Sipario: vite di danza

Alessandra Ferri: “il privilegio di vivere il mio sogno”

Alessandra Ferri nasce il 6 maggio 1963 a Milano, la città che l’avrebbe vista diventare una delle più grandi interpreti al mondo, stella del firmamento della danza.

Inizia a studiare alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala; allieva prediletta di Ljuba Dobrievich, a soli quattordici anni ottiene una borsa di studio del British Council che le consente di volare a Londra e formarsi presso la Royal Ballet School.

Si tratta di un evento senza precedenti e si rivela essere la grande occasione per Alessandra Ferri, la quale, solo pochi anni dopo, nel 1983, viene nominata Principal Dancer della compagnia. Incanta Sir Kenneth MacMillan che la vuole per danzare i suoi lavori più importanti, primo fra tutti Romeo e Giulietta, ma anche L’Histoire de Manon; il coreografo crea brani ad hoc, modellati su Alessandra, come A Different Drummer. In breve tempo, i riconoscimenti della critica si fanno sempre più positivi e affettuosi, tanto che diventa Ballerina dell’anno per Dance and Dancers e per il New York Times.

Nel 1985 fa capolino nella vita di Alessandra Ferri l’immenso Mikhail Baryshnikov, con il quale avrebbe sancito un sodalizio artistico duraturo e di successo. Proprio Baryshnikov, vedendola alla Scala, la invita all’American Ballet Theatre per unirsi alla compagnia; sono anni di grande crescita e di intenso lavoro, con tournée mondiali che la impegnano gran parte dell’anno. Nel 1986, sempre al fianco di Mikhail, danza Giselle sul grande schermo, dando nuova luce al balletto classico. Con l’ABT ha la possibilità di esprimere tutta la potenza della sua dote artistica danzando il grande repertorio: Romeo e Giulietta, Giselle, Manon, Don Chisciotte, La Bayadere, Lo Schiaccianoci, La Sonnambula, La Sylphide, Il Lago dei Cigni, Les Sylphides, Fall River Legend, Other Dances.

Nel giro di qualche anno, per Alessandra iniziano a piovere da ogni dove inviti come artista ospite internazionale; tutti i teatri più illustri vogliono che la danzatrice italiana calchi il loro palcoscenico. Da New York a Toronto, da Parigi a Mosca, da Tokyo ad Atene e Cuba, e nella sua Italia, da Milano, a Firenze, Roma, Napoli e Palermo.

Il 1992 è segnato da un incontro fondamentale per la vita e la carriera di Alessandra Ferri; il maestro Roland Petit chiama la ballerina all’Opera di Parigi perché desidera vederla danzare la sua Carmen, e Alessandra diventa la prima italiana, oltre che una delle pochissime star internazionali, ad aver ricevuto un tale onore. Dopo Carmen, la Ferri brilla in altri lavori firmati da Petit, come Coppelia, Le diable amoreux, La chambre e il capolavoro Le jeune homme et la mort.

Per festeggiare il suo decimo anno di carriera a New York, nel 1995 il Metropolitan Opera House, tempio della danza della grande mela, organizza una serata in suo onore, occasione in cui la Ferri balla Giulietta, ruolo molto caro alla danzatrice.

Il legame con la sua città non si è mai spezzato e in questi anni si fa sempre più saldo; fa ritorno nel suo Teatro, nella sua Scala, dove tutto ha avuto inizio, e dove diventa prima ballerina assoluta, danzando tutto ciò che di danzabile prevede il repertorio. Una carriera veramente eccezionale, luminosissima, che si conclude con il suo addio alle scene nel 2007, accolto con rammarico e dispiacere dal tutto il mondo della danza. Un saluto, quello di Alessandra, motivato dal suo desiderio di fermarsi “un attimo prima per non rompere l’incantesimo”, per essere fedele al suo “troppo rispetto per quello che deve essere la danza”. Tra i teatri che l’hanno accolta negli anni, saluta la sua Scala danzando Marguerite ne La Dama delle Camelie, “ruolo speciale ed eterno” come eterna è lei, Alessandra Ferri.

Nella vita della Ferri ci sono stati grandi amori, oltre a quello più forte e totale per la danza. Nel 1996 conosce Fabrizio Ferri, fotografo e artista, ed entrambi si innamorano l’uno dell’altra, un sentimento travolgente che li unisce. I due si sposano e dalla loro unione nascono Matilde ed Emma. Suo marito è autore degli scatti più intensi ed emozionanti che la ritraggono e immortalano per sempre perfetta e imperturbabile. Nonostante tutto, Alessandra si separa dal marito nel 2012 e, danzando, condivide il suo stato d’animo con il pubblico in The Piano Upstairs, lavoro da lei stessa firmato. 

2013. 50 anni. Un traguardo che Alessandra Ferri vuole celebrare annunciando inaspettatamente il suo ritorno in palcoscenico. Tra lo stupore e la gioia di tutti, Alessandra si concede nuovamente al suo pubblico che tanto l’ha amata e che ha di nuovo l’occasione di ammirarla. Nel dare una spiegazione alla sua decisione, la Ferri dichiara con molta sincerità di voler proseguire nel suo percorso di vita di donna con un rinnovato approccio alla danza: “mi piace pensare che questo non sia un ritorno sulle scene ma un andare avanti nella mia vita artistica che non è slegata da quella di donna”.

“Nella mia nuova vita artistica quello che è molto bello è che non la sento più come una carriera; è un ritorno alle origini, dell’Alessandra che ballava da bambina solo per passione, e sono ritornata così, con la consapevolezza di avere il privilegio di poter vivere il mio sogno”.

Nel 2015 e nel 2017 danza alla Royal Opera House in Woolf Works, un balletto ispirato agli scritti di Virginia Woolf. Per la sua performance vince il Laurence Olivier Award per l’eccellenza nella danza.

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