Finchè c'è tango c'è vita Rubriche

Vittoria Maggio: “Ma Roberto Bolle balla tango?”

La domanda che questa settimana molti tangueri si faranno é proprio immediata: “chissà se Roberto Bolle balla tango?”.

Dalla foto di copertina sembrerebbe di sì, le persone informate sostengono che invece non sia così: d’altro canto come non pensare che Bolle non possa ballare tango o che se volesse non lo potrebbe fare egregiamente? Milano questa settimana é On Dance, la festa della danza che Roberto Bolle ha ideato e organizzato dall’11 al 17 giugno, dopo averla pensata e desiderata per anni.

Una settimana di tutto quanto fa danza: classica, moderna, tango, street dance, hip hop, nei teatri e nei luoghi all’aperto. Moltissime le iniziative di On Dance, organizzata dal Comune di Milano e da vari sponsor.

Alla base del concept di questa settimana ci sono I valori che Roberto porta avanti da anni: la danza senza confini di pubblico, di luogo e di genere. Il valore che la danza  contribuisce a diffondere é la diversificazione e l’uguaglianza. La danza deve poter  entusiasmare tutti, sia essa classica per puristi, sia essa popolare per chi porta avanti tradizioni e origini,  street dance per i giovani che vedono la classica antiquata, sia essa il tango, questo ballo cosi unico che forse più di ogni altro racchiude tutto quel mondo emotivo che ognuno ha dentro di sé.

Roberto Bolle ha regalato questa settimana un grande palcoscenico a tutti I ballerini di tango che vorranno ballare giovedì sera 14 giugno.

Il palcoscenico più grande, più bello e più amato dai tangueri milanesi: Galleria Vittorio Emanuele e il suo splendido Ottagono. Il famoso salotto milanese I cui pavimenti sono stati realizzati da artisti veneziani e sono composti principalmente da lastre e tesserine di marmo, parti di pasta di vetro e dipinti di stemmi reali.

Un pavimento molto amato dai tangueri, fra i migliori pavimenti dove far danzare suole di bufalo e tacchi vertiginosi.

A onor del vero questo é un luogo che anche altre volte é stato danzato, ma in maniera illegal, illegale, cioè senza il permesso del comune, della Siae, e di tutte le varie autorità che hanno detto invece  sì per la serata del 14 giugno.

Illegal, che cosa significa? Il tango illegal è un incontro libero e gratuito tra appassionati di tango che si ritrovano per ballare per le vie della città, in luoghi pubblici.

Una milonga fuori dei consueti canoni in cui la scelta del luogo, dell’orario, della musica e del suo svolgimento è lasciata alla libertà degli organizzatori, spesso diversa volta per volta, come la composizione dei partecipanti. Gratuita, libera,  c’è l’usanza di portare bibite o cibi da condividere.

Per partecipare ad un tango illegal ci sono modalità che certo non racconteremo in questa sede altrimenti…che illegal  sarebbe? Avvocati, bancari, manager, impiegati, consulenti, disoccupati, casalinghe, artigiani, ballerini professionisti e amatori, tutti senza distinzione di classe, sesso, religione o altro, dopo mezzanotte si trovano in una piazza deserta o una galleria poco battuta, indossano le scarpe adatte e iniziano a ballare, senza autorizzazione.

Naturalmente la polizia lo sa. Ogni tanto passa una macchina di servizio, si ferma e gli agenti scendono a guardare. Fanno due chiacchiere, fumano una sigaretta, salutano e se ne vanno. Non è il caso di rovinare la scena. La musica è bassa e non disturba e i tangueri sono educati e ordinati.

Il tango illegal non è uno spettacolo, é un modo di vivere il tango popolare, scendendo nelle piazze o nei cortili come facevano gli immigrati in argentina dopo la lunga giornata di lavoro.

Il concetto é lo stesso, la complicità é la medesima.

Non si va per mostrarsi, si va per condividere. E proprio l’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele é il luogo prediletto, cosi come le magnifiche gallerie delle nostre amate città che condividono la stessa passione.

Certo il luogo é quello più a rischio, dove la soffiata é immediata e dove spesso arrivano due temibili rappresentanti della Siae che cercano inutilmente un responsabile a cui far pagare il dazio. Si é provato anche più volte a ballare di giorno in qualche galleria del centro, durante la pausa pranzo, ma il servizio di sicurezza di qualche banca…entra in allarme!

Una volta si mise di mezzo perfino la politica estera. Erano i giorni della prima visita del presidente russo a Milano. Il luogo prescelto era Piazza Affari, di solito deserta di notte, e i nostri ballerini la trovarono piena di blindati dei Carabinieri, pronti a intervenire. Una ragazza si avvicinò e disse: “noi vorremmo ballare il tango sotto i portici; a voi darebbe fastidio?”

Il carabiniere incredulo chiamò la Prefettura per chiedere come trattare l’insolita richiesta. Dalla Prefettura rispose una voce: “Sì, tranquilli, li conosciamo. Lasciateli pure ballare!”.

Ecco,  grazie a Roberto Bolle, giovedì 14 giugno a partire dalle ore 22.00 tutti I tangueri che lo vorranno, potranno ballare liberamente senza l’ansia del controllo improvviso e il timore di dover scappare velocemente e disperdersi fra le vie milanesi, di soppiatto, magari al veloce ritmo di milonga!

Si ballerà fino a tardi…hasta que se rompen los zapatos!

Grazie Roberto! Ma tu balli tango? Noi ti aspettiamo!

E come sempre Buon Tango a tutti, a chi già lo balla, a chi inizierà a ballarlo, a chi solo lo ascolterà oppure lo guarderà, a chi lo ama e  a chi lo rifiuterà e male ne parlerà … A chi vive insomma perché Finché c’è tango c’è vita!

 Un abbraccio

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