La recensione che pubblichiamo oggi è a cura di Delsi Gomes. Il contributo nasce nell’ambito del laboratorio “Scrivere di danza”, il progetto formativo di Dance Hall News dedicato al racconto della scena coreutica.
La vista aperta sulle colline del Monferrato fa da fondale all’Open Air Stage di Orsolina28, dove sabato 23 maggio è andato in scena ARVO PÄRT vs DAVID BOWIE, un dittico frutto della residenza artistica presso la fondazione, che rientra nel programma Focus on Creation, bando che ha l’obiettivo di sostenere la ricerca artistica di coreografi e compagnie di danza.
I coreografi sono Roberta Ferrara, direttrice artistica della compagnia Equilibrio Dinamico, e Gianni Notarnicola, per anni danzatore della Batsheva Dance Company, oggi anche insegnante e coreografo. La musica, e cosa questa rappresenti per i due artisti, è indicata come il punto di partenza di questa creazione, in cui i due immaginari del compositore estone e dell’iconico cantautore britannico vengono scelti come risposta.
Il silenzio prima dell’inizio dello spettacolo si riempie di suoni naturali, tra fruscii e cinguettii, che creano la giusta atmosfera. La tensione sale quando i cinque danzatori della compagnia di Equilibrio Dinamico – Anabel Barotte Moreno, Tonia Laterza, Daniela Santoro, Alberto Tafuni e Bakit Zerilli – iniziano ad apparire dalle scalette a chiocciola di ingresso in fondo al palco, svelandoli un gradino alla volta.
La musica di Arvo Pärt, in cui semplicità e densità coesistono, dà inizio alle danze, accompagnata da linee e movimenti schematici, a tratti intervallati da movimenti esplosivi, con pattern ricorrenti. I costumi, sui toni del beige, suggeriscono organicità, che è anche ciò che lega i diversi movimenti. Il clima del secondo atto cambia: sulle note iconiche delle canzoni di Bowie, di alcune delle quali si è scelto di utilizzare solo la parte strumentale, i danzatori hanno espressioni più distese, giocano e si divertono con evidente complicità.
I costumi sono ancora semplici, ma più vivaci: ogni danzatore ha un indumento di colore diverso, e uno di colore nero, come a indicare diverse voci, ma con una base comune, che Notarnicola percepisce in Bowie. All’inizio della coreografia sembra essere una presentazione di queste, che si alternano all’interno di un semicerchio, in cui ognuna ha il proprio momento di espressione.
Entrambe le coreografie dialogano perfettamente con la scenografia – in particolare nei momenti in cui i danzatori sono rivolti verso l’esterno del palco portando, per un attimo, l’attenzione fuori dalla scena, permettendo l’apprezzamento per il contesto in cui il tutto sta avvenendo – e con la musica, di cui si è scelto di valorizzare alcuni accenti e suoni, guidando lo spettatore nell’ascolto.
È un palco particolare e unico, forse quello più indicato su cui portare una ricerca del genere, perché gli unici elementi su cui si può intervenire sono la musica e i costumi, non essendoci luci artificiali, né strutture scenografiche particolari. Scenografia e illuminazione sono affidate al paesaggio naturale, ai suoi suoni e al suo naturale cambiamento di luce nel tempo. Tutti questi elementi contribuiscono a rendere la scena ancora più magnetica.
Sarà possibile assistere alla première il 2 luglio in una location diversa, all’interno del DAP Festival, co-produttore della creazione www.dapfestival.com/event/arvo-part-vs-david-bowie
Foto: Stefano Sasso

