L’Opera di Roma tra purezza e avanguardia: il successo del Trittico Contemporaneo

di Emanuele Burrafato
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C’è una maturità in costante crescita, che vibra tra le fila del Corpo di Ballo del Teatro Costanzi, frutto di una programmazione, che negli ultimi anni ha saputo dosare tradizione e innovazione. L’ultima prova di questa versatilità è il recente programma contemporaneo: un viaggio in tre tappe che spazia tra le suggestioni dell’estetica visiva novecentesca e quella odierna.

Il programma si apre con Spring and Fall di John Neumeier, creazione del 1991 per l’Hamburg Ballett, sulle note della Serenata per archi di Antonín Dvořák. La coreografia è presentata per la prima volta a Roma in forma completa, dopo che alcuni estratti erano stati proposti a giugno 2025 dall’Accademia Nazionale di Danza.

Il titolo, ispirato a una poesia di Gerard Manley Hopkins, gioca sulle molteplici sfaccettature dei termini spring e fall, evocando non solo la primavera e l’autunno, ma anche il dinamismo del “saltare” e del “cadere”.

Neumeier si ispira alle teorie di Doris Humphrey sul movimento influenzato dalle leggi fisiche: l’indagine sull’attitudine all’equilibrio e sul comportamento di un corpo abbandonato a sé stesso. Humphrey riconobbe che il movimento naturale è una “caduta”, costantemente contrastata dalla forza umana, in un “recupero” inteso come tensione vitale dell’uomo.

La coreografia di Nuemeier contamina il vocabolario neoclassico e l’utilizzo delle punte con tali suggestioni della modern dance, dando corpo alle dinamiche interiori degli interpreti, attraverso un movimento poetico, intriso di emozione.

In una scena avvolta da toni di luce chiara, i corpi dei ballerini, vestiti di bianco, tracciano nello spazio forme speculari e morbide parabole, in cui abbandoni, sospensioni e pause, rivelando moti del pensiero, infondono al controllo e alla struttura della tecnica accademica il respiro organico della lezione di Humphrey.

Una danza solo apparentemente astratta, sentitamente interpretata dalla compagnia romana, da cui emerge un’intensa e coinvolgente Susanna Salvi.

Il secondo brano in programma è Echoes from a restless soul di Jacopo Godani, creato nel 2016 per la Dresden Frankfurt Dance Company, ensemble che il coreografo ha guidato dal 2015 al 2023. Sulle note di Gaspard de la nuit di Maurice Ravel, l’opera evoca suggestioni tratte dal film The Hunger di Tony Scott. La scena in penombra, immersa in un’atmosfera acquatica creata dalle luci dello stesso Godani (autore anche dei costumi), vede come unico elemento scenico un pianoforte a coda, su cui Massimo Spada esegue la partitura dal vivo.

In questo spazio si alternano quadri d’insieme, quartetti e passi a due. Sebbene la cifra stilistica di Godani sveli il lungo sodalizio con William Forsythe, il linguaggio evolve in una direzione profondamente personale: impulsi che si propagano dal centro del corpo verso le estremità, generando onde e movimenti circolari, che esplorano dinamiche inedite, evidenti soprattutto nei passi a due. Qui i corpi dialogano in un intreccio sinuoso di pause e scatti, alla ricerca di punti di appoggio e di contatto ogni volta differenti.

Si tratta di un lavoro intrigante, che fonde la solidità della tecnica accademica con una ricerca di linguaggio sofisticata, risultando il momento più alto della serata. Eccellente la versatilità di tutto il cast, spiccano per intensità e tecnica le coppie formate da Federica Maine e Michele Satriano e da Virginia Giovanetti con un magnetico Jacopo Giarda.

A concludere la serata è I feel the earth move di Benjamin Millepied, creazione del 2017 per l’American Ballet Theatre. Qui i codici della tecnica accademica dialogano con una dinamicità incalzante, assecondando le strutture minimaliste e ripetitive della musica di Philip Glass.

La partitura, ipnotica e vorticosa, si riflette in geometrie spaziali rigorose, costruite attraverso canoni di movimento e un’alternanza serrata tra quadri d’insieme e passi a due. È un flusso di energia talvolta intervallato da attimi di sospensione -suggestivi fermi immagine, chiara eco delle esperienze cinematografiche di Millepied- per poi riprendere inesorabile fino al termine del brano. Di grande impatto la nuova veste estetica firmata da Rocco Iannone (direttore creativo di Ferrari Style), i cui costumi impreziosiscono la prova del Corpo di Ballo capitolino.

Anche in questo caso, encomiabile l’esecuzione di tutto l’insieme e dei solisti Alessandra Amato, Marta Mirigliani, Beatrice Foddi, Sebastiano Marino, Giacomo Castellana, Mattia Tortora, oltre alla coppia formata da Giorgia Calenda e dall’ottimo Claudio Cocino.

Il successo della serata ribadisce il valore della linea artistica di Eleonora Abbagnato: dare spazio alla ricerca contemporanea si conferma una scelta vincente per la crescita tecnica ed espressiva del ballo romano.

Neumeier / Godani / Millepied

SPRING AND FALL

  • Musica di Antonín Dvořák
  • Direttore Daniel Capps
  • Coreografia, scene, costumi e luci John Neumeier
  • Assistente alla coreografia Sasha Riabko, Nicolas Le Riche

ECHOES FROM A RESTLESS SOUL

  • Musica di Maurice Ravel
  • Pianoforte Massimo Spada
  • Coreografia, scene, costumi e luci Jacopo Godani
  • Assistenti alla coreografia Zoe Lenzi, Vincenzo De Rosa

I FEEL THE EARTH MOVE

  • Musica di Philip Glass (su base registrata)
  • Coreografia Benjamin Millepied
  • Assistente alla coreografia Daisy Jacobson, Allister Madin, Clairemarie Osta
  • Costumi Ferrari Style by Rocco Iannone
  • Luci Brad Fields

INTERPRETI PRINCIPALI

  • Alessandra Amato, Susanna Salvi
  • Federica Maine, Marianna Suriano, Claudio Cocino, Michele Satriano
  • Orchestra, Étoiles, Primi Ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma
  • Nuovo allestimento Teatro dell’Opera di Roma

TEATRO COSTANZI

Prima rappresentazione mercoledì 18 marzo, ore 20

Repliche

  • Mercoledì 18 marzo, ore 20
  • giovedì 19 marzo, ore 20
  • venerdì 20 marzo, ore 20
  • sabato 21 marzo, ore 15 e ore 20
  • domenica 22 marzo, ore 16.30

PH. Fabrizio Sansoni – Teatro dell’Opera di Roma

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