Sipario: vite di danza

“La danza, una scoperta assoluta e totalizzante”. Massimo Murru

Massimo Murru nasce a Milano il 21 luglio del 1971, città nella quale inizia a studiare danza, presso la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala; il diploma arriva nel 1990, conquistato interpretando Franz nel balletto Coppelia. Lo stesso anno si unisce al Corpo di Ballo scaligero e, solo quattro anni più tardi, viene promosso a Primo Ballerino per volontà dell’allora direttrice Elisabetta Terabust.

È la scintilla che accende la luminosa carriera di Massimo Murru che, in breve tempo, danza tutti i ruoli principali del repertorio classico. Lo Schiaccianoci, Il lago dei cigni, La Bella addormentata, Cenerentola, Giselle, La Sylphide, La Bayadère, Romeo e Giulietta, Études, Petruskha. E ancora Il rosso e il nero di Uwe Scholz, La bisbetica domata, Winter Dreams, Marguerite et Armand, A Month in the Country, Ondine, Agon, Apollo, I Quattro Temperamenti, Sogno di una notte di mezza estate.

È diretto dai più grandi coreografi al mondo; tra questi,  colui che certamente dimostra tutta la sua ammirazione per Murru è Roland Petit che lo vuole come interprete dei suoi celebri capolavori: Carmen, Il pipistrello, Proust, ou Les intemittences du coeur e Notre-Dame de Paris, quest’ultimo danzato sul palco dell’Opera di Parigi. Petit per lui crea lavori inediti, come l’incantevole Chéri, con Carla Fracci, e ancora l’assolo Les feuilles mortes.

Meraviglioso Albrecth nella Giselle di Mats Ek, danza il ruolo di Don Josè nella Carmen dello stesso Ek per la prima, insieme a Sylvie Guillem di fronte al pubblico entusiasta del Covent Garden di Londra. Partecipa alla prima collaborazione tra William Forsythe e la Scala, dalla quale nasce Quartetto, interpretato insieme ad Alessandra Ferri, Maximiliano Guerra e Desmond Richardson. Con Alessandra Ferri, sua fedele compagna sulla scena, danza nella Cenerentola di Rudolf Nureyev.

Non mancano nella sua carriera le partecipazioni internazionali che lo portano ad esibirsi di fronte alle gremite platee di Giappone e Stati Uniti, e dei più prestigiosi teatri europei.

Nel 2003 il talento di Massimo Murru viene consacrato con la nomina di étoile del Teatro alla Scala.

Oltre ad Alessandra Ferri, Sylvie Guillem danza in moltissime occasioni al fianco di Murru; nel 2004 danzano insieme L’Histoire de Manon e La Sagra della primavera di Maurice Bejart. Nel 2006 è con lei per il suo addio alla scena inglese nel Romeo e Giulietta di MacMillan alla Royal Opera House londinese.

Con l’avanzamento della carriera, per Murru aumentano i ruoli in lavori più contemporanei, come Le Parc di Preljocaj con Aurelie Dupont nel 2007, nel 2008 Mediterranea di Bigonzetti e ancora Arlesienne e Pink Floyd Ballet di Petit.

Nel 2010 si cimenta nell’interpretazione di Chant du Compagnon Errant che Maurice Béjart aveva creato per l’immenso Rudolf Nureyev. Ancora una volta, accompagna Sylvie Guillem nel suo saluto al pubblico scaligero, danzando L’Histoire de Manon in una serata che resterà per sempre negli annali della danza.

Massimo Murru, riservato, di grande sensibilità artistica, in grado di caratterizzare con il suo tocco interpretativo ogni ruolo assegnatogli, continua a danzare nelle rappresentazioni scaligere e prende parte alle tournée con il corpo di ballo, incantando ancora ed emozionando con il suo squisito movimento. 

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