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Teatro Bolshoj: il Festival celebrativo dei 9o anni di Yuri Grigorovich

Esistono, a mio avviso, personalità nel mondo della danza, ma non solo, che evocano in noi, anche solo nominandole, suggestioni di un’intera epoca, immagini di talento, genialità e grande carisma e che hanno consegnato alla storia capolavori immensi che il tempo non deteriora, ma anzi esalta.

Tra queste persone possiamo annoverare sicuramente Yuri Grigorovich, grande coreografo russo, diplomatosi alla Petersburg School of Russian Classical Ballet, le cui produzioni hanno segnato la storia della danza determinando lo sviluppo del balletto russo.

Dal 1964 al 1995, Yuri Grigorovich è stato infatti una figura di primissima importanza, il capo coreografo del Teatro Bolshoj di Mosca, la persona che ha portato la compagnia a risultati artistici tali da ottenere rispetto e considerazione a livello mondiale; con lui si sono realizzate oltre 90 tournée internazionali stabilendo così il primato della scuola russa di balletto classico in tutto il mondo.

Grigorovich ha messo la sua firma sulla quasi totalità del repertorio del Bolshoj inventando coreografie ex novo,  quali “Schiaccianoci” (1966), “Spartacus” (1968), “Ivan The Terrible” (1975), “Angara” (1976), “Romeo and Juliet” (1979), “The Golden Age” (1982), ma anche rielaborando quelle già esistenti come: “ La Bella Addormentata” (1963, 1973) e “Lago dei Cigni”(1969), “Raymonda” (1984), “Giselle” (1987), “La Bayadère” (1991), “Don Quixote” e “Le Corsaire” (1994).

Yuri Grigorovich non ha però lavorato solo per il Teatro Bolshoj di Mosca: tra il 1994 e il 1996 ha fondato una nuova compagnia, il Grigorovich Ballet, di cui attualmente è direttore e coreografo formata oggi da oltre 100 ballerini provenienti dalle più prestigiose scuole russe, ma anche da solisti internazionali. Dalla sua fondazione, ha effettuato tournée in tutto il mondo guadagnandosi un posto d’onore, insieme a Bolshoi e Kirov, tra le grandi compagnie della tradizione classica russa.

Comprensibile quindi la decisione del Direttore del Teatro Bolshoj di organizzare un colossale Gala in onore dei novant’anni del Maestro , compiuti il giorno 2 Gennaio e celebrati proprio alla fine di una rappresentazione di “Schiaccianoci”, (versione Grigorivich ovviamente), su quel palco che ha visto raccogliere nei trent’anni della sua attività, tantissimi grandi successi.

Per due interi mesi, dal 2 Gennaio al 24 Febbraio infatti, si avvicenderanno sul palco del Teatro Moscovita, tutte le sue più prestigiose creazioni, dando vita ad un vero Festival  della danza che vuole essere al tempo stesso un Giubileo per Yuri Grigorovich.

Si inizia con “Lo Schiaccianoci”, dal 2 all’8 Gennaio, poi è la volta di un altro grande classico: “Lago dei Cigni” l’11 e il 12 Gennaio e di un caposaldo del balletto russo come “Spartacus” in scena il 14 e 15 Gennaio, si passa poi a “Bella Addormentata” dal 19 al 22 Gennaio, seguita  dal 25 al 28 Gennaio da “La Bayadere”. L’1 e il 2 Febbraio in cartellone sarà  “The Golden Age”, dal 7 al 9 Febbraio “A Legend of Love”, l’11 e il 12 Febbraio “Romeo e Giulietta” continuando il 15 e il 16 Febbraio con “Raymonda”, per finire con “Giselle” il 18 e 19 Febbraio e “Ivan il Terribile”dal 24 al 26 Febbraio.

La sera del 2 Gennaio, giorno del compleanno del Maestro, mi trovavo in prima persona al Teatro Bolshoj di Mosca per assistere alla rappresentazione di Schiaccianoci. Non riesco ad esprimere a parole tutte le emozioni che ho provato in quella serata. Già commossa dallo spettacolo, mi sono ritrovata a provare una nuova inaspettata emozione: la chiamata sul palcoscenico di Yuri Grigorovich che, in barba ai suoi 90 anni appena compiuti, entra in scena con eleganza e padronanza a ricevere gli applausi , non solo del pubblico che lo onora con una standing ovation di almeno 15 minuti, ma anche dei ballerini stessi che non fanno che inchinarsi a lui mentre una pioggia infinita di lustrini cade inondando d’oro la scena.

La sera, in albergo, leggendo il programma di sala distribuito prima dello spettacolo, trovo una frase di Grigorovich che riassume la grandezza della sua ispirazione durata per così tanti anni e infusa nei suoi capolavori : “Quando mi trovai a pensare a come affrontare la mia prima coreografia, Schiaccianoci, furono così tante le idee nella mia testa che rischiai di esserne sopraffatto, ma poi, decisi di affidarmi al compositore, alla sua idea e tutto venne da sé. Mi bastò semplicemente ascoltare la musica e seguirla…”

Crediti fotografici: Jack Devant, Paul B. Goode

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