Lo Schiaccianoci della Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala non si ferma in superficie

di Elio Zingarelli
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Al Piccolo Teatro di Milano – Teatro Strehler lo Schiaccianoci della Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala approfondisce davvero la sostanza della tradizione, ovvero non rimane una lettura superficiale destinata a produrre macerie deperibili in “tempo reale”, bensì un discorso duraturo tra gli estremi della debolezza (di un fiore, di un cristallo di neve e di uno schiaccianoci) e dell’oscurità (dei topi, delle armi, del tempo).

Nel lontano 2011 Frédéric Olivieri firma la sua versione del titolo classico natalizio, con l’allestimento di Roberta Guidi di Bagno, l’ultimo dei capolavori composti da Pëtr Il’ic Čajkovskij, mantenendo la scrittura narrativa adottata da Lev Ivanovič Ivanov a partire dal racconto di Ernst Hoffmann, filtrato dalla versione più edulcorata di Alexandre Dumas padre.
Ritroviamo tutti gli elementi e i brani più rappresentativi del balletto che gli allievi e le allieve, oltre 100 giovani talenti, restituiscono con il valore dell’inesperienza e con la competenza della loro generazione che tanto entusiasma il pubblico in sala.

I maestri dell’Accademia che esperiscono con apprensione, la nonna ansiosa di assicurare la visibilità alle nipotine, la signora destinataria di un biglietto omaggio che confonde i topi con degli orsi. Tutto concorre alla magia del balletto, al sogno delle danzatrici e dei danzatori che praticano la loro necessaria presenza sul palcoscenico quando tutto ormai è scena anche a riflettori spenti. È il sogno tanto propugnato e mai come oggi minacciato. Viene da chiedersi chi ne abbia coscienza tra i presenti. Ma in fondo cosa importa. É Natale, contano le luci, i regali, i nastri di velluto rosso, i vassoi straripanti di cibo, i pupazzi di neve, l’albero, le tradizioni delle danze popolari.

Ma forse ciò che conta e resta di più è una della partiture più alte che siano state mai scritte (qui purtroppo su base registrata) ma per cui vale la pena, ogni anno, e forse anche qualche volta di più, fare esperienza de Lo Schiaccianoci.

Foto di Irina Elizarova

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