Julian MacKay licenziato dal Bayerische Staatsballett: il caso che scotta

di Mattia Guerrini
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Nella tarda mattinata di lunedì 13 luglio 2026, il Bayerische Staatsballett ha annunciato attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Instagram l’immediata cessazione del rapporto di lavoro con il primo ballerino Julian MacKay. Una comunicazione improvvisa che ha rapidamente acceso un dibattito suscitando numerose reazioni.

La notizia ha colto di sorpresa lo stesso MacKay. In un post pubblicato sul suo profilo Instagram, il ballerino americano ha dichiarato di aver appreso del licenziamento proprio attraverso i social network, sottolineando inoltre come il post pubblicato dalla compagnia non consentisse di lasciare commenti.

Secondo quanto scritto dall’artista, il provvedimento sarebbe arrivato mentre si trovava in congedo di malattia. MacKay ha inoltre affermato di aver chiesto in precedenza un confronto con la direzione del teatro “dopo aver sollevato preoccupazioni riguardo a ciò che percepivo come abuso e trattamento ingiusto nel reparto del balletto del teatro bavarese”, aggiungendo che, qualora la situazione non fosse cambiata, avrebbe preso in considerazione le dimissioni.

Ventotto anni, statunitense, Julian MacKay è considerato uno dei ballerini più brillanti della sua generazione. Dopo il terzo posto allo Youth America Grand Prix nel 2009, ha avuto l’opportunità di perfezionarsi presso l’Accademia del Bolshoi. Nel 2015 ha conquistato il Prix de Lausanne, esperienza che gli ha aperto le porte di una stagione con il Royal Ballet. Successivamente è diventato primo ballerino del San Francisco Ballet, incarico ricoperto fino al 2022, anno in cui è stato chiamato al Bayerische Staatsballett di Monaco come principal della compagnia diretta da Laurent Hilaire.

Parallelamente all’attività artistica, MacKay è cofondatore, insieme al fratello Nicholas, della MacKay Productions, società che organizza eventi dedicati soprattutto alla danza con l’obiettivo dichiarato di avvicinare nuovo pubblico e valorizzare artisti di alto livello. Negli ultimi anni l’azienda ha acquisito una crescente visibilità internazionale. Al momento, tuttavia, non esiste alcun elemento ufficiale che colleghi questa attività imprenditoriale alla decisione assunta dal prestigioso teatro bavarese, e qualsiasi ipotesi in tal senso rimane puramente speculativa.

Nel corso della giornata, il Bayerische Staatsballett ha modificato il testo del post pubblicato su Instagram, spiegando che i commenti sono stati disattivati “per evitare il diffondersi di informazioni false, speculazioni o messaggi d’odio”. La compagnia ha inoltre precisato che, “per motivi legali”, non avrebbe fornito ulteriori dettagli sulla vicenda e ha affermato che “il signor MacKay è stato informato personalmente in mattinata dalla Direzione del Teatro della decisione e delle relative motivazioni, prima della comunicazione pubblica”.

L’episodio ha rapidamente generato una forte ondata di solidarietà nei confronti del ballerino. Numerosi colleghi, artisti e appassionati hanno espresso pubblicamente il proprio sostegno, criticando soprattutto le modalità con cui la vicenda è stata comunicata. Molti commenti hanno evidenziato come il tema del trattamento dei danzatori e della tutela dei lavoratori nel settore della danza continui a essere oggetto di discussione, chiedendo maggiore trasparenza e dialogo nelle relazioni tra artisti e istituzioni.

Anche sui canali social del teatro sono comparsi numerosi messaggi di protesta. Alcuni utenti hanno invitato al boicottaggio del Bayerische Staatsballett, mentre altri hanno espresso l’auspicio che un artista del calibro di Julian MacKay possa trovare rapidamente una nuova collocazione in una compagnia di primo piano, negli Stati Uniti, in Australia o in un’altra importante realtà internazionale.

Al momento, tuttavia, restano molte domande senza risposta. Il teatro non ha reso note le motivazioni del licenziamento e MacKay ha affidato ai social la propria versione dei fatti. Saranno eventuali comunicazioni ufficiali o ulteriori sviluppi a chiarire una vicenda che, già nelle prime ore successive all’annuncio, è diventata un caso indiscutibilmente discusso.

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