Torinodanza Festival 2026: Una Geografia del Movimento

di Emanuele Burrafato
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Il Torinodanza Festival inaugura la sua programmazione autunnale, cuore pulsante della manifestazione, configurandosi come un vero e proprio crocevia del movimento. Compagnie provenienti da Europa, America e Asia delineano una mappa di estetiche in continuo dialogo tra tradizione, sperimentazione, riflessioni sul presente e sguardi aperti sul mondo. 

Il sipario si alza il 9 e 10 settembre alle Fonderie Limone con Sounding Light di Cheng Tsung-lung, che vede protagonista il celebre Cloud Gate Dance Theatre di Taiwan. Fondata nel 1973 da Lin Hwai-min, la compagnia è famosa nel mondo per la capacità di fondere le discipline orientali con la danza contemporanea e il balletto. Ad arricchire il debutto, il 7 settembre alle ore 18:00 nella Sala Piccola delle Fonderie Limone, si terrà un laboratorio dedicato a danzatori professionisti e allievi di livello intermedio-avanzato, guidato da due membri della compagnia per svelarne lo stile e le dinamiche compositive.

La rassegna prosegue il 12 e 13 settembre con il ritorno di Christos Papadopoulos, che presenta MY FIERCE IGNORANT STEP. Lo spettacolo, reduce dal grande successo al Romaeuropa Festival, mette al centro della scena i temi della resistenza e della resilienza individuale, invitando a una profonda riflessione sulla cupezza della modernità e sulla necessità di recuperare i sentimenti e i ricordi legati all’infanzia e all’adolescenza.

Le giornate del 17, 18 e 19 settembre vedono raddoppiare l’offerta del festival. Nella Sala Piccola debutta Secondo Quarto di luna, uno spettacolo concepito e interpretato da Viola Scaglione, direttrice del Balletto Teatro di Torino, che nasce dalla stretta collaborazione con Silvia Gribaudi, Marta Ciappina e Doriana Crema, e si concentra sul sottile confine tra ciò che decidiamo di mostrare e ciò che invece teniamo nascosto.

Contemporaneamente, la Sala Grande ospita Hofesh Shechter con In the brain, la nuova creazione pensata per la formazione giovanile Shechter II. Prendendo spunto da Cave — opera realizzata a New York nel 2022 per la Martha Graham Company — la performance offre un’immersione intensa ed elettrizzante di ritmo ed energia collettiva, intesa come viaggio pulsante nelle profondità della coscienza.

Il 23 settembre vede un nuovo doppio appuntamento alle Fonderie Limone. Nella Sala Piccola, il coreografo portoghese Marco da Silva Ferreira propone fantasie Minor, un vivace dialogo tra due giovanissimi danzatori in cui la celebre Fantasia in fa minore per pianoforte a quattro mani di Franz Schubert viene contaminata dai ritmi della house, dell’hip-hop e della dancehall. Nella stessa sera, la Sala Grande accoglie Michele Di Stefano con Smoking rooms. Lo spettacolo riproduce l’atmosfera sospesa di luoghi di prossimità forzata — come una sala d’attesa, una smoking lounge o l’anticamera di un ufficio — esplorando la fragilità intrinseca di ogni piccola collettività temporanea, che nasce proprio dalla condizione dell’attesa.

L’esplorazione delle relazioni umane e della codipendenza contemporanea prosegue il 26 e 27 settembre nella Sala Piccola con Amae no kōzō, spettacolo diretto da Eliana Stragapede e Borna Babić con la drammaturgia di Margherita Scalise, incentrato sul delicato equilibrio tra attaccamento e autonomia. Nelle stesse sere, la Sala Grande ospita la Compagnie de Chaillot guidata da Rachid Ouramdane con Contre-Nature. Il coreografo continua qui la sua ricerca sul gesto aereo, portando in scena dieci danzatori dagli stili eterogenei per dare vita a un linguaggio unico, al crocevia tra danza e volo.

Il mese si chiude il 30 settembre con due proposte di rilievo. Nella Sala Piccola va in scena Coraggio la sfortuna non esiste, creazione di Noemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali per la VIDAVÈ Company in collaborazione con Orbita | Spellbound: un duetto intimo in cui ego e alter ego si incontrano in uno spazio di luci e ombre. Nella Sala Grande, la MM Contemporary Dance Company diretta da Michele Merola presenta un trittico che unisce repertorio e contemporaneità. La serata include due celebri coreografie di Sidi Larbi CherkaouiLa morte del cigno, creata in esclusiva per la compagnia di Merola, e l’ormai classico Faun — seguite da Atto bianco di Enrico Morelli, una rilettura dalle suggestioni originali del secondo atto de Il lago dei cigni di Čajkovskij.

Il fine settimana del 3 e 4 ottobre si apre nella Sala Piccola con Chiara Bersani e il suo MICHEL THE ANIMALS I AM. Concepito come una performance-concerto ed evoluzione dell’assolo Animale del 2021, il lavoro scardina l’idea di un’unica forma di bellezza, mostrando le inedite possibilità espressive dei corpi non normati. In contemporanea, la Sala Grande ospita il trittico Thrice di Damien Jalet, ispirato alla poesia Vento, acqua, pietra di Octavio Paz. Il percorso si snoda tra il pezzo aereo Gusts, accompagnato dalla musica dal vivo del sassofonista norvegese Bendik Giske, le suggestioni mitologiche di Médusés e le profondità sottomarine della sezione finale, Brise-lames.

Il 7 ottobre la Sala Piccola accoglie We are who we are di e con Michael Incarbone e Max Gomard, un processo di co-autorialità che celebra l’incontro tra due artisti coetanei alla ricerca di un’identità comune. Nella Sala Grande, la compagnia Dewey Dell (con la regia di Agata e Teodora Castellucci e Vito Matera) affronta invece il melodramma barocco con Dido and Aeneas, sostenuto da una suggestiva riscrittura elettroacustica del capolavoro di Henry Purcell.

Il festival giunge al termine nelle giornate del 10 e 11 ottobre. La Sala Piccola ospita l’anteprima nazionale di Madeleine della coreografa Stefania Tansini, un’indagine sensoriale ispirata a Marcel Proust che fa collassare passato e presente per risvegliare corpi non addomesticati. La chiusura ufficiale in Sala Grande è affidata al coreografo americano Kyle Abraham con Cassette vol.1, un nostalgico e potente omaggio alla cultura pop degli anni ’80.

Il gran finale dell’edizione 2026 si terrà il 10 ottobre alle ore 22:00 nel Foyer delle Fonderie Limone con un imperdibile DJ party a tema anni ’80, animato dalla star della consolle e leggenda dell’hip-hop Maurizio Cannavò, in arte Next One. Nel corso della serata, a suggellare la rassegna, verrà presentato in prima nazionale l’atteso assolo show pony, firmato ancora una volta da Kyle Abraham.

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