Sipario: vite di danza

Una dea che rivela infinita grazia e bellezza danzando: Svetlana Zakharova

Svetlana Zakharova, fulgida stella della danza mondiale, ballerina dalla tecnica fortissima, al limite della perfezione, nasce in Ucraina, il 10 Giugno del 1979 e muove i suoi primi passi in una scuola locale, studiando soprattutto danza folkloristica; viene poi ammessa all’età di dieci anni, alla Scuola Coreografica di Kiev, dove, seguita dalla grande insegnante Valeria Sulegina, si diploma sei anni dopo.

Alla conclusione degli studi presso la scuola di Kiev, Svetlana Zakharova, decide di partecipare al prestigioso Concorso Internazionale per Giovani Ballerini, tenuto a San Pietroburgo, presentandosi con tre complesse variazioni, Florine, Tchaikowsky Pas de Deux e Paquita, aggiudicandosi il secondo posto e, insieme a questo, la possibilità di entrare all’Accademia Vaganova di San Pietroburgo per concludere il suo perfezionamento.

Inaspettatamente, invece di accedere al secondo corso, viene ammessa grazie al suo straordinario talento, direttamente al terzo e ultimo corso, nella classe di Elena Efteeva, emerita ballerina del Kirov, che le concede di esibirsi con la compagnia al Marinskij, nonostante non fosse ancora diplomata, danzando come Masha in Schiaccianoci, nella Morte del Cigno e nell’Atto delle Ombre di Bayadére, e ancora come Regina delle Driadi nel Don Chisciotte, ruolo che le valse un applauso spontaneo ed ammirato da parte di tutti i “veterani” del Kirov durante le prove generali in teatro.

Il diploma dell’Accademia Vaganova arriva nel 1996 e a soli 17 anni; Svetlana Zakharova entra immediatamente nella grande compagnia del Teatro Marinskij e l’anno dopo viene nominata Prima Ballerina. Da quel momento, sotto la guida preziosa ed intelligente di Olga Moiseeva, Svetlana Zakharova costruisce i pilastri della sua vita artistica; sono anni in cui vengono preparati e affrontati tutti i più grandi ruoli del repertorio classico: da Giselle a Bella Addormentata, da Lago dei Cigni a Bayadère, e poi Don Chisciotte, Corsaro, Romeo e Giulietta… che vengono danzati in Russia, ma anche nei più prestigiosi Teatri di tutto il mondo, ottenendo sempre critiche eccellenti.

Ed è proprio mentre danza fuori dal suo paese che Zakharova capisce che la sua carriera è ad una svolta. Infatti, dopo la sua prima esibizione all’Opera di Parigi, un vero trionfo, tutti i più grandi teatri mondiali, come la Scala, il Royal Ballet e il New York City Ballet, iniziano ad invitarla, concedendole, per di più, la possibilità di scegliersi il repertorio e i partner: Svetlana Zakharova è diventata un’étoile.

Dall’Ottobre 2003 danza per il Teatro Bolshoj, dove si prepara con Ljudmila Semenjanka che, negli anni, ha arricchito sempre di più la sua preparazione facendola danzare in ruoli nuovi ma anche nelle versioni dei balletti creati dai coreografi storici della compagnia, tra cui Grigorovich, Ratmansky e Fadeecev, dandole l’occasione di partecipare a ricostruzioni coreografiche; la più celebre quella della Figlia del Faraone ad opera di Pierre Lacotte, grande balletto russo abbandonato da tempo, versione di cui esiste anche il DVD.

Svetlana Zakharova ha ottenuto negli anni numerosi importanti premi, tra cui il “Golden Sophit” di San Pietroburgo nel 1998, due volte il “Zolotaja Maska”, il più importante premio teatrale russo, il premio “Danza & Danza”, solo per citarne alcuni, e nel 2005 è stata eletta Artista Emerita della Russia, onorificenza che l’ha definitivamente consegnata alla storia della danza nel suo paese e nel mondo.

Questa favolosa danzatrice che a 18 anni aveva già danzato tutti i ruoli principali, contesa dai più grandi teatri del mondo che per avere lei si mettono addirittura in lista d’attesa, seguita da migliaia di fan, ha sempre però diviso la stampa mondiale tra chi la considera una vera dea della danza e chi la critica considerandola un computer perfetto, ma freddo.

Quando le viene chiesto un parere a riguardo, lei risponde con semplicità: “Non posso di certo soddisfare tutti. Vero è che i critici mi infilzano se faccio errori, ma mi comparano ad un computer quando faccio tutto alla perfezione. Io sono una perfezionista, ma non significa che quando ballo, lo faccio senza sentimenti. Sul palco mi apro completamente: questo è il solo modo in cui un’artista può creare quel filo magico che unisce il pubblico a se stesso nella magia che è poi il teatro”.

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