My Fierce Ignorance Step, la riscoperta dell’ottimismo e del “senso di noi” di Christos Papadopoulos

di Emanuele Burrafato
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Una scena in penombra delimitata da pannelli neri, due porte sul fondo da cui entrano in maniera decisa dieci danzatori e una coreografia che si sviluppa da micro impulsi, i quali si liberano dalla testa e dalle spalle degli interpreti. È l’inizio enigmatico di My Fierce Ignorance Step, l’ultimo lavoro del coreografo greco Christos Papadopoulos in scena in prima nazionale all’Auditorium Parco della Musica, nell’ambito della quarantesima edizione del Roma Europa Festival.

Si tratta di una riflessione sulla cupezza dei tempi moderni e sulla necessità di recuperare i sentimenti e i ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza, quando, nell’immaginario di un ragazzo, qualsiasi sogno è realizzabile e ogni tipo di strada è percorribile.

L’energia fornita dallo slancio e dal coraggio della giovinezza, diviene quindi da subito protagonista dello spettacolo, guidando i danzatori nello spazio, nel tentativo di ristabilire una connessione positiva con il mondo che ci circonda.

Attraverso quest’impeto, gli interpreti generano una corrente continua e inarrestabile di movimento: i loro corpi pulsano e il loro respiro, amplificato da microfoni ad archetto, posizionati vicino alla bocca, diventa suono su cui agire, allo stesso modo dei battiti della musica originale di Kornilios Selamsis, che scandiscono ogni movimento.

Papadopoulos, il cui linguaggio risulta caratterizzato non certamente dalla ricchezza del vocabolario coreografico, quanto dalla capacità di creare un flusso progressivo e ipnotico, mette al centro della propria indagine, in questa occasione, il tema della resistenza e della resilienza dell’individuo. Contrariamente a Larsen C, visto sempre al Roma Europa Festival nel 2021, in cui l’insieme dei danzatori simulava il movimento di placche di ghiaccio e tutto appariva inorganico o Mycelium, del 2023, che raffigurava la rete di filamenti sottili e ramificati del micelio, ci si trova qui al cospetto di una pluralità di individui. I loro sguardi sono sempre diretti al pubblico, altra costante di Papadopoulos, anche se non mancano occhiatine di complicità tra i danzatori, che evidenziano la coesione di un gruppo di uomini e donne decisi, insieme, a “riconquistare quella forza, quell’ottimismo e quel senso di noi”.

La coreografia che ne deriva è un vortice crescente, caratterizzato da slanci e improvvisi cambi di direzione nello spazio, che rinvigoriscono, mentre il tappeto sonoro che li sostiene aumenta incessantemente di potenza; trascinanti per la forza e la resistenza della prestazione, sono tutti gli interpreti, tra cui si distingue per magnetismo scenico Georgios Kotsifakis. L’euforia impressa sui loro volti nel flashback finale, momento in cui le luci e la musica cessano, lasciando i danzatori sospesi in volo, si trasmette come un contagio festoso e di speranza agli spettatori, che hanno omaggiato coreografo e danzatori con lunghi e sentiti applausi.

Lo spettacolo è ispirato alla musica di Mikis Theodorakis, specificatamente all’oratorio Axion Esti, elaborato sui versi di Odisseas Elytis (premio Nobel per la letteratura nel 1979), opera in cui la Grecia riconobbe caratteri significativi della propria identità e che per il coreografo evoca importanti memorie di un trascorso comune. “Quel passato vive dentro di noi” afferma, “ci accompagna, ci permette di rivisitare un tempo, che non è mai del tutto passato”.

My Fierce Ignorance Step di Papadopoulos, autore premiato recentemente con il prestigioso “Rose International Dance Awards”, è stato proposto nella settimana conclusiva del Roma Europa Festival, che ha terminato quest’ultima edizione con risultati importanti.

Con 110 eventi proposti e collaborazioni che vanno dal Teatro di Roma all’Accademia di Santa Cecilia e al Teatro dell’Opera di Roma, dai teatri Brancaccio e Vascello fino al Mattatoio (luogo deputato alle sperimentazioni del Festival), oltre a comprendere Ambasciate e Istituti di Cultura, sono state registrate quest’anno più di sessantamila presenze: circa il cinque per cento in più rispetto all’edizione dell’anno precedente.

Un vanto ulteriore e meritato di Roma Europa Festival, che da quarant’anni propone al suo pubblico, non soltanto romano, firme prestigiose e autori innovativi ed emergenti della danza e del teatro dello scenario internazionale.

 

My Fierce Ignorance Step

Ideazione e coreografia: Christos Papadopoulos
Danzano e collaborano: Themis Andreoulaki, Maria Bregianni, Amalia Kosma, Georgios Kotsifakis, Sotiria Koutsopetrou, Tasos Nikas, Spyros Ntogas, Ioanna Paraskevopoulou, Danae Pazirgiannidi, Adonis Vais
Consulente alla drammaturgia: Alexandros Mistriotis
Musica originale: Kornilios Selamsis
Compositore associato: Jeph Vanger
Scenografia: Clio Boboti
Costumi: Maria Panourgia
Disegno luci: Stefanos Drousiotis
Preparazione vocale: Apostolis Psichramis
Assistente alla coreografia: Sevasti Zafeira
Assistente alla scenografia: Aggeliki Vasilopoulou-Kampitsi
Assistente ai costumi: Panayiotis Renieris
Coordinamento e produzione esecutiva: Zoe Mouschi – Rena Andreadaki
Responsabile luci in tournée: Alexandros Mavridis
Responsabili scenografia in tournée: Marilena Kalaitzantonaki & Aggeliki Vasilopoulou-Kampitsi
Fonico: Kostis Pavlopoulos
Direzione di tournée: Konstantina Papadopoulou

Foto credits Pinelopi Gerasimou

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