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Lia Courrier: “Compensazione questa sconosciuta”

Tra gli argomenti che la pratica di yoga asana ha portato nella gestione del corpo fisico, uno tra tutti merita attenzione: il concetto di compensazione.

Quando la pratica verte su una particolare famiglia di asana o su un’azione specifica (ad esempio una pratica di inarcamenti), nel momento in cui ci si dirige verso la fine della sequenza, si dedica una ampia sezione alla compensazione, composta da azioni opposte al tema principale, per riportare tutto ad un armonioso bilanciamento (in questo caso, ad esempio, flessioni in avanti e torsioni). Esistono diverse modalità per compensare, partendo dai principi biomeccanici del corpo umano, ma non è questa la sede opportuna per parlarne. Tuttavia credo che questo concetto sia utile da tenere a mente quando si cerca di costruire un training personale, che sia una preparazione per affrontare una lezione o delle prove, oppure per chiudere la giornata. Sappiamo tutti quanto il lavoro personale, al di fuori da quello che si fa con i maestri o con i coreografi, sia importante per mantenere il proprio strumento pronto a vibrare. Nessuno conosce il nostro corpo meglio di noi e quindi anche le sue aree più vulnerabili e i punti di forza.

Spesso vedo i danzatori fare sempre le stesse cose prima della lezione: o spaccate estreme in tutte le direzioni, oppure rilassamento livello pro, tipo mi sdraio a terra in una posizione e rimango lì per 40 minuti, pensando così di fare stretching.

Esistono alcuni gruppi muscolari che nella pratica della danza lavorano intensamente e ripetutamente, e che quindi andrebbero lavorati costantemente per mantenerne le qualità. Penso, ad esempio, ai rotatori del femore, allo psoas, al bicipite femorale. Bisognerebbe trovare sempre, nella giornata, un momento per attivarli in vario modo, ad esempio attraverso contrazione concentrica, eccentrica, isometrica e allungamento passivo, per nutrire questi tessuti con stimoli diversi e rendere le loro fibre reattive e forti.

Lo psoas, ad esempio, è un muscolo molto profondo, che rimane sempre in tensione poiché concorre al mantenimento della posizione eretta, quindi una sessione di allungamento dedicata, aiuta a mantenere questo gruppo muscolare così importante, rilassato e morbido, poiché una cronicizzazione delle tensioni in questa area non crea disturbi sono nella struttura muscolo scheletrica, ma può avere ricadute anche sul funzionamento delle viscere e degli organi.

Quindi, cari ballerini, potete anche abbandonare le spaccate, che tanto quello è un movimento che farete mille volte durante la lezione e preoccupatevi piuttosto di creare equilibrio nel corpo e nelle forze che lo abitano con un buon lavoro di compensazione. Ovviamente questo vale anche se state affrontando la costruzione di uno spettacolo che richiede azioni ripetute e sempre uguali, magari sempre dallo stesso lato. Nel tempo libero potrete riportare armonia seguendo il principio della compensazione.

Il vostro strumento vi ringrazierà.

La vostra danza anche.

Oggi è il 25 Luglio 2021

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