Durante l’intervallo della finale del Prix de Lausanne, sabato 7 febbraio, è stato consegnato a Sylvie Guillem il prestigioso Premio alla Carriera, a riconoscimento di una carriera all’insegna di coraggio artistico, indipendenza e di una continua ricerca dell’eccellenza.
Il premio riconosce Guillem non solo per le sue straordinarie doti, ma anche per il profondo senso di libertà e coerenza con cui ha plasmato la sua carriera.

Importante e profondo il messaggio che Sylvie ha rivolto ai ragazzi finalisti durante il suo discorso sul palco. Lo riportiamo qui di seguito perché lo riteniamo fondamentale per chiunque affronti l’avventura di voler diventare un professionista nel mondo della Danza.
“Non so se i ragazzi possono sentirmi là dietro al sipario.
Stanno già festeggiando la fine del premio. Ma volevo parlare loro della fortuna che hanno a godere di questo grandissimo privilegio. Sono già così fortunati e già privilegiati. Perché? Perché oggi hanno la fortuna di gustare fino in fondo la loro passione e forse non se ne rendono conto, perché vanno giù a testa bassa sul loro tempo, sulla loro passione. Arriverà più tardi questa consapevolezza, ma non succede sempre.
Per questo voglio passare questo messaggio: ci sono persone che sognano, che vogliono fare tante cose e non ci riescono. Sognavano di fare danza e non ci sono riuscite. Noi invece l’abbiamo sognato e l’abbiamo fatto. Abbiamo avuto concretamente questa opportunità ed è davvero un privilegio. Soprattutto per chi ha la fortuna di farne la propria vita e diventare un professionista. Il fatto di avere consapevolezza che essere un ballerino è un privilegio, perché sono poche le persone che possono farlo, comporta averne un rispetto profondo.
E a quel punto, in nome di questo rispetto, ogni volta che si va sul palco, bisogna dare tutto. Bisogna dare tutto perché c’è un pubblico che viene a vederci e che va rispettato, e perché, davvero, siamo fortunati ad essere lì. La scena è un luogo fuori dall’ordinario dove si possono incontrare persone estremamente talentuose che possono darci grandi cose straordinarie.
E il secondo messaggio che rivolgo a questi ragazzi è che la carriera del ballerino è molto veloce, passa in fretta, e la cosa migliore è rendersene conto oggi a quest’età. Così possiamo tenere gli occhi aperti, stare attenti, essere ricettivi, non dormire, diciamo così.
Perché poi rischiamo di aprire gli occhi quando ormai sarà troppo tardi. Ed è un rischio che va evitato.
Ma pur sapendolo ora, la carriera e il tempo passano molto, molto velocemente. E non parlo per esperienza, per come l’ho vissuta io all’inizio. Io quando avevo 12 anni, non vedevo l’ora di averne 13. Mai poi presto, molto presto, ho capito che sarebbe successo tutto molto in fretta. E nonostante fossi consapevole di che cosa stavo vivendo e abbia apprezzato tutto, mi sono ritrovata alla fine, era finita. È finita.
Beh, comunque ho vissuto bene. Proprio perché sapevo di non avere tempo. Quindi, mi sono dedicata pienamente alla mia professione. E soprattutto, sapevo di essere una privilegiata.
Quindi, auguro a questi giovani danzatori, di avere la possibilità come noi di incontrare persone eccezionali, fondamentali per la loro carriera, e di vivere molta gioia e momenti fuori dall’ordinario.
Perché la scena è così, è straordinaria.”
Sylvie Guillem
Foto courtesy of Sylvie Guillem

