzola, luci

Skew-Whiff

Produzione AT&T Danstheater, The Hague, 1996
Nuova produzione Teatro alla Scala

Sol León e Paul Lightfoot, coreografia, scene e costumi
Jorge Nozal, assistente coreografo
Gioachino Rossini, musica
Tom Bevoort, luci

Memento

Nuova produzione Teatro alla Scala
Prima rappresentazione assoluta

Simone Valastro, coreografia
Max Richter e David Lang, musiche
Thomas Mika, scene e costumi
Konstantin Binkin, luci

Biglietti per i prossimi spettacoli fino al 18 febbraio qui

Foto delle prove:  Brescia Amisano / Teatro alla Scala

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