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Luciano Cannito a Danzainfiera: “sta scoppiando una piccola rivoluzione”

Il regista e coreografo, Luciano Cannito, vicepresidente della Commissione lirica Siae, è intervenuto a Danzainfiera, kermesse internazionale della danza che si chiude oggi alla Fortezza da Basso di Firenze, per presentare la raccolta firme legata alla petizione “Morte dei Corpi di Ballo delle Fondazioni Liriche” (https://www.change.org/p/morte-dei-corpi-di-ballo-delle-fondazioni-liriche-uccisa-la-passione-di-1-400-000-giovani).
Luciano Cannito si è fatto promotore con una lettera aperta indirizzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Queste le dichiarazioni di Luciano Cannito: “Sta scoppiando una piccola rivoluzione. Da qualche giorno la petizione è online ed in meno di 6 giorni siamo arrivati a già oltre le 12mila firme, sta diventando un caso internazionale il fatto che la Nazione in cui il balletto è nato, venga oggi chiuso. Abbiamo i corpi di ballo stranieri che vengono a lavorare da noi e i nostri ragazzi, dopo anni di sacrifici e studio vanno in Paesi più civili che danno spazio a questa arte. Le sovvenzioni per lo sport servono per mantenere in salute i ragazzi e prendersi cura di chi ha una passione. Non si può uccidere la passione di 1.400.000 giovani. I corpi di ballo devono riaprire così come la legge dice. Chi fa danza è giovane e non ha gli strumenti per lottare, per fare battaglie. Sono i grandi che devono farsene carico. La danza contemporanea proseguirà, il balletto no. Il balletto classico non può essere fatto senza l’aiuto importante e costante dello Stato. Serve una produzione che continui a conservare la tradizione da cui veniamo, non è un caso se il Lago dei Cigni fa il tutto esaurito”.

Su Danzainfiera: “Questa manifestazione – ha dichiarato ancora Cannito –  racconta da sola cosa c’è dietro il mondo della danza e perché questi ragazzi non devono essere dimenticati, racconta quanta gente, quanta economia gira intorno alla danza. Una fiera della lirica raccoglierebbe così tante persone? E se no, perché noi dobbiamo essere trattati come se non esistessimo?”

Sulle dimissioni e sul successore del Sovrintendente del Maggio Musicale: “È molto importante che un Sovrintendente venga scelto tra chi ha una grande esperienza di teatro e di amministrazione e gestione di teatri. Un sindaco deve ricordare che i Sovrintendenti dei teatri di tutto il mondo vengono scelti tra persone che hanno anni di esperienza come segretario artistico o come direttore artistico. Non si può scegliere chi non ha mai avuto un contatto con la musica, con la lirica e con il balletto. Io non potrei fare il manager della Ferrero perché non so come si fa la cioccolata. Non è pensabile che un territorio come la Toscana, ricco di talenti, abbia chiuso il corpo di ballo di una città importante come Firenze: è stato uno dei più grandi scandali culturali italiani degli ultimi 20 anni. Il Maggio Musicale Fiorentino – ha proseguito Cannito – ha una storia e una tradizione straordinaria in Italia e in tutta Europa. Oggi a Firenze viene una compagnia tedesca e voi fiorentini usate i soldi delle tasse per produrre e promuovere una compagnia straniera quando potrebbe esserci una compagnia italiana”.

Sul ricorso alle compagnie di ballo estere Cannito aggiunge: “Immaginatevi che al Teatro dell’Opera di Firenze un’intera opera venisse eseguita dall’orchestra di San Pietroburgo al posto dell’orchestra del Maggio. Scoppierebbe la Rivoluzione. È civiltà culturale e scambio se Firenze va ad Amburgo e Amburgo va a Firenze. E allora perché si consente che questo succeda per la danza?”

Cannito ha fatto riferimento ai criteri di sovvenzione del Fus e al punteggio che viene assegnato alle rappresentazioni sulla base del personale impiegato. “A parità di numeri, un’opera lirica è considerata meno del balletto”. Per i balletti vengono contati solo i ballerini e si dà per scontato il numero di persone che servono per l’orchestra. Inoltre, se una compagnia viene impiegata dall’estero il punteggio è solo di un punto meno, ecco spiegato perché conviene prenderla da fuori”.

Tra i personaggi del mondo della danza e dello spettacolo presenti all’incontro, sono intervenuti nel dibattito:

Rosanna Pasi (Presidente di FNASD – Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza) ha posto l’attenzione sul mancato collegamento tra le attività di danza e i comuni che non sanno quanta gente nel loro territorio di competenza si occupa di questo settore. “Il prossimo passaggio deve essere con l’ANCI”, ha aggiunto. “L’arte non è soltanto il belcanto o il cinema, ma anche la danza. Io vorrei che i ragazzi coltivassero i loro sogni e avessero la possibilità di realizzarli. Dobbiamo coltivare i sogni dei nostri ragazzi e restituire dignità a un’attività artistica poco considerata.”

Alessandro Sanesi (Patron di Danzainfiera): “Noi non usufruiamo di sovvenzioni statali, Danzainfiera è interamente finanziata con il nostro lavoro. Noi adulti abbiamo un ruolo fondamentale: quello di insegnare ai nostri ragazzi ad amare la cultura. Per questo ho deciso di investire ancora di più in questo evento e l’anno prossimo vorrei ampliarlo e farlo crescere ulteriormente”.

Monica Ratti (editore di Dance&Culture, rivista che ha lanciato l’idea della raccolta firme): “Anche tra i politici ci sono persone che condividono la nostra battaglia, ma hanno bisogno dei numeri e che qualcuno ci metta la faccia. Appena è partita la petizione siamo stati convocati al Senato. Quindi c’è un’attenzione. Dobbiamo arrivare a 50.000 firme. Facciamogli vedere quanti siamo!”

Ufficio stampa & Comunicazione Danzainfiera

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