Claudio Coviello, Premio al Talento 2026 al Novara Dance Experience

Il 5 giugno alle 20.30 al Teatro Coccia di Novara

di Nives Canetti
380 views

Alla prima di Alice’s adventures in Wonderland alla Scala, lo abbiamo visto come concitato e divertente Bianconiglio, confermando le sue capacità non solo tecniche ma soprattutto interpretative.

Parliamo di Claudio Coviello, primo ballerino, scaligero nell’anima, uno dei principali artisti italiani a livello internazionale che riceverà il Premio al Talento 2026 durante la serata di Gala del Novara Dance Experience il 5 giugno al Teatro Coccia di Novara.

E di talento in questo meraviglioso danzatore ne vediamo tanto da anni. Serio, sensibile, discreto, profondo nell’approccio ai ruoli, interessato più alla danza che al mondo mediatico fine a sè stesso, Claudio ha costruito una carriera di grande spessore attraverso ruoli importanti nell’ambito scaligero e a livello internazionale accanto a grandi stelle.

La sua è una danza senza eccessi, elegante, caratterizzata da un legato pulito, fluido e musicale che ben traduce in poesia le caratteristiche dei ruoli a lui più congeniali. Si pensi alle sue interpretazioni di Lenski in Onegin di Cranko, del principe Desiré nella Bella Addormentata di Nureyev, di Romeo, di Albrecht o di Siegfried.

Nato a Potenza, si trasferisce a Roma nel 2002, dove inizia gli studi presso la Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera diplomandosi nel 2009. Nel 2010 entra a far parte del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e ne diventa negli anni una colonna portante. Lo ricordiamo acerbo ma dirompente in un Gala delle Stelle alla Scala nello Spettro della Rosa nel 2011: una di quelle apparizioni in cui si va a vedere in locandina il nome dell’interprete, il che è sempre un buon segno.

E infatti nel dicembre 2012 viene nominato Solista. Debutta poi nel ruolo di Albrecht in Giselle, ruolo che resterà uno dei suoi preferiti nel tempo (memorabile la sua partnership con Vittoria Valerio) e dal dicembre 2013 è Primo Ballerino del Teatro alla Scala.

Da allora il suo repertorio si è allargato sempre di più spaziando attraverso i mondi di molti coreografi, mostrando una grande versatilità artistica, tecnica ed interpretativa.

È un raffinato interprete dello stile di Nureyev di cui ha danzato il Lago dei Cigni con Natalia Osipovala Bella AddormentataSchiaccianociDon Chisciotte con Tamara Rojola Bayadère ma anche il prezioso assolo di Manfred.

Lo troviamo protagonista anche dei principali coreografi moderni: da George Balanchine in Rubies, Emeralds e Symphony in C, Roland Petit con Jeune Homme et la Mort, Le combat des anges e il Quasimodo di Notre-Dame de Paris, Verdi Suite, Le Corsaire e Sylvia di Manuel Legris, di cui fu il primo Aminta alla Scala.  

Non dimentichiamo Bella Figura di Jiri Kylian, e poi Wayne MacGregor con Woolf Works e Afterite+ LOREWilliam Forsythe nei recenti Blake Works 5, Heinz Spoerli in Cello Suites e Goldberg variationenHans Van Manen con SarcasmenSerge Lifar con la Mazurka di Suite en blanc.

Nel 2021 è di nuovo un meraviglioso Spectre de la rose di Fokine ruolo in cui si è vista una raffinata evoluzione dal 2011.

Grazie anche al lavoro con il maître étoile Massimo Murru, i ruoli in cui emerge di più la danza di Coviello, intensa e piena di sfumature interpretative, sono i grandi balletti drammatici del ‘900:  in coppia con Emanuela Montanari, anche lei grande tragediènne, ha interpretato un appassionato Des Grieux nell’ Histoire de Manon di MacMillan e Armand Duval nella Dame aux camélias di John Neumeier, è Romeo nella versione di Romeo e Giulietta di MacMillan con tante partner, tra cui i debutti di Martina Arduino e Agnese di Clemente. È un lirico e straziato Lenski nell’Onegin di John Cranko.

Lo abbiamo visto brillare accanto a stelle internazionali come Natalia Osipova e Myriam Ould Braham nell’ Histoire de Manon , e intensissimo Armand nella Dame aux Camélias accanto ad Alina Cojocaru. 

Dopo le apparizioni nella stagione 2025/2026in cui  ha ballato lo Schiaccianoci di Nureyev e poi in due apparizioni, al Gala Fracci con Romina Contreras nel passo a due del balcone del Romeo e Giulietta di Cranko e poi in giugno nel ruolo di Iñigo, antagonista in Paquita di Pierre Lacotte, Coviello è tornato sulle scene scaligere quest’inverno  in Chroma di Wayne McGregor e infine oggi nelle vesti dell’agitatissimo Coniglio nell’Alice di Christopher Wheeldon.

È stato un piacere per noi seguire la sua evoluzione dalle prime apparizioni da solista a 20 anni fino ad oggi, stella nel pieno della sua maturità artistica: per questo, anche un po’ egoisticamente, auguriamo a Claudio Coviello anni di splendida carriera,  per continuare a godere della sua arte e del suo talento.

Articoli Correlati

Lascia un Commento