La danza nel cinema Rubriche

Scarpette Rosse, il grande classico amato da tutti

“Il tempo fugge, l’amore fugge, anche la vita fugge, ma le scarpette rosse danzano ancora.”

Scarpette Rosse (titolo originale The Red Shoes) è un film di Michael Powell e Emeric Pressburger del 1948, considerato un caposaldo della storia del cinema che ha ispirato e influenzato molti altri film sulla danza (sino al “Il cigno nero” di Darren Aronofsky del 2010). Qui, l’arte è intesa come passione totale e sacrificio, una favola ma anche un dramma psicologico: “Scarpette rosse” è un film di sentimenti forti ed estremi intriso di romanticismo.

La storia narra della giovane e talentuosa ballerina Vicky Page (Moira Shearer) che vive la propria esistenza in funzione della danza. Il geniale ed austero Boris Lermontov (Anton Walbrook) impresario e direttore di una celebre compagnia di balletto in cui si è appena liberato il posto di prima ballerina, intuendo il potenziale della ragazza, ne pianifica la carriera portando Vicky al successo con il nuovo balletto “Scarpette rosse” tratto dalla fiaba di Hans Christian Andersen “Le scarpette rosse” (De røde Skoe) del 1845. Lermontov commissiona le musiche del balletto al giovane compositore Julian Craster (Marius Goring). Quest’ultimo intreccia una relazione amorosa con Vicky e quando Lermontov scopre il legame tra i due, da personalità eccessiva quale è, licenzia Julian. Si può parlare di un vero e proprio triangolo amoroso in cui il vertice non è una terza persona ma è l’arte. Vicky si trova a dover affrontare la difficile scelta tra sentimenti e palcoscenico. Dapprima crede di poter lasciare il balletto, poi capisce che la danza è tutta la sua vita. Il teatro come luogo di smarrimento di se stessi: completamente identificata nella protagonista della fiaba di Andersen, vittima del maleficio delle scarpette rosse, Vicky danzerà fino alla morte. Una favola che diventa tragedia e che racconta in modo estremo l’eterno conflitto tra arte e vita.
Dal punto di vista cinematografico, ci troviamo di fronte ad un linguaggio sperimentale, che azzarda con movimenti della macchina da presa, trucchi scenici, luci e colori. La lunga sequenza (15 min) del balletto Scarpette rosse, mostra grandi perizie tecniche nelle riprese della coreografia e regala allo spettatore del grande schermo punti di vista che da una platea non avrebbe. C’è il superamento della dimensione teatrale.
Nel film appaiono anche frammenti di celebri balletti del repertorio classico quali Giselle, La bottega fantastica, Coppelia, Les Sylphides, Il lago dei cigni. Nonostante, rispetto agli anni in cui è stata girata la pellicola, ci sia stata un’evoluzione della tecnica della danza in direzione di un sempre maggiore atletismo, si resta ancora incantati di fronte alle performance ricche di espressività che vediamo in Scarpette rosse, forse soprattutto perché ci ricordano che la danza è arte e non ginnastica. Non dimentichiamo che il cast è di altissimo livello, un nome per tutti è quello di Léonide Massine.
Il film è un vero capolavoro ed ebbe successo immediato. Ancora oggi registi come Francis Ford Coppola, Martin Scorsese e Brian De Palma, lo citano come uno dei loro film preferiti.
Scorsese, in particolare, nel 2009 insieme a Thelma Schoonmaker ha curato il restauro della pellicola: il recupero dei film affinché non vengano distrutti dal passare del tempo, è un’attività a cui si dedica da molti anni per garantire la conservazione della memoria senza la quale la cultura non sopravvivrebbe.
“Scarpette rosse” è stato il debutto cinematografico della ballerina e attrice Moira Shearer. E’ stato presentato in concorso alla 13ª Mostra del Cinema di Venezia (nomination Leone d’Oro a Michael Powell e Emeric Pressburger) ed ha vinto due Oscar agli Academy Awards del 1949: miglior scenografia e costumi, miglior colonna sonora.

Genere: musicale, drammatico
Anno: 1948
Regia: Michael Powell e Emeric Pressburger
Soggetto: Emeric Pressburger, dall’omonima fiaba di Hans Christian Andersen
Sceneggiatura: Michael Powell e Emeric Pressburger
Attori: Moira Shearer, Anton Walbrook, Marius Goring, Léonide Massine, Robert Helpmann, Ludmilla Tchérina, Esmond Knight, Austin Trevor, Albert Basserman, Irene Browne, Bill Shine, Julia Lang, Marie Rambert
Fotografia:  Jack Cardiff
Montaggio:  Reginald Mills
Musiche: Brian Easdale
Coreografie: Robert Helpmann, Léonide Massine
Scenografia e costumi: Hein Heckroth e Arthur Lawson
Produzione: The Archers
Paese: Gran Bretagna
Lingua originale: inglese / francese / russo
Durata: 133 min

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