Ersilia Danza inizia il 2026 con un tour in Giappone

di DANCE HALL NEWS
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Il 2026 di ErsiliaDanza inizia in Giappone. La compagnia di danza contemporanea, fondata e diretta dalla regista e coreografa Laura Corradi, trascorrerà la fine di gennaio nel Paese del Sol Levante, dove presenterà due spettacoli: “Un bel coraggio”, con i danzatori Alberto Munarin, Alessandro Catalano, Gessica Perusi e Midori Watanabe, e “Butterfly”, assolo della stessa Watanabe.

Il programma del tour giapponese prevede il 26 gennaio un evento di scambio culturale, con “Butterfly” al centro; il 27 gennaio la prova aperta di “Un bel coraggio”; e una tappa il 29 gennaio a Tokyo, alla Denshō Hall, all’interno del Shibuya Cultural Center Owada, dove verranno presentati i due spettacoli, con l’assolo di Watanabe in apertura.

«Siamo molto felici di questo tour in Giappone», dice la coreografa Corradi, autrice di “Un bel coraggio”. «Per noi sarà l’occasione per conoscere in prima persona una cultura che fino ad oggi abbiamo incontrato attraverso Midori Watanabe, apprezzatissima interprete in Ersiliadanza, assistente di sala molto competente e affidabile, che ultimamente si è sperimentata anche come coreografa nella creazione di un assolo, “Butterfly”, che ha già circuitato molto e con successo. Per quel che riguarda “Un bel coraggio”, produzione ErsiliaDanza 2024, è un lavoro che racconta i 5 minuti che precedono l’entrata in scena, dilatandoli fino a diventare lo spettacolo stesso. Paure, ripensamenti, malesseri, diverbi si alternano a provocazioni e richieste improbabili. Nell’esasperazione di questo breve tempo in cui succede di tutto, c’è  la passione, l’entusiasmo che fanno perdere l’ora e l’impegno preso.

 

Mi son chiesta», prosegue la coreografa, «quale potrà essere l’impatto di uno spettacolo come “Un bel coraggio” sul pubblico giapponese, quando verrà investito da questa ondata di inaffidabilità e incertezze. Credo che i personaggi, che si manifestano in tutta sincerità e italianità con i loro difetti, scateneranno una grande tenerezza in un pubblico che per cultura non ammette ritardi. È di questo infatti che si è innamorato l’operatore del settore Yugo Someya che dopo aver visto in Italia una prova in sala dello spettacolo, ha deciso di portarlo anche in Giappone. Un amore a prima vista per un lavoro molto “italiano” dove i danzatori si investono di parole e di gestualità “very italian style” che sono già, di per sé, una danza. I testi peraltro brevi e semplici, sono stati in parte tradotti in giapponese per facilitare la comprensione dello spettacolo. Gli interpreti Alberto Munarin, Gessica Perusi e Alessandro Catalano, con l’aiuto di Midori, hanno studiato i testi, rassicurati da quello che è il loro ruolo: teatranti italiani che vogliono farsi capire! Proprio vero che la verità ci viene sempre in aiuto!».

Per Watanabe, danzatrice e coreografa di ErsiliaDanza, questo viaggio

«rappresenta l’opportunità di portare un’opera oltre i confini della lingua e dei paesi. Lavoro da molti anni in Italia e, da danzatrice giapponese, vivo questo tour come esperienza concreta di condivisione culturale. È la prima volta che mi esibisco nella mia terra di origine come artista di una compagnia italiana. Quando parlo in giapponese nelle opere di ErsiliaDanza sento che sto portando in scena la mia identità, così com’è. La coreografa Laura – conclude Midori – non ha mai trattato il mio background come qualcosa di speciale o distante, ma mi ha sempre guardata come una danzatrice, lasciandomi esprimere in modo libero e autentico. Questa, per me, è una forma profonda di rispetto dell’individualità».

Foto di Caterina Parona

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