Il ruolo della donna nell’arte, la parità e i giusti compensi nell’indagine di Silvia Gribaudi e Marta Dalla Via

di Emanuele Burrafato
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Il 13 Febbraio, alle ore 20.30, al Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma, nell’ambito della rassegna Scintille, organizzata dal Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita/Spellbound, andrà in scena The Doozies – Eleonora Duse, Isadora Duncan e noi, spettacolo creato e interpretato dalla coreografa Silvia Gribaudi e dall’attrice e regista Marta Dalla Via.

To be doozy è un’espressione colloquiale americana di etimologia incerta. Potrebbe indicare il fiore, la margherita (daisy in Inglese), potrebbe riferirsi a una lussuosa marca di automobili sportive (Dusenberg) oppure, ed è l’opzione preferita dalle due autrici ed interpreti, potrebbe omaggiare l’attrice Eleonora Duse e il suo cognome italiano, pronunciato goffamente oltreoceano: “Doozay”, “Doozee”, “Doosay”.

«Essere doozy», affermano Silvia Gribaudi e Marta Dalla Via, «significa essere stupefacenti, essere fuori dall’ordinario, essere talmente particolari da lasciare stupefatti, eccezionalmente bravi o eccezionalmente pessimi, in parole semplici: “strambi”».

Esserlo o non esserlo? Esserlo, perché secondo le artefici dello spettacolo, il termine rappresenta un complimento. Con questa convinzione, Gribaudi e Dalla Via si sono dedicate all’ideazione e alla creazione di una composizione, ispirata alla rivoluzione artistica ed umana di due eroine, che hanno vissuto per e nella danza, per e nel teatro.

Le biografie di Isadora Duncan e di Eleonora Duse sono intese come appassionante fucina di spunti narrativi e politici, poiché attraverso le loro esperienze anticonvenzionali, le due donne sono state pioniere del femminismo, del capocomicato e di un’arte che ha avuto come fondamento la preoccupazione costante per il “presente”.

Queste Doozies senza trucco, senza punte, giudicate spesso fisicamente non conformi secondo i canoni estetici del loro tempo, grazie al loro operato e alla loro originalità, hanno generato stupore e meraviglia, lasciando immense eredità alle generazioni future.

L’interrogativo posto dalle autrici è quindi dove siano finiti questi lasciti, considerando che, a più di cento anni di distanza, loro stesse si trovano ancora ad affrontare gli stessi identici discorsi sul palcoscenico e in teatro, le stesse battaglie per la parità, per i giusti compensi, la medesima lotta contro la dittatura del physique du role e dei repertori stantii.

The Doozies si propone come un’opera intorno alla meraviglia della stranezza. «Siamo convinte», affermano Silvia Gribaudi e Marta della Via, «che le nostre stupefacenti antenate avrebbero apprezzato questa sfacciataggine, visto che si sono continuamente schierate contro lo status quo, anche quando era classico e mitico».

 

The Doozies – Eleonora Duse, Isadora Duncan e noi.

Silvia Gribaudi & Marta Dalla Via / Zebra

  • Di e con: Marta Dalla Via e Silvia Gribaudi
  • Disegno luci: Roberto di Fresco
  • Direzione tecnica: Leonardo Benetollo
  • Consulenza coreografica: Chiara Frigo
  • Costumi: Sonia Marianni
  • Ricerca Materiale: Eugenia Casini Ropa, Franca Zagatti, Maria Pia Pagani
  • Produzione: Associazione Culturale Zebra
  • Coproduzione: di Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, La Corte Ospitale
  • Con il sostegno di MiC – Ministero Italiano della Cultura
  • Residenze artistiche: Fondazione Armunia – Castello Pasquini
  • In collaborazione con Progetto Duse 2024 del Comune di Asolo – Museo Civico di Asolo – TeatroDuse | www.duse2024.it |
  • Curatela performing arts: Cristina Palumbo

Foto Tommy Ilai

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