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Anthony Dowell: il “danseur noble” del balletto britannico

Sir Anthony James Dowell nacque a Londra il 16 febbraio 1943.

Iniziò a studiare danza con June Hampshire e, a dieci anni, entrò alla Royal Ballet School, dove si formò sotto la guida di Michail Somes.
Nel 1960 si diplomò e l’anno successivo entrò a far parte del Covent Garden Opera Ballet, dove Erik Bruhn lo scelse per il pas de six nel suo allestimento del balletto Napoli di Auguste Bournonville.
In seguito, nel 1964, fu Frederick Ashton a notarlo e a creare per lui il ruolo di Oberon in The Dream, balletto in un atto ispirato alla commedia A Midsummer night’s dream di William Shakespeare. Fu in questa occasione che ebbe inizio la sua partnership artistica con la prima ballerina Antoinette Sibley, per la quale Ashton creò il ruolo di Titania.
L’anno seguente gli fu affidato il personaggio di Benvolio alla première di Romeo and Juliet di Kenneth MacMillan, con Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev come interpreti principali, e danzò il ruolo di Romeo alla quinta rappresentazione.
Nel 1966 fu promosso Principal dancer.

A proprio agio nei grandi ruoli del repertorio classico, Anthony Dowell si distinse anche come interprete nei balletti dei coreografi contemporanei.
Negli anni Settanta intraprese una carriera internazionale esibendosi come guest artist in varie compagnie, tra le quali il National Ballet of Canada, il Joffrey Ballet e il Pact Ballet. Particolarmente ilevante fu la sua collaborazione con l’American Ballet Theatre, dove danzò al fianco di Natalia Makarova e Gelsey Kirkland e arricchì il proprio repertorio di nuovi balletti, fra i quali La Bayadère nella ricostruzione di Natalia Makarova, Don Quixote di Mikhail Baryshnikov Contredances di Glen Tetley (1979).
Nel 1974 creò il ruolo di Des Grieux nel balletto di MacMillan L’Histoire de Manon, che debuttò alla Royal Opera House.
Nel 1977 interpretò la parte di Vaslaw Nijinsky nel film Valentino di Ken Russell, dove in una celebre scena danzò il tango con Rudolf Nureyev.
Nel 1980, dopo due anni all’American Ballet Theatre, tornò al Covent Garden, dove nel 1984 si ritirò dal Royal Ballet, pur continuando a fare sporadiche apparizioni sulle scene in ruoli minori.

Per quindici anni, dal 1986 al 2001, Dowell fu direttore artistico del Royal Ballet. Durante il periodo della sua direzione portò la compagnia a standard altissimi, includendo nel repertorio coreografie di William Forsythe, Twyla Tharp e Glen Tetley e commissionando nuovi lavori alle giovani promesse della compagnia quali Christopher Wheeldon e Tom Sapsford, oltre a formare e portare al successo ballerini del calibro di Carlos Acosta e Darcey Bussell.

Sempre distintosi per la purezza della sua tecnica e per l’eleganza del suo movimento, emblema dello stile inglese, Anthony Dowell è considerato uno del massimi “danseurs nobles” del secolo scorso.

Foto: Royal Opera House

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