Rubriche Sipario: vite di danza

Natalia Osipova: reinterpretare e danzare i classici in modo diverso è una missione

Nata a Mosca, Natalia Osipova, oggi principal dancer presso il Royal Ballet, inizia la sua formazione come danzatrice all’età di otto anni, alla Mikhail Lavrovsky Ballet School, e si perfeziona, fra il 1996 e il 2004, alla Moskow State Academy of Choreography, sotto la guida di Marina Kotova e Marina Leonova. All’età di diciotto anni entra a far parte del corpo di ballo del Bolshoi Ballet e, nel 2005, danza il ruolo di Kitri nella produzione del Don Chisciotte firmata da Alexei Fadeyechev. Nel 2006 è promossa prima solista della compagnia, mentre nel maggio del 2010, sempre dopo una performance di Don Chisciotte, arriva la nomina come prima ballerina. Nel giugno dello stesso anno Natalia Osipova entra a far parte dell’American Ballet Theatre per la stagione del Metropolitan Opera House, dove danza Don Chisciotte con José Manuel Carreño, La Bella Addormentata e Romeo e Giulietta con Hallberg. Nel dicembre 2011 lascia il Bolshoi Ballet per raggiungere il Mikhailovsky Ballet ma, dopo poco più di due anni, nel 2013, la superstar della danza classica russa lascia il teatro pietroburghese per il ruolo di principal dancer al Royal Ballet di Londra, dove aveva danzato già in precedenza ne Il Lago dei cigni come artista ospite. Il suo debutto ufficiale presso il Royal Ballet avviene il 21 novembre 2013, con il titolo Romeo e Giulietta, al fianco di Carlos Acosta.

Come racconta la Osipova, quella di lasciare la Russia è stata per lei una scelta felice, arrivata nel momento giusto. Il Royal Ballet, dichiara, le ha permesso di danzare in ruoli per lei nuovi, offrendole così anche la possibilità di crescere artisticamente e di ampliare il suo repertorio, che già comprendeva tutti i principali ruoli dei balletti classici, a suo avviso sempre interessanti ed importanti ma sicuramente da reinterpretare in chiave un po’ più attuale, dando loro una nuova vita, posizione che ha destato non poche contrarietà fra i conservatori, soprattutto russi. Al Royal Ballet trova nuovi stimoli artistici nei ruoli drammatici di MacMillan, che da sempre desiderava interpretare: Manon, Giulietta, ma anche Natalia Petrovna in A Month in the Country di Frederic Ashton, o Tatiana nell’Onegin di Cranko.

L’interesse della Osipova si rivolge anche, e sempre di più, alla danza contemporanea, e in particolar modo ai lavori dei coreografi del Royal Ballet, a lei naturalmente più vicini, quali Wayne Mc Gregor e Christopher Wheeldon.

Fra i molti e importanti riconoscimenti assegnati a questa talentuosa artista si ricordano: UK National Dance Awards, Golden Mask Award as Best Female Dancer for Twyla Tharp’s In The Upper Room, il premio Dance Magazine 2007 e, infine, il Prix Benois de la Danse, nel 2010.

Dopo l’abbandono del Bolshoi Ballet in favore del Royal Ballet i rapporti con il teatro russo sono stati, com’è comprensibile, un po’ tesi, e per due anni la Osipova non torna a ballare in patria; vi fa ritorno, da ospite, interpretando il ruolo di Manon, con il Royal Ballet, balletto che in quell’occasione interpreta, come lei stessa ricorda, con un’emozione indescrivibile, in quanto, dopo una lunga assenza dalle scene russe, le aspettative erano molto alte e si univano alla gioia di incontrare nuovamente gli insegnanti e i colleghi della compagnia. In quell’occasione il nuovo direttore del Bolshoi, Vladimir Urin la invita a ballare al Bolshoi come ospite per due o tre spettacoli all’anno, ricucendo lo strappo inevitabilmente creatosi con l’abbandono della compagnia da parte della star.

Crediti fotografici: Dasa Wharton, Brescia-Amisano, Helen Maybanks

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