Tutte le storie sono destinate a incontrare un finale oppure a trasformarsi.
Questo vale sia per quelle che portano gioia e appagamento che, per fortuna, per quelle che arrecano con sé disagio e sofferenza.
Il costante movimento sulla linea del tempo storico cambia continuamente le carte in tavola e non possiamo sottrarci a giocare la nostra mano in questa partita dell’esistenza.
Quest’oggi sono qui a fare la mia mossa, una di quelle decisive che segnano le sorti della mano in corso, ma dopo molto aver ponderato, riflettuto e guardato dentro al mio cuore, la risposta era sempre la stessa e sono qui a comunicarla a tutti voi lettori, perché vi riguarda.
La pubblicazione di oggi non è un articolo ma un messaggio che segna la sospensione della rubrica SetteOtto. Per dieci lunghi anni mi avete seguita in questa avventura che mi ha insegnato molto, sfidato le mie capacità letterarie e comunicative, messa davanti a domande epocali, alle quali ho cercato di rispondere attingendo ai poveri mezzi e strumenti di cui dispongo in questa esistenza perfettamente imperfetta.
Per questioni personali che non intendo spiegare, appartenenti alla sfera privata, dopo aver comunicato al Direttore Francesco Borelli le mie esigenze abbiamo concordato questo passo, importante per entrambi. La stima reciproca e l’amicizia che intercorre tra me e lui ci permette di non chiudere la porta ma lasciarla aperta a cosa la vita potrebbe portarci in futuro.
La pratica dello yoga mi ha insegnato tanto sull’attaccamento alle cose, alle persone, alle relazioni, alle paure e so bene quanta fatica incontriamo quando arriva il momento di lasciarle andare, anche se dentro di noi sappiamo che è la cosa giusta da fare. Cerco quindi di portare nella quotidianità quello che ho imparato seduta sul cuscino da meditazione, di avere fiducia nel processo che ho scelto di seguire, consapevole del coraggio che questo gesto richiede.
Lasciar andare vuol dire non aggrapparsi a ciò che è pronto a non essere trattenuto, non porta necessariamente con sé una rottura, si tratta di percepire la maturazione del frutto del tempo, pronto a cadere dall’albero, riconoscendo il momento propizio per aprirsi ad un nuovo che forse somiglia di più a ciò che sei nel presente e che si incastra meglio con i tuoi spazi da riempire, siano essi emotivi, psichici o logistici.
Esco da questa stanza condivisa con il cuore colmo di gratitudine, prima di tutto verso la persona che mi ha voluta fortemente qui, ossia il Direttore di Dance Hall News, poi anche verso ogni componente della redazione, colleghi e amici con cui abbiamo condiviso tanto.
Non meno importanti i tanti lettori che mi hanno sostenuta in questi dieci anni di SetteOtto, partecipando attivamente, commentando, condividendo ogni settimana, inviandomi messaggi. Vi porto nel cuore.
Tutto si trasforma, tutto scorre.
La vita è una danza e bisogna imparare a seguire il suo ritmo e il suo flusso, perché cercare di resistere, opporsi ai cambiamenti che bussano alla porta, potrebbe portare ristagno e sofferenza, non solo per noi stessi ma anche per le persone che ruotano attorno a quella relazione.
So di aver preso la decisione giusta, nonostante la tristezza che ne è conseguita, comprensibile dopo così tanti anni e anche l’avventura della pubblicazione del libro “In Viaggio con la Danza”, ma sono certa che questo spazio che lascio sarà un’occasione per chi vorrà condividere nuove e interessanti visioni sulla danza.
Vi abbraccio virtualmente tutti dal profondo del mio cuore, sono certa che ci ritroveremo in una forma o nell’altra, grazie alle passioni che nutriamo in comune.
Buona danza a tutte e tutti.

