Il Balletto del Sud di Fredy Franzutti torna in scena con “La Traviata, Maria Callas il mito”

Nel doppio ruolo di Violetta Valery e di Maria Callas danza la ballerina argentina Ana Sofia Scheller

di Francesco Borelli
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Il Balletto del Sud presenta il 22, alle ore 21.00, e il 23, alle ore 18.00 al Teatro Apollo di Lecce: “La Traviata, Maria Callas il mito” con le coreografie di Fredy Franzutti su musiche di Giuseppe Verdi e Yannis Xenakis. La produzione, che ha riscosso successo di pubblico e critica, è proposta nella stagione di Danza realizzata in collaborazione con il Comune di Lecce, Regione Puglia e Ministero della Cultura.

Maria Callas morì nel suo appartamento parigino, al 36 di Avenue George Mandel, il 16 settembre 1977, per cause non ancora stabilite tra voci di suicidio, drastico dimagrimento e insonnia cronica, che l’aveva costretta ad assumere dosi sempre più massicce di psicofarmaci.

Lo spettacolo procede immaginando che, negli ultimi drammatici momenti della sua vita, la Divina – sotto l’effetto dei pesanti psicofarmaci – sovrapponga, in un incubo, la sua vita a quella del personaggio di Violetta Valery, protagonista de La traviata, uno dei ruoli che più ha evidenziato il successo popolare della grande artista, anche grazie alle repliche del 1955 al Teatro alla Scala con la regia di Luchino Visconti. Entrambe destinate a morire abbandonate, malate, sofferenti e sole in un appartamento di Parigi con l’unica compagnia della cameriera. Per esaltare il momento angosciante e onirico, il coreografo Franzutti affianca alla musiche di Giuseppe Verdi quelle del compositore greco della grande avanguardia, Yannis Xenakis (coevo di Callas). Le sue celebri e dissonanti architetture sonore, che rielaborano la tragedia classica, concorrono a creare le atmosfere drammatiche prodotte dalle allucinazioni, illusioni e deliri della Divina Callas.

Il questo incubo il soprano, non solo soffre per l’abbandono dell’armatore Aristotele Onassis, ma rivive anche altri drammatici momenti: come l’ispezione dei nazisti nella sua casa di Atene, l’aborto a cui fu indotta da Onassis dopo il ripetuto e crudele rifiuto di sposarla, e altri momenti della sua vita che, come si dice, scorre davanti agli occhi di chi sta per lasciarla.

Nel doppio ruolo di Violetta Valery e di Maria Callas danza la ballerina argentina Ana Sofia Scheller, stella internazionale della danza, principal dancer del New York City ballet e del San Francisco Ballet.

Alfredo Germont e Giorgio Germont sono interpretati dai primi ballerini Matias Iaconianni (Argentino) e Alexander Yakolev (Russo), con loro in scena i solisti e il corpo di ballo della storica compagnia di danza, composta da professionisti provenienti da tutto il mondo.

I costumi dello spettacolo sono ricostruiti grazie a preziose immagini fotografiche, sia della Callas nei ruoli che l’hanno resa celebre, che della sua vita privata fuori dalle scene.

Lo spettacolo che fin dalle sue prime repliche del 1994 (la versione definitiva è del 2007, realizzata con un supporto speciale della Provincia di Lecce in occasione dei 30 anni dalla morte) ha avuto successo di pubblico e critica, ha ricevuto nel 2010 un riconoscimento, una medaglia d’Argento dal Comune di Sirmione, come evento di qualità per le celebrazioni di Maria Callas.

“Per quanto riguarda Franzutti vi è da dire che la genialità non è acqua fresca. Ed il suo talento, che posso dire di essere stato uno dei primi a notare, ci regala spettacoli di grande efficacia, che non solo riportano il pubblico a frequentare il balletto, ma indagano con eleganza e coscienza su pagine della cultura dell’uomo riportandoci al piacere della riscoperta.” Michele Nocera – collezionista e biografo ufficiale di Maria Callas.

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