Le prime notizie sulla stagione del Ballo Scaligero 26/27 del Teatro alla Scala: Akram Khan, Morau e Dawson le principali novità

Presentata al Cda e ai Sindacati nei giorni scorsi

di Nives Canetti
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Ovviamente bisognerà aspettare la presentazione ufficiale al pubblico, di solito intorno a fine maggio, ma le indiscrezioni sulla prossima stagione stagione del Teatro alla Scala  sono ormai abituali quando avviene la presentazione della stagione al CDA e ai sindacati e così un ANSA è già uscita anche quest’annocon i titoli della stagione 26/27. Per l’Opera rimandiamo ai moltissimi canali dedicati ma qui ovviamente ci occupiamo della stagione di danza.

La stagione del ballo prevede 6 serate più il Gala Fracci. Le grandi novità saranno due: Giselle di Akram Khan è un grande evento di portata internazionale che stavamo aspettando dopo qualche indiscrezione trapelata all’ultimo Gala Fracci, in cui era stato presentato il passo a due del secondo atto. Finalmente sarà possibile vedere lo spettacolo a serata intera di Khan, dando la possibilità di apprezzarne la creatività e la forza comunicativa.

Altra novità interessante, un dittico con Étude di Marcos Morau, appena andato in scena all’Opéra di Parigi, e con the Four Seasons di David Dawson. Il primo è coreografo contemporaneo di grande prestigio, direttore della compagnia La Veronal e presente nei cartelloni di moltissime compagnie di ballo nel mondo oltreché regista (alla Scala sarà anche presente nel ruolo di regista-coreografo per l’opera barocca Dido and Aeneas di Purcell), mentre David Dawson, rinomato in tutto il mondo per il suo stile musicale e riconoscibilissimo, torna alla Scala dopo il suo Anima Animus presentato nel 2023 alla Scala.

Per quanto riguarda i titoli più classici di repertorio che alla Scala non possono assolutamente mancare, la stagione aprirà con il classico Schiaccianoci di Rudolph Nureyev. Poi dopo il sesto Gala Fracci, tornerà dopo 9 anni il Sogno di una notte di mezza estate di George Balanchine, andrà in scena la ripresa di Paquita di Pierre Lacotte, dopo il debutto dello scorso anno, e infine un trittico per il centenario di Maurice Béjart con L’oiseau de feu, Boléro e, per la prima volta alla Scala, Serait-ce la mort, balletto del 1970 sui quattro Lieder di Richard Strauss.

Se confermata come tale, nonostante l’assenza di creazioni ad hoc per la Compagnia, occasione un po’ mancata, la Stagione si presenta varia con classici e novità interessanti per la prima volta sul palco scaligero. Sarà una bella stagione decisamente godibile.

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