Spoleto: la Maratona di Danza torna al Festival dei Due Mondi

di DANCE HALL NEWS
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La “Maratona di Danza” è tradizionalmente uno degli eventi più amati del Festival dei Due Mondi, capace di portare all’attenzione del pubblico i più grandi danzatori internazionali – oltre ai talenti emergenti più promettenti.

Il 5 luglio il Teatro Romano di Spoleto ha fatto di nuovo  da scenografia d’eccezione alle stelle della danza internazionale: Tiler Peck e Roman Mejia del New York City Ballet, Maia Makhateli e Timothy van Poucke dell’Het Nationale Ballet olandese, Iana Salenko dello Staatsballett Berlin, Daniel Simkin, ex étoile dell’ABT. A completare il ricco cast, un nutrito gruppo del Wiener Staatsballett composto da Madison Young, insieme agli italiani Davide Dato, Alessandro Frola e Rinaldo Venuti, oltre alla popolarissima superstar spagnola Sergio Bernal.

Un susseguirsi di virtuosistici classici da gala, come il passo a due di Marius Petipa da Le Corsaire (Makhateli/Van Poucke), Don Chisciotte (Salenko/Simkin), Esmeralda (Young/Frola), insieme al tributo di George Balanchine all’Italia, Tarantella (Peck/Mejia), tutti accolti con grande favore dal pubblico. Il pezzo flamenco di Bernal, Soleá X Bulerías, accompagnato dai musicisti Daniel Jurado, Javier Valdunciel e dal cantaor Roberto Lorente, ha letteralmente infiammato il teatro.

Accanto a questi brani sono state presentate le prime nazionali dei più insoliti Ami (coreografia di Marcelo Gomes) per Dato e Frola, e Each in Their Own Time (coreografia di Lar Lubovitch) per Dato e Venuti, passi a due che raccontano una relazione d’amore tra due uomini. La fluidità di genere è stata protagonista anche di A Suite of Dances di Jerome Robbins, originariamente creato per Mikhail Baryshnikov e tradizionalmente interpretato da danzatori uomini. Recentemente rimontato per Tiler Peck, con le prove seguite dallo stesso Baryshnikov, lei diventa così la prima ballerina a danzare quest’opera, e proprio a Spoleto. Gli estratti dalle Sei Suites per violoncello di Bach sono stati eseguiti dal vivo dalla violoncellista Erica Piccotti.

Dopo l’intervallo, l’attesissima prima mondiale di una nuova versione de La Sagra della Primavera, creata da Eduardo Martinez, Irene Tena e Albert Hernández (La Venidera), danzata da 16 danzatori spagnoli, con il carismatico Sergio Bernal nel ruolo dell'”Eletta”, non ha deluso le alte aspettative del pubblico. Il celebre balletto composto da Igor Stravinsky, che dalla sua tumultuosa prima parigina del 1913 ha conosciuto numerose versioni, è qui coreografato in stile flamenco/folk spagnolo: la potenza dello zapateo dell’ensemble si è fusa in modo sorprendente con la forza della partitura.

Foto Damiano Mongelli

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