Romeo e Giulietta al Circo Massimo nella versione di John Cranko

di Emanuele Burrafato
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La storia d’amore più famosa di tutti i tempi – nata da un colpo di fulmine, ma destinata a un tragico epilogo per la faida tra Montecchi e Capuleti – ha preso vita il 24 e 25 luglio sul grandioso palcoscenico en plein air del Circo Massimo. Protagonista, il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Eleonora Abbagnato, che ha portato in scena la versione coreografica di John Cranko, sulle splendide musiche di Sergej Prokof’ev.

Il balletto nacque nel 1958 grazie alla collaborazione tra il Teatro alla Scala di Milano e La Fenice di Venezia, debuttando al Teatro Verde sull’isola di San Giorgio Maggiore. In quell’occasione, la scenografia era firmata da Nicola Benois e i ruoli principali furono affidati a Carla Fracci e Mario Pistoni. Tuttavia, fu la versione definitiva del 1962, riallestita da Cranko per il Balletto di Stoccarda con le nuove scene e costumi di Jürgen Rose, a consacrare l’opera in tutto il mondo.

La trasposizione in tre atti del coreografo sudafricano proietta subito lo spettatore nel cuore pulsante della città: un mercato vivace e colorato, popolato da acquaioli, contadini, mercanti e zingare, bruscamente interrotto dai primi, cruenti scontri tra le fazioni rivali. Questa vitalità esplode poi nel secondo atto con la spettacolare festa del Carnevale. Tra maschere, giocolieri e danze festose – queste ultime sicuramente tra i momenti più riusciti del balletto – Cranko inserisce, in un contrasto drammatico e fatale, i duelli decisivi della pièce, traducendo in movimento gli scontri descritti dalla partitura di Prokof’ev.

In tre atti, la struttura del balletto rimane rigorosamente fedele allo sviluppo narrativo della tragedia originale, richiamando al contempo la tradizione novellistica italiana, da Masuccio Salernitano a Matteo Bandello. Senza modificare il libretto, Cranko riesce ad accentuare i momenti più drammatici, per renderli vibranti e vicini alla sensibilità novecentesca. È un vero ballet d’action in cui la narrazione non si ferma mai, trovando il proprio equilibrio tra  i momenti intimi dei passi a due, gli sfarzi di palazzo -come il suggestivo “ballo del cuscino” durante la festa in casa Capuleti,  tributo alla storica versione russa di Lavrovskij del 1940- e le scene di piazza.

A decretare la riuscita delle serate è stata la convincente prestazione della compagnia romana e dei suoi solisti.

All’altezza la prova dell’étoile Susanna Salvi, particolarmente a suo agio nei momenti drammatici finali, al suo fianco, il Romeo del primo ballerino Michele Satriano che ha dato un’interpretazione febbrile, mostrandosi talmente coinvolto dal dramma da apparirne quasi sopraffatto.

Nota di merito per il Mercuzio di Gabriele Consoli, una presenza scenica forte e tecnicamente impeccabile, contrapposto al fiero e severo Tebaldo interpretato da Claudio Cocino.

La direzione dell’Orchestra dell’Opera di Roma è stata di Ido Arad, le luci e la supervisione tecnica di Steen Bjarke, mentre la supervisione dei costumi e quella coreografica sono state affidate rispettivamente a Diana Eckmann e Reid-Anderson-Graefe. La coreografia è stata ripresa da Yseult Lendvai, che nel 1995 interpretò Giulietta al Teatro Costanzi in alternanza con Carla Fracci.

Romeo e Giulietta
Musica di Sergej Prokof’ev

Balletto in tre atti di John Cranko
dalla tragedia di William Shakespeare

Direttore Ido Arad
Coreografia John Cranko
Scene e costumi Jürgen Rose
Luci e supervisione tecnica Steen Bjarke
Supervisione costumi Diana Eckmann
Coreografia ripresa da Yseult Lendvai
Supervisione coreografia Reid Anderson-Graefe
Maestro D’Armi Renzo Musumeci Greco

Copyright Reid Anderson-Graefe

INTERPRETI PRINCIPALI

Giulietta Susanna Salvi

Romeo Michele Satriano

Tebaldo Claudio Cocino

Rosalina Marianna Suriano

Mercuzio Gabriele Consoli – Simone Agrò

Benvolio Mattia Tortora

Paride Giacomo Castellana

Foto: Fabrizio Sansoni-Teatro dell’Opera di Roma

ORCHESTRA, ÉTOILE, PRIMI BALLERINI, SOLISTI E CORPO DI BALLO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

 

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