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L’emancipazione del pubblico della danza passa per il DAB 2017 di Bari

Bari e la Puglia negli ultimi anni si ergono a locomotiva meridionale della danza, attraverso stagioni sempre più intelligenti e lungimiranti a tutto vantaggio delle nuove generazioni di spettatori ed appassionati delle sale in lungo e largo per il tacco. Un successo che ormai è sotto i riflettori della critica e noi, a giustissima ragione, proviamo a rintracciarne nomi, cognomi, titoli e compagini che hanno reso così florida la stagione della danza pugliese. Un excursus che ci pare necessario e legittimo legare al nome di Gemma Di Tullio, musa ispiratrice del movimento coreutico regionale sotto l’egida del Teatro Pubblico Pugliese, organismo artistico e culturale attivo più che in ogni altra regione. Soprattutto del famigerato mezzogiorno d’Italia. E Gemma Di Tullio pare proprio che abbia trovato il canale giusto della valorizzazione e promozione della danza attraverso l’emancipazione del pubblico e dei siti, con la scelta audace e quanto mai appropriata di teatri, cittadine, compagnie e titoli capaci di incuriosire il trasversale pubblico del DAB.

E quali compagnie vedremo sui due palcoscenici baresi del Teatro Abeliano e del Teatro Kismet? Per il cartellone DAB 2017 ci saranno il Balletto di Roma, la produzione della vetrina AnticorpieXplo (“Shelter” e “Cosmopolitan beauty” con Fabio Novembrini e Roberta Racis, Davide Valrosso, Francesca Foscarini, Irene Russolillo), la Compagnia Menhir, Aldes-Roberto Castello, Simona Bertozzi, Altradanza, la Compagnia Junior Balletto di Toscana, Fabrizio Delle Grazie-Angelo Petracca-Rosellina Goffredo, MM Contemporary Dance Company, MK Michele Di Stefano, Enzo Cosimi e, per il DAB KIDS, “Diario di un brutto anatroccolo” di Tonio De Nitto-Compagnia Transadriatica. Un complesso di idee che si fa finalmente concreto, attraverso le coreografie e le compagnie capaci di avvicinare e fidelizzare il pubblico sempre più affamato di un lavoro di qualità.

Ma come si può emancipare un pubblico, seppur notoriamente avvezzo negli ultimi anni alle sperimentazioni teatrali e coreutiche come quello barese? La fortuna sta nei nomi e nella sinergia tra di loro: il coreografo Domenico Iannone ha saputo interfacciarsi con la responsabile del comparto danza del Teatro Pubblico Pugliese Gemma Di Tullio fino a scardinare i pregiudizi e le inevitabili difficoltà di una simile impresa. Si badi bene che a Bari si respira un’aria nuovissima di sfida con una risalita della china tersicorea ampiamente superiore ad ogni più rosea aspettativa. E così ecco sfilare al Teatro Abeliano ed al Teatro Kismet tante coreografie inedite, omaggi a William Shakespeare, laboratori con i coreografi, masterclass per le scuole di danza, incontri di introduzione alla visione, workshop e conferenze di esperti del settore, il ritorno di “Dab lab”, con un offerta molto più vasta di coreografi a contatto con le scuole del territorio ed un focus dedicato ad Enzo Cosimi, coreografi tra i più interessanti della scena italiana.

Ventidue coreografie e tredici appuntamenti sono l’antipasto del cartellone DAB 2017, centrato su contenuti eterogenei proprio per l’obiettivo di accostare generi differenti per pubblici altrettanto differenti. Un tentativo che ha generato una serie di successi “made in Bari” ormai copiati qua e là in Italia. Basti pensare alle prime date della stagione con lo spettacolo “Giselle” del Balletto di Roma, affidato alla riscrittura dei due autori contemporanei Itamar Serussi Sahar e Chris Haring; non è da meno la Trilogia “Romeo e Giuletta/La Tempesta/Macbeth” della compagnia Menhir di Giulio de Leo, nell’ambito di una riflessione politica e sociale attraverso il corpo ispirata alle tre grandi opere shakespeariane. E proprio “La Tempesta” di Domenico Iannone ha avviato le danze della rassegna “Esplorare_generazione contemporanea” con il titolo shakespeariano al centro di un ritorno alle origini artistico e culturale. Eh sì, Domenico Iannone ha provveduto a mettere in luce il richiamo barese di Isabella d’Aragona, duchessa del capoluogo pugliese e donna di grandissimo charme. L’operazione di Altradanza ha colto nel segno, arricchendo oltremodo la verve coreutica dell’intera stagione.

Eppure Gemma Di Tullio avrebbe potuto accontentarsi. Poteva bastare bissare i grandi successi della scorsa stagione. Confermarsi sarebbe bastato a chiunque ed invece a Bari si è puntato diritto alla crescita esponenziale con i sold out annunciati dei due spettacoli più gettonati dagli abbonati della stagione di prosa, ovvero il “Bolero” e “La sagra della primavera” della MM Contemporary Dance Company di Michele Merola, il ritorno della Compagnia junior del Balletto di Toscana e l’attesissimo “Robinson” di Michele Di Stefano, coreografo molto apprezzato l’anno scorso in DAB con l’ensemble Aterballetto.

Infine i giovani: anche quest’anno il DAB offre una politica di sostegno ai giovani coreografi (in cartellone la cerignolana Irene Russolillo, Francesca Foscarini, il tranese Davide Valrosso e gli esordienti in rassegna Fabrizio Delle Grazie e Angelo Petracca in tre lavori inediti con il supporto della compagine Altradanza di Domenico Iannone insieme a Rosellina Goffredo, altro punto di riferimento della danza in Puglia.

Chi più di un coreografo e direttore di una compagnia ci può raccontare lo spirito della danza in Puglia di questi ultimi tempi? Domenico Iannone diventa così il nostro interlocutore privilegiato: la danza ha sempre rivestito un significato ed un riscontro molto di nicchia da queste parti. Il Teatro Petruzzelli ha fatto sempre da catalizzatore ma un vero e proprio fermento non c’è mai stato. Negli ultimi anni una programmazione a lungo termine ha scosso gli animi e le acque stagnanti degli addetti ai lavori, facendo riscoprire il fenomeno-danza nella giusta accezione. Ed ora si raccolgono i frutti sperati, con teatri sempre più pieni e, soprattutto, la richiesta di una migliore e maggiore presenza della danza nei cartelloni dei teatri pugliesi. Non ci resta che alzare l’asticella della qualità affinché quel pubblico si possa fidelizzare definitivamente e, soprattutto, si possa arricchire di nuove fasce d’età.

Crediti fotografici: Gennaro Guida

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