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SPETTACOLO DAL VIVO: FRANCESCHINI LAVORA A NUOVO PROTOCOLLO
Con 200 spettatori impensabile riaprire, si considerano modifiche

Sarà che da un anno le proteste non si sono mai fermate ma il ministro della Cultura Dario Franceschini sta lavorando, insieme alle Regioni, a un nuovo protocollo per lo spettacolo dal vivo che consenta di riaprire in sicurezza con un numero di spettatori più ampio rispetto all’estate scorsa, quando era stato disposto che potessero accedere 200 spettatori al chiuso e 1000 all’aperto.
Il ministro ha chiesto un incontro con il Comitato tecnico scientifico al quale sottoporre le nuove misure soprattutto alla luce di quanto recentemente sperimentato in alcuni Paesi europei con i concerti covid free in Olanda e a Barcellona. In Spagna comunque, ricordiamo, i teatri sono aperti e gli spettacoli vanno regolarmente in scena con pubblico distanziato e con mascherina.

Si pensa dunque alla possibilità di aumentare il numero di accessi consentiti agli spettacoli con condizioni di sicurezza aggiuntive, come l’esito di un tampone negativo e l’uso di mascherine ffp2 integre. Dopo il recente confronto con i Comuni e le Regioni, si lavora per sottoporre quanto prima le nuove regole al Cts.

C’è da dire che, se andasse in porto, quest’operazione non solo permetterebbe a molte più realtà di ripartire e produrre spettacoli ma calmerebbe le giuste polemiche di questi giorni legate all’ok del governo per la presenza dei tifosi negli stadi a partire da giugno. “Sarebbe molto grave se il governo desse l’autorizzazione alla presenza del pubblico negli stadi per gli Europei di calcio e continuasse a negare il consenso per una riapertura in sicurezza agli eventi musicali live: una discriminazione inaccettabile”. Ha dichiarato la Fimi, Federazione dell’industria musicale.

La speranza resta alta in un settore tra i più colpiti dalla pandemia ancora in corso e l’apertura di un dialogo tra Ministero e Regioni sulle possibilità future in tema di cultura e spettacolo dal vivo e sulle misure restrittive necessarie, sembra un buon segno. Gli Assessori hanno chiesto anche di valutare attentamente i costi che le imprese culturali si troverebbero a sostenere per ripartire in sicurezza. Questi costi non dovranno mai gravare sul prezzo del biglietto o si rischierà di perdere pubblico.

Il Ministro ha invitato le Regioni a segnalare eventuali categorie che siano rimaste completamente escluse dai sussidi già stanziati. Rimane la promessa di garantire adeguati ristori sia ai lavoratori dello spettacolo che alle imprese e di velocizzare l’erogazione 2021 dei fondi FUS. Non ci resta che incrociare le dita.

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