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Roma Opera Aperta

Il Lago dei Cigni è in assoluto il balletto che conta il maggior numero di repliche al Teatro dell’Opera di Roma. Il cromatico contrasto del bianco e del nero, che pervade di sé l’intera tessitura coreutica e narrativa, il drammatico dissidio di Odette che, fra le tracce di malinconia nel viso e nell’anima, è costretta da un incantesimo ad essere cigno di giorno e a tornare umana di notte: tutto questo non ha mai smesso di incantare il pubblico di tutto il mondo e, in particolare, quello che è tornato a riempire le terme di Caracalla di Roma. Fresco del successo al Costanzi durante la stagione invernale, la riproposta della versione del Lago di Patrice Bart, come era senz’altro prevedibile, è stato un tutto esaurito. Nonostante la pioggia e il clima autunnale, che hanno fatto interrompere la rappresentazione due volte, il capolavoro è andato in scena ugualmente, concentrato, così come voluto dallo stesso Bart, in due atti.

La storia dei due amanti è stata rivisitata in alcune dinamiche della drammaturgia contemporanea, come ad esempio nel tratteggio e nella volumetria della figura di Sigfried, interpretato da un bravissimo Paulo Arrais, Principal al Boston Ballet: il principe, cresciuto sotto l’ala protettrice della madre, giovanissima e scaltra regina, desidera in tutti i modi liberarsi della invadente influenza materna, soffocato com’è dal suo affetto e dai suoi sentimenti. Affetto e sentimenti che vanno ben al di là dell’amore di una madre. Un Lago, dunque, dal forte impatto psicologico, la cui trasposizione al periodo dei primi del Novecento con abiti sontuosi ha voluto rendere omaggio proprio a quel periodo della storia in cui nacquero la psicoanalisi e lo studio della dinamiche vittima-carnefice. Un Lago che assume via via i tratti, per così dire, di una scacchiera in cui si combatte un gioco fatale e dove alla fine nessuno vince: neppure la giovane regina, condannata com’è a rimane sola.

 

Straordinaria interprete Ludmilla Pagliero, argentina di nascita ed étoile dell’Opéra di Parigi, la quale ha incantato il pubblico con la sua misurata ed elegantissima interpretazione mai sopra le righe e carica di  virtuosismi. Visionario poi, l’allestimento di Luisa Spinatelli, maestra delle più fini sfumature, il tutto coronato dalla magistrale direzione della bacchetta di Nicr Kabaretti.

Oggi è il 4 Dicembre 2020

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