C’è sempre una vertigine quando si decide di rileggere un capolavoro come Il lago dei cigni. Non è solo un balletto: è un archetipo, un simbolo, una memoria collettiva della danza. Angelin Preljocaj accetta la sfida e, per la Stagione di danza 2025-2026 del Teatro Lirico di Cagliari, porta in scena la sua versione creata nel 2020 per 26 danzatori, un lavoro che si muove tra fedeltà e rottura, tra incanto e inquietudine. Quattro le recite in programma di cui la prima questa sera alle 20.
Il coreografo francese di origine albanese che vanta collaborazioni con l’Opéra di Parigi, il New York City Ballet e il Teatro alla Scala, non offre un esercizio di stile né una citazione nostalgica: è una riflessione sul presente. Alla partitura immortale di Čajkovskij, infatti, si intrecciano arrangiamenti contemporanei del collettivo 79D che creano una tensione sonora che accompagna una drammaturgia aggiornata e necessaria.
Odette diventa una giovane donna sensibile alle questioni ambientali; Siegfried il figlio di un magnate dell’energia fossile; Rothbart un imprenditore corrotto, pronto a devastare il lago per profitto. La metamorfosi non è solo fiabesca: è politica, psicologica, ecologica. Il mito della donna-cigno si carica di nuove urgenze e dialoga con le fragilità del nostro tempo. Un lavoro senza dubbio affascinante!

Angelin Preljocaj (foto Julien Bengel)
Il linguaggio coreografico di Preljocaj, sensuale e visionario, alterna fluidità lirica e gesti più taglienti, in una scrittura che attraversa reale e fantastico. I danzatori del Ballet Preljocaj incarnano questa tensione con precisione e intensità, restituendo uno spettacolo che conserva il fascino del classico ma ne scardina i confini. Questo Lago dei cigni non chiede solo di essere ammirato. Chiede di essere ascoltato, interrogato, attraversato e ci invita a domandarci quale mondo stiamo costruendo intorno ai nostri laghi, reali e simbolici.
Sul podio, al debutto cagliaritano, Alice Farnham guida l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari. I video di Boris Labbé, le luci di Éric Soyer e i costumi di Igor Chapurin completano un impianto visivo elegante e immersivo.
Il balletto ha una durata complessiva di 1 ora e 50 minuti circa e non prevede l’intervallo. Al termine della recita del 20 febbraio, il Ballet Preljocaj incontra il pubblico in platea per un prezioso momento di dialogo fra artisti e spettatori.
Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, [email protected].
Servizio promozione culturale: [email protected].
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