Sono state serate di grandi ritorni, oltre che di grande danza, quelle del 12 e 13 luglio, che hanno visto il Royal Ballet sulle scene del Nervi International Ballet Festival, dopo quasi mezzo secolo di assenza, e l’étoile internazionale Alina Cojocaru danzare nuovamente con la compagnia dopo 12 anni.
La serata del 12 luglio (a cui si riferisce la presente recensione) si è svolta nella splendida cornice dei Parchi di Nervi: un pubblico numerosissimo e caloroso ha salutato con grande entusiasmo i ballerini della compagnia, tributando lunghi e meritati applausi.
Il Royal Ballet ha portato in scena il genio di uno dei suoi coreografi più celebri, Frederick Ashton, con un programma di sue creazioni, piuttosto difficile da vedere in Italia.
Nel primo tempo sono stati presentati pezzi coreografici brevi: in apertura il Pas de quatre da Swan Lake, danzato dai solisti Isabella Gasparini, Sae Maeda, Harrison Lee e Daichi Ikarashi, coreografia creata nel 1963 e attualmente non facente parte del balletto integrale rappresentato dalla compagnia. Resta in ogni caso, con le sue difficoltà tecniche, un’interessante dimostrazione dello stile e dell’estro artistico di Ashton.
A seguire il passo a due finale tratto da Sogno di una notte di mezza estate, un magico duetto che rappresenta la riunificazione finale del re e della regina delle fate, Oberon e Titania (qui interpretati da Marianna Tsembenhoi e Joseph Sissens), finalmente riappacificati.
Façade, creato nel 1931, è una delle prime opere del coreografo. Un balletto breve e divertente, che strizza l’occhio con ironia alle danze dell’epoca e trasporta all’istante in un mondo di sale da ballo, piume, lustrini ed eleganza raffinata. Inizialmente interpretato dallo stesso Ashton, poi in coppia con Margot Fonteyn in successive riprese, a Nervi l’irriverente tango è stato danzato da Olivia Findlay e Gary Avis.
La prima parte si è chiusa con il duetto Voices of Spring, sulle note del valzer Frühlingsstimmen di Johann Strauss. Un pezzo fresco e dinamico creato nel 1977 per l’operetta Die Fladermaus e in seguito rappresentato separatamente in vari gala. A Nervi gli interpreti sono stati Meaghan Grace Hinkis e Valentino Zucchetti.
Il secondo tempo era forse il più atteso del programma: sul palcoscenico Marianela Nuñez, principal della compagnia, danzatrice straordinaria dotata di una grande emotività, al suo debutto italiano nel ruolo di Marguerite nel balletto Marguerite et Armand. Al suo fianco Jakob Feyferlik, principal del Bayerische Ballet, nel ruolo di Armand. Il duetto, creato nel 1963 per la coppia Nureyev-Fonteyn, trae ispirazioni da illustri precedenti letterari e musicali: la storia è quella de La Traviata, ma anche quella de La signora delle camelie, e racconta la vicenda dei due protagonisti, del loro amore sentito, sincero e genuino che si però si scontra drammaticamente contro le leggi imposte dalla società dell’epoca, virando irrimediabilmente verso un tragico epilogo.
In conclusione Rhapsody, su musiche di Sergej Rachmaninov, balletto creato nel 1980 per festeggiare gli 80 anni della Regina Madre, danzato dalla principal Mayara Magri, dal primo solista Luca Acri e dagli artisti del Corpo di ballo. Si tratta di una delle ultime opere di Sir Ashton, notevolmente complessa e faticosa a livello tecnico per la presenza di elementi di difficile esecuzione quali salti, giri e combinazioni di agilità e velocità che tuttavia i danzatori hanno saputo interpretare magistralmente, confermando l’eccellente livello tecnico della compagnia.
Un programma fuori dal tempo, che, pur denotando la sua appartenenza ad un’altra epoca, rimane sempre una grande sfida sia per i danzatori sia per il pubblico, che ha potuto cogliere l’opportunità di immergersi in uno stile e in un vocabolario tanto particolari e sfaccettati.
Uno scroscio di applausi ha salutato la compagnia, che speriamo di poter tornare ad ammirare nel prossimo futuro.
Photo Credits Clarissa Lapolla

