Al Teatro dell’Opera di Roma sarà in scena “Giselle” con la coreografia di Carla Fracci. Tra gli interpreti Jacopo Tissi e Natalia Osipova

Dal 21 al 27 ottobre sarà in scena il balletto di Fracci ripreso da Julio Bocca e Gillian Whittigham

di DANCE HALL NEWS
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Giselle
Musica Adolphe-Charles Adam
Balletto in due atti
su soggetto di Théophile Gautier e Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges
DIRETTORE Kevin Rhodes
COREOGRAFIA Carla Fracci
DA JEAN CORALLI, JULES PERROT, MARIUS PETIPA, ANTON DOLIN
RIPRESA DA JULIO BOCCA GILLIAN WHITTINGHAM
SCENE E COSTUMI ANNA ANNI
LUCI JEAN-MICHEL DÉSIRÉ
Principali interpreti 
Giselle
Susanna Salvi 21, 22, 25 /
Rebecca Bianchi  20, 23, 26 (11)/
Natalia Osipova 26 (20), 27
Albrecht
Michele Satriano 21, 22 /
Alessio Rezza 20, 23, 26 (11) /
Claudio Cocino 25
Jacopo Tissi 26 (20), 27
ORCHESTRA, ÉTOILES, PRIMI BALLERINI, SOLISTI E CORPO DI BALLO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA 
Allestimento Teatro dell’Opera di Roma

Giselle, il titolo più importante del repertorio romantico, sarà occasione di un sentito e affettuoso omaggio alla sua più leggendaria interprete, Carla Fracci, nella versione coreografica da lei firmata proprio all’Opera di Roma nel 2004, ripresa da Julio Bocca e Gillian Whittingham. La signora Fracci aveva debuttato al Teatro Costanzi proprio danzando Giselle nel 1964 accanto a Henning Kronstam. La musica di Adolphe Adam è stata una delle prime a essere composte espressamente per un balletto. Questa versione, in scena dal 21 al 27 ottobre, è impreziosita dai bellissimi costumi e scene firmati da Anna Anni. Le luci sono curate da Jean-Michel Désiré. Sul podio dell’Orchestra dell’Opera di Roma il direttore Kevin Rhodes.

Nel ruolo principale le due étoiles Susanna Salvi e Rebecca Bianchi si alterneranno con Natalia Osipova. Michele Satriano, Alessio Rezza, Claudio Cocino e Jacopo Tissi interpreteranno invece il ruolo di Albrecht.

Giselle è il cavallo di battaglia delle grandi ballerine del passato e del presente e il perché si spiega facilmente. Contadina onesta dolce e incantevole, simbolo della grazia innocente, Giselle ha un unico difetto: essere pazza per la danza, i suoi piedi non sanno stare fermi. Si innamora del principe Albrecht che, pur di averla, si finge un altro. Per gelosia il cacciatore Hilarion, che ama Giselle non ricambiato, svela il tranello. La giovane ingenua a questo punto impazzisce e muore, a soli quindici anni, con il rimpianto del ballo e dell’amore. Si unisce alle Villi, spettri di ragazze morte prima delle nozze che, trascinate dalla passione per la danza, sono condannate a ballare ogni notte sino all’alba. I mortali che si imbattono in queste creature sono costretti a danzare con loro fino alla morte. E questo sarebbe il destino di Albrecht se l’amore non fosse più forte: Giselle lo perdona, lo sostiene e gli dà forza finché l’alba non pone fine all’incantesimo. Quale ballerina non desidererebbe essere protagonista di una storia in cui tutto gira intorno all’impulso alla danza? In lei si realizzano gli opposti stili coreografici, quello realistico del primo atto, che si conclude con la morte di Giselle, e quello soprannaturale del secondo. A mediare tra i due è la danza che non è solo un mezzo espressivo, ma vero contenuto dell’azione. Il miracolo della protagonista è di saper essere l’una e l’altra, la Giselle “terrena” e quella “soprannaturale”.

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