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Oggi festeggiamo i novantacinque anni di Alicia Alonso, la prima ballerina assoluta

I novantacinque anni di Alicia Alonso oggi si festeggiano soprattutto a L’Avana perché è proprio lì che una delle più belle Giselle del mondo ha voluto circoscrivere il viaggio di una vita. Eppure non tutti sanno che le origini artistiche di Alicia Alonso non sono propriamente cubane, né si osava immaginare che avesse studiato presso la School of American Ballet a New York prima di esibirsi in alcuni musical a Broadway. Un avvio che quasi stride con l’icona della danza classica cubana per più di mezzo secolo, sotto l’egida di Fidel Castro ed anche dopo. Nel 1939 entra infatti nella compagnia fondata da George Balanchine, l’American Ballet Caravan, precursore dell’attuale New York City Ballet. Nella prestigiosa e nuovissima compagnia passerà i migliori anni della sua carriera di ballerina interpretando i grandi ruoli del balletto classico.

Nominata in seguito étoile, avrà l’occasione di lavorare con i più grandi coreografi del tempo quali Michel Fokine, George Balanchine, Leonide Massine, Bronislava Nijinska, Antony Tudor, Jerome Robbins e Agnes de Mille. Un passato che evidentemente ha arricchito oltremodo la giovanissima Alicia Alonso capace, poi, di esprimersi ad altissimi livelli tanto nel repertorio classico che in quello contemporaneo, non dimenticando mai gli insegnamenti di Vilzar-Schollar e Vera Volkova. Proprio durante la Seconda Guerra Mondiale il nome della ballerina Alicia Ernestina de la Caridad dei Cobre Martinez Hoyo, il nome per intero dell’etoile cubana, circolava sempre più assiduamente negli ambienti più influenti, fino alla fondazione della Compagnia di Balletto Alicia Alonso a L’Avana nel 1948 e della relativa scuola due anni più tardi. Da precisare che il cognome Alonso entrerà nel merito solo da quando appena quindicenne sposerà il partner Fernando Alonso. Sul finire degli anni Quaranta le furono affidate le chiavi del destino coreutico cubano, offrendo grande smalto al balletto ed alla sua stessa persona. Il mito di Alicia Alonso crebbe così tanto che con Fidel Castro giunse a ricoprire il duplice ruolo di direttrice e prima ballerina del Balletto Nazionale di Cuba. Tutto all’insegna della fedeltà alla propria terra, difendendone ad oltranza i valori e proponendo al mondo intero le indiscutibili qualità espresse dai talenti di svariate generazioni ai piedi del mito di Alicia Alonso.

Oggi compie novantacinque anni e da ben venticinque ha istituito il Festival di Danza proprio a L’Avana, così da aprire spiragli incredibili di crescita per il proprio popolo danzante e per i numerosi critici ed addetti ai lavori invitati di volta in volta. In questa edizione 2016, ad esempio, la compagnia ospite più importante è l’ensemble di Martha Graham chiamato a rimescolare saggiamente le carte del repertorio da proporre al numeroso pubblico accorso sin dalla prima edizione. Eh sì, perché non si può associare il nome di Alicia Alonso al solo titolo di “Giselle” che, in verità, ne ha segnato la carriera classica per decenni. La versatilità della ballerina cubana le ha invece consentito di misurarsi con un repertorio ben più vasto, basti pensare ad “Undertow” di Antony Tudor, “Theme and Variations” di George Balanchine, “Fall River Legend” di Agnes de Mille, “Romeo e Giulietta” di Alberto Alonso, “Nous nous verrons hier soir” di Alberto Mendez e “Carmen” ancora di Alberto Alonso. I titoli del repertorio personale della Prima Ballerina Assoluta non sono soltanto quelli interpretati in prima persona, tutt’altro. Esistono infatti numerose versioni dei grandi balletti classici riadattate a livello internazionale come al Teatro dell’Opera di Parigi (“Giselle”, “Grand pas de quatre”, “La Belle au bois dormant”), all’Opera di Vienna ed al Teatro di San Carlo di Napoli (ancora “Giselle”), all’Opera di Praga (“La fille mal gardée”) ed al Teatro Alla Scala di Milano (“La Belle au bois dormant”). Titoli che hanno accompagnato la storia della danza e del balletto di tutto il secondo Novecento a riprova della caratura del personaggio e dei contenuti impressi nel suo popolo danzante e di quello altrui. Solo la cecità ha potuto limitare l’immenso talento di Alicia Alonso che, già diciannovenne, ha dovuto subire passivamente il nefasto destino.

Oggi la novantacinquenne prima Ballerina Assoluta continua a far parlare di sé, soprattutto per l’opera della compagnia che fu fondata con il suo nome e divenuta prestissimo vessillo coreutico nazionale. In giro per il mondo ci sono talenti cubani a significare l’immenso lavoro di Alicia Alonso che negli anni ha creato un vero e proprio fenomeno di Cubania, come proposto l’estate scorsa al Ravello Festival diretto da Laura Valente. Fu proprio la musicologa milanese ad insistere a fortificare il ponte della riconciliazione USA-Cuba con due serate interamente dedicate all’americana Karole Armitage ed alla Cubania, in scena con i migliori interpreti della Compagnia de L’Avana in giro per il mondo. Ne è scaturita una vera e propria festa a duplice bandiera, quasi premonitrice dell’ultimo grande evento che ha colpito l’isola centro-americana con la morte di Fidel Castro. Ora il mondo cubano forse cambierà definitivamente ma, per fortuna, ci sarà ancora la Prima Ballerina Assoluta a dettare la legge della danza. A prescindere dalla sua piccola grande Isla e dalla perdurante cecità.

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