Danza in Rete Festival, l’evento promosso dalla Fondazione Teatro Comunale di Vicenza, in collaborazione con una rete di soggetti istituzionali e operatori culturali del territorio e nazionali, dedicato all’arte coreutica in tutte le sue forme, prosegue con una nuova proposta, firmata da uno dei nomi di punta della coreografia italiana: domenica 26 aprile alle ore 20.45 nella Sala Maggiore del Teatro Comunale di Vicenza è in programma in prima nazionale The Sleeping Queen, la nuova creazione di Orbita Spellbound, coreografia di Mauro Astolfi.
Lo spettacolo propone una moderna Bella Addormentata in cui la protagonista non è la principessa della fiaba, ma una regina che porta in scena importanti riflessioni sul ruolo del potere e sulle tendenze autodistruttive per chi lo esercita. La narrazione in danza diventa dunque una metafora sul potere contemporaneo, sulla sua vulnerabilità e sul suo potenziale di rinascita.
A presentare lo spettacolo, domenica 26 aprile alle 20.00 al Ridotto del Tcvi, sarà Stefano Tomassini, docente di studi coreografici e di danza all’Università IUAV di Venezia che parlerà al pubblico, durante l’Incontro con la Danza, delle numerose interpretazioni coreografiche contemporanee del balletto e alla sua infinita capacità di rigenerazione.
The Sleeping Queen racconta una donna contemporanea addormentata dal potere. In una dimensione quasi onirica, la sua storia richiama la Bella Addormentata senza ricalcarla: due percorsi autonomi che convergono nello stesso punto, un sonno profondo. Al centro, una figura femminile di potere — regina, politica, imprenditrice — che ha costruito la sua identità attorno al ruolo, fino a perdere il contatto con sé e con il mondo che la circonda. Il suo “sonno” non è magico, ma nasce dall’esercizio del potere stesso, che anestetizza, altera la percezione e interrompe ogni relazione autentica. In un sistema dominato da interessi e relazioni opportunistiche, dove l’identità si dissolve nella funzione, emerge la domanda del risveglio: cosa può spezzare questo torpore?
La risposta può arrivare solo da uno sguardo esterno, una presenza capace di vedere oltre il ruolo e riconoscere l’essere umano. Il risveglio avviene così come atto d’amore: un gesto semplice che infrange l’isolamento e riattiva un contatto autentico con la realtà: non un evento fiabesco, ma profondamente umano. Senza mai essere raccontata direttamente, la Bella Addormentata resta come archetipo evocato, che si rinnova nel presente.
The Sleeping Queen diventa così una riflessione poetica e simbolica sul potere oggi: una parabola sulla necessità di trasformarlo in ascolto, relazione e creazione condivisa.
La creazione coreografica si sviluppa come un percorso tra corpo, spazio e simbolo, accompagnato da una partitura musicale che rielabora Čajkovskij attraverso sonorità contemporanee, firmata da Davidson Jaconello.
Dopo la prima nazionale al Teatro Comunale di Vicenza nell’ambito di Danza in Rete Festival, The Sleeping Queen sarà in scena al Teatro Piccinni, a Bari il 26 maggio e al Teatro Vascello, a Roma dal 1° al 6 dicembre.
Foto Cristiano Castaldi

