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Matthew Bourne ci riporta sul lago tra sogni e uomini cigno

Nella stagione 2018/2019 il teatro inglese ha accolto con felicità il ritorno di Swan Lake del coreografo Matthew Bourne, conosciuto per le sue narrative accessibili e le rivisitazioni dei grandi classici. Lo Swan Lake dai cigni maschili, la cui nuova edizione promette di essere “aggiornata per il 21° secolo”, è uno spettacolo proposto e riproposto fin dal 1995 dalla compagnia di Bourne, i New Adventures. Questa versione si aggiungerà alle due già filmate nel 1996 e nel 2012, con l’interpretazione di Liam Mower come Principe (in alternanza nel tour con il veterano Dominic North e il debuttante James Lovell) e William Bozier nel ruolo del Cigno/Straniero (in alternanza con Max Westwell e, nel tour di Londra, il principale del Royal Ballet Matthew Ball).

Nel primo atto, Bourne tralascia il Principe bambino (che dava inizio allo spettacolo e si ritrovava alla fine dell’Atto IV nelle versioni precedenti) per mostrarcelo già adulto. Spicca così da subito il Principe di uno splendente Dominic North, la cui caratteristica comunicatività espressiva è esaltata da un’evidente disinvoltura ormai acquisita nel ruolo. Le reazioni isteriche della Fidanzata Inadeguata (Katrina Lyndon) nella scena a teatro portano una ventata di freschezza in questo solido atto introduttivo. Da menzionare la Fidanzata nell’interpretazione di Carrie Willis, che vediamo durante una seconda serata, il cui tempismo comico impeccabile è esilarante.

Nel secondo atto, il Principe, sconsolato, si reca sul lago dove incontriamo i tanto attesi cigni maschili. Nei loro numeri d’ensemble, grazia e minacciosità si alternano a quella frizzantezza e ironia tipiche del teatro di Bourne, specialmente nelle movenze insolenti della danza dei piccoli cigni. Sensibilità e poderosità si coniugano in William Bozier, che conferisce al Cigno quella certa qualità introspettiva che a nostro avviso distingue le migliori incarnazioni del personaggio. Come di consueto, cala il silenzio in sala al momento del dolce duetto dell’innamoramento tra Principe e Cigno. Anche in questo momento, senza dubbio il più iconico e riprodotto dello spettacolo, North e Bozier coinvolgono totalmente, offrendo una performance viscerale arricchita dalla bella intesa tra loro.

La scena al ballo di corte nel terzo atto è presto rubata dall’entrata di uno Straniero più che mai sexy; quello impetuoso di Bozier rigira con veemenza quasi sconcertante un Principe deliziato dalla situazione. Convince la maestosa Regina di Nicole Kabera, civettuola qui con lo Straniero quanto fredda in risposta alle richieste d’affetto del Principe nel secondo atto, mentre gli effervescenti balli di gruppo danno l’occasione all’intero cast di brillare. Nell’intimità illuminata di blu della fantasia del Principe, la tensione con il suo Straniero esplode in un duetto dall’erotismo al contempo struggente e torrido (dal nostro posto, in quarta fila, vediamo una signora poco avanti togliersi lo scialle di lana e farsi aria).

Il quarto atto, in cui assistiamo all’accanimento medico della Regina sul Principe e alla sua conseguente degenerazione nella pazzia, mette in risalto tutta l’ingegnosità delle scenografie di Brotherston e delle luci di Constable, creando un ambiente liminale sospeso tra realtà e incubo. A poco valgono i disperati tentativi del Cigno di proteggere il Principe, come anche l’affettuosissima coreografia che li accompagna: la storia si risolve con la tragica morte del Principe e il suo riscatto narrativo nella figura di Cigno e Principe teneramente abbracciati nella dimensione ultraterrena che emana dal letto in cui spira.

L’atto conclude così una storia complicata, toccante, in cui il ritmo è sostenuto e ogni momento, dal più spiritoso al più angosciato, sembra contribuire qualcosa di indispensabile a raccontarne l’umanità. Il tutto è accentuato da costumi e scenografie meravigliose, l’ottimo lavoro dell’orchestra (diretta dal M° Benjamin Pope) e performance d’alto impatto, tanto che lo spettacolo riceve una lunga standing ovation del pubblico al momento degli inchini finali.

Insomma, la tragedia che ha reso Bourne famoso nel mondo della danza si riconferma un capolavoro sempre mozzafiato, sempre al passo coi tempi, sempre in grado di riempire il cuore, far sorridere, ridere e commuovere con grande sensibilità e incredibile nuance, certamente anche grazie al corpo di ballo talentuoso ed entusiasta. Un classico che non tradisce nessuno dei punti di forza che l’hanno reso grande e pure si presenta fresco e pronto per questa stagione 2018/2019. Imperdibile.

Dopo la tappa sold out a Londra, i New Adventures continuano il loro tour in altri teatri del Regno Unito fino al 25 maggio 2019. Date e location si possono trovare seguendo questo link [https://new-adventures.net/swan-lake#overview], alla voce “book now” (sito solo in inglese). L’uscita del film è in programma per questa primavera.

Silvia e Sara Ferrari

Oggi è il 24 Marzo 2019

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