Al Gala finale del Novara Dance Experience grandi interpreti e una leggenda della Danza: Élisabeth Platel

il 5 giugno al Teatro Coccia

di Nives Canetti
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Il Gala di chiusura del Novara Dance Experience è ormai diventato un appuntamento fisso per la città, per il pubblico e per tutte le scuole che partecipano al concorso. Giunto infatti alla sua ottava edizione, il Gala è andato in scena la sera del 5 giugno al Teatro Coccia di Novara, in collaborazione col Comune di Novara, in collaborazione col Teatro Coccia e a favore della LILT Novara ODV, premiando i ragazzi delle scuole che partecipavano ai concorsi NDE e offrendo uno spettacolo di grande prestigio grazie ad ospiti internazionali di elevata caratura.

Il progetto NDE nasce con l’obiettivo di promuovere e diffondere la cultura della danza e dell’arte coreutica e dare possibilità concrete di formazione e lavoro ai giovani talenti che partecipano, all’interno di importanti Accademie, Compagnie e Teatri italiani.

Come sempre è stata una serata piena di danza, allegra e molto professionale: l’emozione sincera dei ragazzi è stata palpabile quando sono stati chiamati in scena per essere premiati da Francesco Borelli e dalla simpaticissima e bellissima Anbeta Toromani. Una coppia ormai rodata con una verve e un umorismo (quasi) degni di Sandra e Raimondo.

In alternanza alle esibizioni delle scuole, tra assoli duetti e coreografie di gruppo, ci sono stati come consuetudine importanti momenti di danza e riconoscimenti alla carriera di grandi personaggi della danza italiana ed internazionale.

Maia Makhateli, principal all’Het Nationale Ballet di Amsterdam e Andrea Sarri, premier danseur dell’Opéra di Parigi, hanno ballato splendidamente il passo a due dal secondo atto del Lago dei Cigni, eseguito da entrambi con grande raffinatezza, purezza di linee e compostezza, dove il gesto anche piccolissimo è riuscito a comunicare tutta l’intensità del momento. È raro trattenere il respiro durante questo passo a due molto visto, eppure qui è successo.

A Maia Makhateli è stato poi consegnato nel corso della serata il Premio alla Carriera. Georgiana nata a Tblisi e figlia di ballerini classici, nel 2002 a 17 anni si è classificata al secondo posto allo Youth American Grand Prix e poi ha ballato nel Colorado Ballet e nel Birmingham Royal Ballet. Nel 2007 approda all’Het Nationale Ballet dove viene nominata principal nel 2010 divenendo una delle colonne della compagnia e ballando in tutti i ruoli principali. La vediamo spesso in Italia dove ha ballato all’Opera di Roma e al San Carlo di Napoli, ospite nei Gala des Ètoiles di Daniele Cipriani. È apparsa per la prima volta alla Scala nel Gala Fracci 2026 insieme a Patricio Revé nel passo a due finale di Don Chisciotte, suo cavallo di battaglia in cui esibisce in equilibri mozzafiato. “Non lasciarsi distrarre dagli elementi esterni, ma mantenere convinzione e focus sui propri obiettivi” il consiglio che Makhateli ha dato alle giovani generazioni.

Al passo a due del Lago è  seguita la consegna dell’altro Premio alla Carriera a Élisabeth Platel. Un premio speciale che vuole essere un omaggio ad una vera leggenda della danza. Importantissima étoile francese, una delle stelle più luminose della “Generazione Nureyev”, dallo stile accademico più puro, Platel dopo una carriera eccezionale ha preso le redini nel 2004 della Scuola di Ballo dell’Opéra di Parigi, trasmettendo con eleganza e discrezione la sua eredità ai giovani allievi e preservando la purezza della scuola francese, così musicale, veloce e precisa. Il messaggio per i ragazzi che ha passato dal palco del Coccia è stato centrato sull’importanza del lavoro e sulla serietà dell’impegno che un ballerino deve avere per perseguire i suoi obiettivi. Andrea Sarri, suo ex allievo, le ha consegnato il premio ed è stato un momento di grande commozione.

A dimostrazione di come la forza espressiva della danza attraversa gli stili, Claudio Coviello e Vittoria Valerio, primo ballerino e solista del Teatro alla Scala, hanno danzato con trasporto il famoso passo a due da Le Parc di Angelin Preljocaj. Una delle coppie più affiatate della scena scaligera, hanno saputo ballare la progressione dell’avvicinarsi all’altro fino al momento del totale abbandono alla passione che culmina nel famoso bacio volante con una forza drammatica dai toni assolutamente non scontati.

Claudio Coviello ha poi ricevuto il Premio NDE al Talento, meritato riconoscimento per un interprete profondo e raffinato  Nato a Potenza e crescito alla Scuola dell’Opera di Roma, Coviello è arrivato alla Scala nel 2010 e nel 2013 viene nominato primo ballerino. Da allora abbiamo avuto la fortuna di vederlo crescere artisticamente interpretando tanti ruoli drammatici importanti da Albrecht a Siegfried, da Armand a Des Grieux, Lenski e Romeo, il principe Desiré. accanto a grandi partner internazionali. Oggi è uno dei principali rappresentanti della Scala nel mondo.

Nella seconda parte della serata sono state presentate due vere novità che quasi mai vediamo sui palcoscenici dei gala in Italia. Iana Salenko e Dinu Tamazlacaru, stelle dello Staatsballett di Berlino hanno portato una gemma di Petipa raramente rappresentata, il passo a due di Teresa e Pierre da “Cavlary alt”. Si tratta di un balletto comico nato per Pierina Legnani e Pavel Gerdt e narra la storia di due innamorati in un paesino austriaco osteggiata da un reggimento di Ussari. In puro stile ottocentesco, vicino al passo a due dei contadini di Giselle, è stata una deliziosa esibizione per una coppia di grandi professionisti che amiamo amato rivedere sul palco del Coccia.

Infine Romina Contreras e Jacopo Bellussi (premio NDE al talento 2025), entrambi principal dei Ballets de Montecarlo, hanno ballato il passo a due da “La Belle” di Jean Christophe Maillot. È un duetto appassionato, che inizia con il bacio del risveglio che sembra non finire mai, per cui i danzatori sono un unicum per buona parte del pezzo. Si tratta di un vero capolavoro, e non certo solo per questo incredibile inizio romantico tecnicamente non facile, ma per la freschezza e l’originalità di una coreografia che mantiene codici classici evolvendosi in uno stile moderno e che, come frequentemente in Maillot, si modula su una musica diversa, in questo caso il lungo assolo di violino del secondo atto del balletto di Tchaikovsky, solitamente interpretato dal principe. Bravissimi Contreras e Bellussi hanno espresso tutta la gioia di un inizio, di un risveglio e di un amore che sboccia.

La serata è terminata tra molti applausi per tutti i partecipanti in scena e con l’assegnazione del Premio Carla Fracci a Breiner Modica,  ragazzo decisamente meritevole: per la prima volta però il premio non è stato consegnato dalla signora Anna Maria Prina, che purtroppo quest’anno non ha potuto presenziare come madrina della manifestazione. Ci è mancata la sua presenza autorevole, e l’attendiamo con gioia per la nona edizione del Novara Dance Experience nel 2027.

Foto Monica Bragagnoli

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