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Un ricco Gala chiude l’anno accademico degli allievi della Scuola di Ballo della Scala

Domenica 5 giugno alle h.14 e lunedì 13 giugno alle h. 20 gli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala tornano a danzare sul palcoscenico del prestigioso teatro, accompagnati dall’orchestra dell’Accademia, diretta da David Coleman.

Il programma, paragonabile a quello di una compagnia di professionisti, molto impegnativo per gli allievi, inizia con una presentazione del Direttore della Scuola Frédéric Olivieri, e offre coreografie di altissimo livello firmate dai più grandi maestri del Novecento e di oggi: La Luna di Maurice Béjart, Un ballo di Jirí Kylián, Tarantella e Theme and Variations di George Balanchine.

La Luna è un assolo che fa parte del balletto Heliogabale, creato dal grande maestro Maurice Béjart per Luciana Savignano nel 1976, sull’adagio del Concerto per violino in Mi maggiore di Johann Sebastian Bach. Proprio con questo pezzo, dopo una vicenda un po’ dibattuta, Sylvie Guillem, appena diciottenne, vinse l’International Ballet Competition di Varna. Divenuto nel tempo un titolo a sé grazie alla sua compiutezza compositiva e alla sua grande intensità interpretativa, è stato concesso per la prima volta nel 2015 alla scuola di ballo scaligera.
Sarà Martina Dalla Mora, neodiplomata, ad interpretare sul palcoscenico della Scala questa coreografia, guidata da Piotr Nardelli, danzatore del Ballet du XX siècle di Béjart, divenuto poi assistente del maestro.

Segue Un ballo di di Jirí Kylián, una novità per la scuola scaligera, primo lavoro del coreografo ceco pensato esclusivamente per la NDT II, la compagnia di giovani da lui stesso fondata nel 1978. Ideato sulle versioni orchestrali del Tombeau de Couperin e della Pavane pour une infante défunte di Maurice Ravel, Un ballo è un pezzo creato per il piacere della musica, in cui i ballerini si muovono in una scena vuota, illuminata da filari di candele disposte su binari metallici sospesi. I costumi, disegnati da Joke Visser, ghette grigie su pantaloni neri alla francese e gilet per i ballerini e bustino su ampie gonne di raso, rigorosamente tutto in nero, per le ballerine, divengono parte integrante della coreografia. Nella prima parte trovano spazio tre pas de deux, mentre nella seconda, sulla musica della Pavane, si danza è una scena d’insieme, con sette coppie.
A curare la preparazione degli allievi sono stati chiamati due ex danzatori della compagnia NDT II, passati poi nella compagnia principale NDT I, dove hanno avuto la possibilità di intraprendere una brillante carriera professionale: Shirley Esseboom e Yvan Dubreuil. Quest’ultimo era nel cast di Un ballo in occasione della première, nel 1991.

Chiudono lo spettacolo due brani di uno dei massimi coreografi del Novecento: Tarantella e Theme and Variations di George Balanchine. Tarantella, creato nel 1964 su musiche di Louis Moreau Gottschalk, è un pezzo dal ritmo molto veloce, e spensierato, di altissima difficoltà tecnica e grande virtuosismo, affidato a due allievi degli ultimi corsi.In chiusura, Theme and Variations, concesso per la prima volta alla scuola scaligera nel 2011. Creato nel 1947 per il New York City Ballet, la coreografia venne pensata per celebrare il grande periodo d’oro del balletto russo: l’ultimo movimento della Suite n° 3 in sol maggiore di Tchajkovskij accompagna dodici variazioni, che richiedono raffinate doti
tecniche e artistiche: una coppia principale e dodici ballerine aprono il balletto in un crescendo coreografico tra fughe, adagi, pas de deux e grande polonaise finale.

Giada Feraudo

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