La Royal Opera House rinnova i sipari per omaggiare Sua Maestà King Charles III

(ma si sussurra che le presenze reali siano sempre più rarefatte)

di Susanna Mori
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La Royal Opera House di Covent Garden ha commissionato un nuovo paio di monumentali sipari del palco principale per rendere omaggio a Sua Maestà Re Carlo III. Gli attuali sipari, in servizio da ben 26 anni, hanno solcato più di 10.000 alzate e calate e sono ormai prossimi alla pensione scenica.

Un portavoce del Royal Ballet e della Royal Opera ha confermato che i nuovi sipari presenteranno il cifrario personale del Re, un gesto che vuole celebrare il legame “profondo e duraturo” tra la monarchia e le arti. Saranno realizzati in velluto di mohair, divisi in due imponenti pannelli larghi 9,75 metri e alti 10,8 metri.

La manifattura sarà affidata ai rinomati specialisti Gerriets e alla prestigiosa Royal School of Needlework, con un’inaugurazione prevista per maggio 2026. Il rinnovo è reso possibile grazie a una significativa donazione della Julia Rausing Trust, nell’ambito di un più ampio piano di aggiornamento tecnico della Royal Opera House, che include anche infrastrutture sceniche e sistemi di illuminazione.

Sir Alex Beard, amministratore delegato del Royal Ballet e della Royal Opera, ha dichiarato:

Questo progetto rientra in un programma fondamentale di rinnovamento. I nuovi sipari non sono solo una celebrazione dell’arte e della tradizione, ma anche un investimento necessario per il futuro del nostro palcoscenico.”

Fin qui, tutto impeccabilmente istituzionale. Ma King Charles e Queen Camilla guardano davvero l’opera o il balletto?

Risposta breve: no, non proprio, non più, e non nel modo in cui la gente immagina. Funzionano più come mascotte istituzionali che come veri spettatori. Ufficialmente, King Charles è un “sostenitore di lunga data” della Royal Opera House. Ma ufficiosamente?
A Covent Garden scherzano dicendo che la sua ultima apparizione memorabile risale a un momento compreso tra la prima de Lo Schiaccianoci e l’estinzione dei dinosauri. Quando era Principe del Galles si vedeva ogni tanto al Covent Garden, eventi molto curati, una serata di gala qui e là, sempre una foto ufficiale. Ma da quando è diventato Re… praticamente c’è stato silenzio radio.

E per quanto riguarda il balletto? Anche qui, storicamente faceva qualche comparsa, più per dovere che per passione.
Ma recentemente non è stato a nessuna prima importante o serata inaugurale o gala di beneficenza in cui sia dovuto rimanere per l’intero spettacolo. Persino Queen Camilla, che apprezza il balletto narrativo ed elegante, non si vede a qualcosa di importante da secoli.

E allora l’opera lirica? La loro partecipazione agli spettacoli operistici è ancora più indicativa. Queen Camilla preferisce notoriamente le produzioni più leggere. King Charles, nonostante la sua reputazione artistica, non è famoso per resistere a svariate ore di Wagner o affini senza un qualche tipo di assistenza spirituale (cioè un assistente con l’orologio e un’uscita discreta pianificata).

Gli addetti ai lavori dicono: “Se i Reali assistono ad un’opera, è a porte chiuse, senza renderlo pubblico, e di solito se ne vanno prima del terzo atto…”, la qual cosa ha una sua logica, considerando che il terzo atto è sempre quello con sventure, morti o disgrazie varie.

Ma quindi dove li si può incontrare pubblicamente? Sembra che la loro agenda sia piena di eventi benefici, ricevimenti, cene di gala, impegni vari da benefattori onorari. Ma agli spettacoli veri e propri quasi mai. E se ci vanno, è tutto estremamente discreto e rigidamente curato, certo non le prime più avantgarde che gli uffici stampa londinesi sognerebbero.

La maggior parte delle persone ben connesse concorda sommessamente:

“I Reali amano la cultura. Semplicemente non amano la parte in cui devono guardarla.”

Pazienza, vorrà dire che ammireremo il nuovo sipario senza i Reali, certi che, almeno quello, sarà presente per tutte le recite.

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