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DANZA CON ME 2021 tra bellezza e un po’ di delusione
Lo show di Roberto Bolle torna su Rai Uno ma si sente la mancanza di un vero sostegno per il comparto

Diciamolo subito, a scanso di equivoci: portare la danza in tv, in prima serata, su una rete nazionale, con grandi interpreti che garantiscono un prodotto di qualità, è sempre cosa buona. È promozione culturale e questo Paese ne ha davvero bisogno! Che lo show di Roberto Bolle continui ad essere confermato diventando l’appuntamento fisso di inizio anno, è anche cosa buona visto che in Italia la danza non ha ancora la stessa considerazione che hanno le altre arti. Che Roberto Bolle stesso, Étoile dei due mondi, conosciuto ovunque e da chiunque, ci metta la faccia, il mestiere e la voce, è cosa ottima.

Tuttavia, se gli altri anni tra l’interesse suscitato dalla novità e interpreti del calibro di Alessandra Ferri che valevano lo show intero, il programma era molto seguito, commentato e apprezzato, quest’anno ho notato prima e durante la messa in onda, un cambio di tendenza. Io stessa ho dovuto scrivere un appunto per ricordarmi di guardarlo. Forse la pubblicità non era così accattivante…forse l’entusiasmo è sceso a causa di mesi e mesi di fruizione di prodotti video o forse si era già capito che sarebbe stato il solito show. Peccato che quello appena passato non sia stato “il solito anno” (e non è ancora finita). Guardando i social e confrontandomi con amici e colleghi ho notato che neppure “quelli della danza” parlavano della trasmissione o la commentavano in diretta come erano soliti fare in passato. Solo su twitter ho trovato più fermento con frasi come “The King Vasco Rossi, Grande Diodato! Bellissima Michelle Hunziker” commenti sui muscoli di Bolle e foto confronto di Miriam Leone a Miss Italia e ora. Probabilmente molti avranno già capito dove voglio andare a parare… Dov’è la danza? A eccezione del concetto che pericolosamente si rafforza alla fine di ogni edizione di “Danza con me” e che si legge in diversi tweet: “Bolle è la danza.”

Bolle è la danza? Per essere precisi, posto che l’affermazione ci vada bene, dobbiamo almeno sostituire la parola danza con balletto e sperare, poi, che chi lo afferma abbia approfondito un po’ la conoscenza della materia spingendosi oltre i confini territoriali e temporali visto che siamo così fortunati da avere internet.

Forse perché toccata direttamente, come molti di voi, da questa crisi che colpisce in modo terribile i lavoratori dello spettacolo, dall’inizio alla fine del programma, pur apprezzando e godendomi alcuni momenti piacevolissimi, mi sono domandata “Con quello che sarà costato mettere insieme questi nomi per avere una serata più d’effetto…considerato quanti professionisti, tra cui molti danzatori, sono a casa da marzo e, perché no, anche da prima visto che il sistema era già marcio, valeva la pena di mettere in piedi una puntata così piena di VIP, in un periodo come questo? Quali benefici ne trarrà la danza? Nei prossimi giorni se ne parlerà di più? Si sarà creato un nuovo pubblico? I fan di Michelle Hunziker andranno a vedere Manon a teatro appena sarà possibile? Chi ci governa, avrà compreso il vero valore di quest’arte e le tutele di cui tutto il settore spettacolo ha bisogno o continuerà a pensare “ci fanno tanto divertire”?” Fosse stata almeno lanciata una raccolta fondi a sostegno dei progetti in difficoltà, sulla scia di “Scena Unita” promossa dal mondo della musica, avrebbe avuto senso mettere insieme tanti volti noti. Ma Bolle, purtroppo, nonostante il suo potere, non ha raccolto niente per nessuno, né ha raccontato la crisi in maniera esplicita, né ha lanciato appelli al Governo. Non ha parlato delle scuole di danza, non ha mostrato i teatri chiusi né i lavoratori dello spettacolo dietro le quinte. Mi comprenderete se nutro qualche dubbio sull’obiettivo dell’operazione, ma ritengo che il momento richiedesse la promozione di un intero comparto, non solo di sé stessi, e più indignazione e coraggio, almeno quanto quello che tanti lavoratori hanno avuto durante le proteste andate avanti per mesi in tutte le piazze italiane, anche sotto la pioggia.

Veniamo comunque alla serata condotta dai bravissimi Miriam Leone, Francesco Montanari e Stefano Fresi e a quelli che a mio avviso sono stati i momenti più emozionanti e interessanti ricordando che dietro ogni produzione ci sono grande lavoro di squadra e impegno e realizzare qualsiasi cosa in questo periodo è molto più complicato del solito tra protocolli di sicurezza e regole in continuo mutamento. Il programma è scritto bene e mantiene il format delle altre edizioni che alterna momenti danzati a ospitate di vario tipo.

