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“Cats”, il film stroncato dalla critica risponde con una versione con “alcuni effetti visivi migliorati”

Quando il primo trailer di “Cats” uscì a luglio, il popolo di Internet era confuso e soprattutto non pronto all’estrema digitalizzazione della pelliccia, il che aveva fatto scattare subito polemiche: chi si lamentava delle dimensioni dei gatti (troppo piccoli), chi aveva chiesto perché avessero il seno visibile, altri avevano sottolineato che sembrava che gli attori indossassero la pelliccia di altri gatti… e tutti a rimpiangere i costumi originali del musical!

«Se questo mondo incasinato non ci ucciderà per primo, “Cats” finirà chiaramente il lavoro quando debutterà il 20 dicembre», aveva addirittura scritto Garrett Martin di Paste Magazine.

E con l’uscita del film questa settimana nelle sale americane, le critiche non sono di certo migliorate: a partire da giovedì sera, il film ha ottenuto un punteggio di 32 sul sito di recensione statunitense Metacritic, ottenuto dalle recensioni generalmente sfavorevoli di 50 critici, mentre Rotten Tomatoes, il sito che aggrega le recensioni dei critici, ha fatto la media tra 205 recensioni, dando al film il 17% del gradimento, un punteggio bassissimo.

I critici si sono lamentati del fatto che lo stress della visione del film avesse scatenato emicranie e la voglia di lanciare scarpe contro schermo. Eppure, altri hanno scoperto di non poter distogliere lo sguardo.

Ecco cosa pensa la critica americana e inglese di “Cats”

«“Cats” ha trasformato il musical più stupido del palcoscenico degli anni ‘80 in una lettiera per il grande schermo in cui scaricare le stelle più amatoriali», ha scritto Peter Howell del Toronto Star. Il titolo della sua recensione da una stella e mezzo: “Cats è un cane – grande, stupido, chiassoso”.

Lo spettacolo teatrale originale è stato commercializzato come musical per le masse, ha osservato Kevin Fallon in una critica per The Daily Beast. «Poiché è legittimamente folle, ha fatto pensare a un’intera generazione di persone di odiare il teatro musicale. Aspetta che vedano questo film!»

Tra le principali lamentele riguardo a “Cats” – il musical teatrale e il film – c’è la mancanza di una trama. Justin Chang del Los Angeles Times lo ha descritto come “un film in cui il senso era l’ultima priorità” e ha riassunto la trama come “Les Meowsérables”:
«Per la maggior parte del film, “Cats” è sia un horror che un test di resistenza, un dispaccio da un mondo infernale inondato di neon in cui il terribile è inestricabile dal noioso».

«A meno che non stiate assumendo forti sostanze che alterano la mente mentre guardate il film, o sarete sconcertati o annoiati da questa assurdità pseudo-religiosa», ha scritto Nicholas Barber della BBC nella sua recensione da due stelle.

Una delle principali critiche rimangono gli effetti speciali dell’incrocio tra l’anatomia felina e umana usando la famosa tecnica chiamata “tecnologia della pelliccia digitale”. Gli effetti, tuttavia, sono stati descritti in modo molto gentile come “raccapriccianti”.
«Milioni di dollari e migliaia di ore per far sembrare i gatti di “Cats” come mutanti ipertricotici della Uncanny Valley del Dr. Moreau, con code e facce pelose e dita umane senza peli», ha scritto Ignatiy Vishnevetsky per The AV Club. «Le loro proporzioni in relazione al set sembrano tutte sbagliate».

«Chiunque porti bambini piccoli a vedere questo film li sta preparando ai livelli di terrore notturno delle scimmie alate», ha scritto Ty Burr del Boston Globe.
«Credo davvero che la nostra nazione divisa possa essere curata e riunita come una cosa da “Cats” – il musical, il film, il disastro», ha detto. «I miei occhi stanno bruciando. Oh Dio, i miei occhi».

Matt Goldberg, scrivendo per Collider, accenna invece alla tensione sessuale che si percepisce durante il film: «Ma se non fosse abbastanza rendere i gatti eccitati (perché sono molto eccitati), Hooper sente anche il bisogno di renderlo disgustoso facendoli scavare nella spazzatura e riprodurre i loro istinti animali. “Cats” sembra sempre a un passo dal trasformarsi in un’orgia pelosa in un cassonetto».

Preso atto della stroncatura, venerdì – giorno di debutto del film – la Universal ha informato migliaia di teatri che riceveranno una versione aggiornata del film con “alcuni effetti visivi migliorati”.
Secondo gli operatori cinematografici e i dirigenti dello studio di Hollywood la mossa è inaudita per un titolo già in cartellone. Gli addetti ai lavori dicono che la richiesta è stata fatta dal regista stesso.

Ricordiamo che l’adattamento vanta Andrew Lloyd Webber e Steven Spielberg tra i produttori esecutivi e un cast stellare tra cui James Corden, Judi Dench, Jason Derulo, Idris Elba, Jennifer Hudson, Ian McKellen, Taylor Swift e Rebel Wilson, con Francesca Hayward, Principal dancer del Royal Ballet, al suo debutto cinematografico.
La regia è di Tom Hooper (“The King’s Speech”, “Les Misérables”, “The Danish Girl”) mentre le coreografie del vincitore del Tony Award Andy Blankenbuehler (“Hamilton”, “In the Heights”).

L’uscita del film nelle sale italiane è prevista il 20 febbraio 2020.

Oggi è il 1 Aprile 2020

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