“Nurejew”, un balletto di Yuri Possokhov, Kirill Serebrennikov e Ilya Demustky

La première allo Staatsballet Berlin

di Giada Feraudo
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Nella serata di ieri, 21 marzo, il balletto Nurejew, coreografato da Yuri Possokhov, diretto da Kirill Serebrennikov e con musiche di Ilya Demutsky, è stato presentato per la prima volta fuori dalla Russia: la première, danzata dagli interpreti dello Staatsballet, si è svolta alla Deutsche Oper Berlin.

La produzione unisce balletto, opera e teatro ed è un omaggio a un artista ribelle e straordinario.

Lo spettacolo coinvolge 141 artisti tra ballerini, comparse, solisti vocali, ensemble vocale, una jazz band, un’arpista e un attore. Insieme, balletto, opera e teatro si fondono, offrendo un potente omaggio alla vita e alla carriera di Rudolf Nurejew, uno dei più grandi danzatori del XX secolo.

Il coreografo Yuri Possokhov mira non solo a rappresentare la star, ma anche la persona dietro il volto pubblico:

«Nurejew è una figura monumentale per il balletto, avendo cambiato radicalmente il ruolo del danzatore maschile. Ho voluto mettere in luce sia il suo genio sia la sua umanità, mostrando anche la sua vulnerabilità».

Il regista Kirill Serebrennikov sottolinea l’intensità di Nurejew e il suo desiderio di libertà:

«Per me era importante evidenziare il suo appassionato slancio vitale. Era praticamente ossessionato dalla danza, lavorando quasi ogni giorno dell’anno senza interruzioni. (…) Per me, Rudolf Nurejew incarnava la vera dedizione all’arte e un’autentica libertà artistica».

Il compositore Ilya Demutsky ha creato una partitura che fonde diversi stili, includendo citazioni musicali dai classici del balletto e dalle coreografie che Nurejew ha danzato e messo in scena, un gruppo jazz che richiama la vita notturna parigina e un coro che cita una ninna nanna tatara:

«In Nurejew ci sono momenti in cui musiche di diversi balletti risuonano simultaneamente, senza che io modifichi una sola nota o ne cambi la tonalità».

David Soares interpreta l’artista straordinario in scene toccanti della vita di Nurejew: dalla sua eccezionale carriera nell’Unione Sovietica, alla sua spettacolare fuga in Occidente, fino alla sua profonda influenza sul balletto occidentale.

Dopo la prima mondiale acclamata in Russia nel 2017, l’opera è stata rimossa dal programma del Teatro Bol’šoj nel 2022 a causa dell’inasprimento delle leggi anti-LGBTQ, con la motivazione che lo spettacolo violasse il divieto di propaganda «di valori non tradizionali».

La produzione resterà disponibile in tutta Europa per cinque anni sul canale ARTE.

Crediti fotografici: Carlos Quezada

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