Lo show, ora disponibile su RaiPlay, inizia con Vasco Rossi che canta il suo nuovo pezzo “Una canzone d’amore buttata via” su cui danzano Roberto Bolle, Virna Toppi, prima ballerina che si conferma versatile e adatta a diversi stili e la talentuosa Agnese Di Clemente che certamente avrà una grande carriera come il collega Gioacchino Starace (che però, notiamo, inspiegabilmente non compare nei titoli di apertura). Vasco è un grande comunicatore, la sua immagine e il suo canto bastano e avanzano a catturare il pubblico e la sensazione, in alcuni momenti, è che la danza abbia fatto un po’ da contorno a un pezzo che avrebbe funzionato benissimo anche da solo. Forse, visto lo scenario teatrale in cui si svolgeva la performance, sarebbe stato bello vedere anche il lavoro del backstage di un teatro.

Bolle, elegantissimo, entra poi in studio accolto da applausi registrati. Il primo pezzo proposto è il famoso passo a due del Cigno Nero da Il Lago dei Cigni con la prima ballerina Nicoletta Manni, ormai perfetta nel ruolo, e Roberto Bolle. Fanno seguito brani di diversi stili, intervallati da numeri comici, musicali, monologhi e l’inferno di Dante.

Per non dilungarmi troppo, passo a quelli che a mio avviso sono stati i momenti più alti della serata ovvero la performance di Carlos Kamizele sulle parole della poesia di Maya Angelou “Still I Rise” recitata in italiano da Ghali, voluta da Bolle per ricordare il movimento Black Lives Matter e i tragici fatti razzisti del 2020 e il passo a due con Antonella Albano. E’ ampio lo spazio dedicato al tema, purtroppo sempre attuale, della violenza sulle donne, introdotto dal passo a due di Carmen (coreografia Amedeo Amodio) con Bolle e Virna Toppi a cui fanno seguito un toccante monologo di Michelle Hunziker, notoriamente attiva per la tutela delle donne e un passo a due firmato da Bigonzetti con Bolle e appunto la straordinaria prima ballerina Antonella Albano, bravissima, espressiva, intensa, vera.

Stefano Fresi cita il grande Gigi Proietti che ci ha lasciato recentemente “Benvenuti a Teatro dove tutto è finto ma niente è falso” e sul finale propone un bel medley musicale di pezzi pop a tema danza ravvivando la serata. Bolle torna in scena con il Corpo di Ballo dell’Opera di Roma e con altri ensemble (Gruppo OnDance, Gruppo Medley Musical, MM Contemporary Dance Company) e spero l’ottima usanza di coinvolgere varie compagnie venga mantenuta anche nelle prossime edizioni. Tra gli ospiti si sente l’assenza della prima ballerina della Scala Martina Arduino che speriamo di vedere nelle prossime puntate del programma.

Il finale, non sorprende (ne abbiamo già visti di simili, per esempio il discorso di Davide Livermore il 7 dicembre dalla Scala) ma è giusto: Bolle spiega quale sia il potere dell’arte che eleva e unisce e conclude “Non ci fermeremo, la danza e l’arte non si fermeranno mai” seguito dall’inconfondibile voce di Freddie Mercury in “Don’t stop me now”. E’ un messaggio di speranza, forse il punto in cui lo show, finalmente, ci unisce tutti (anche se non è chiaro a nessuno come si andrà avanti).

In sintesi, il programma è piacevole e gli interpreti sono eccezionali. Purtroppo non aiuta la danza e non aiuta la situazione dei lavoratori dello spettacolo per cui, spenta la tv, non cambia nulla. Non resta che sperare che qualche voce autorevole si levi a nome di tutti. Come ha fatto quella del M° Riccardo Muti, per esempio, la stessa mattina del 1 gennaio 2021 al Concerto di Capodanno di Vienna da lui diretto. Muti, indirizzandosi sempre a chi ci governa, ha lanciato numerosi appelli dall’inizio dell’emergenza sanitaria sottolineando come la cultura sia indispensabile per una società sana e chiedendo di riconsiderare la decisione di chiudere i teatri. Anche il mondo della danza avrebbe bisogno di un rappresentate autorevole che cogliesse ogni occasione per rivolgersi a chi sta decidendo le sorti di un intero settore già da tempo in difficoltà. Forse quest’anno ci si aspettava questo.

DANZA CON ME
Un programma di Roberto Bolle
Prodotto da Rai1 in collaborazione con Ballandi e Artedanza srl
Scritto da Roberto Bolle e Pamela Maffioli con Rossella Rizzi, Fabrizio Testini e Marco Silvestri
Direzione artistica: Roberto Bolle
Scene: Giuseppe Chiara
Fotografia: Carlo Stagnoli
Regia: Cristiano D’Alisera
Ideazione Grafica e Messa in Scena: Cristina Redini

Consulenza musicale: Giorgio Oreglio
Direttore di produzione: Antonio Fontana
A cura di Francesca Bignami. Produttore Esecutivo Rai Michela Amendolea
Produttore Esecutivo Ballandi Claudio Tarquini

@francesco prandoni

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