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La Royal Opera House di Londra celebra il coreografo Kenneth MacMillan

Si è appena conclusa l’intensa stagione estiva londinese che ha visto ospiti alla Royal Opera House i danzatori del Mariinsky Ballet, e già si preannuncia una stagione autunnale ricchissima e molto speciale anche per la presenza in cartellone del “Kenneth MacMillan: a National Celebration” le celebrazioni in onore del grande coreografo inglese Kenneth MacMillan, scomparso 25 anni fa.

La stagione apre con “Alice nel Paese delle Meraviglie” la trasposizione in danza di uno dei racconti più amati dai i bambini, soprattutto inglesi, ma (perchè no?) anche dagli adulti. La versione è quella di Christopher Wheeldon, già portata in scena nel 2011 e caratterizzata da un vero tripudio di colori, magia e da una coreografia sofisticata unita alla presenza in scena di marionette, proiezioni, che immergono la nostra fantasia nel fantastico mondo di strane creature. Alice infatti nel suo viaggio incontrerà la Regina di Cuori, che danzerà una parodia del famoso Adagio della Rosa della Bella Addormentata, il Brucaliffo, il Cappellaio Matto, il Bianconiglio ecc… Anche gli aspetti piu enigmatici e a tratti sinistri del racconto di Lewis Carroll si ritrovano nel balletto di Christopher Wheeldon in scena nei giorni  27, 28 e 30 Settembre e poi ancora 2, 4, 9 14 ottobre.

Il 12 e 13 Ottobre, i danzatori della  Royal Ballet insieme a quelli  del National Ballet of Canada, si sposteranno  alla  “London Printworks”, (un nuovo incredibile spazio ricavato in un grande ex complesso industriale),  per la produzione “The Dreamers ever leave you”, un nuovo balletto che è anche una nuova esperienza di spettacolo in cui al pubblico sarà permesso di camminare in mezzo ai danzatori durante l’esibizione così da poter osservarne il movimento da una molteplicità di prospettive diverse. La coreografia, che trae ispirazione dai quadri di Lawren Harris, artista canadese, sarà accompagnata dalla musica suonata dal vivo e offre una opportunità unica per il pubblico di sentirsi parte in tutto e per tutto della danza e della musica nella sua totalità.

Dalla metà di ottobre poi, come abbiamo già accennato, partiranno le celebrazioni in onore del grande coreografo inglese Kenneth MacMillan e protagoniste diventeranno le sei compagnie nazionali (Birmingham Royal Ballet, English National Ballet, Northern Ballet, Scottish Ballet, Yorke Dance Project e ovviamente Royal Ballet) che si ritroveranno insieme per rendere omaggio al grande maestro.

Ad inaugurare questo vero e proprio Festival, saranno i danzatori della compagnia di casa, la Royal Ballet, che si esibiranno non sul palco della Royal Opera House, bensì alla “Clore Studio Upstairs” il 18,19 e 24 ottobre in: “Jeux”, un balletto breve di Wayne Eagling ispirato dal tentativo di MacMillan di rimettere in scena il balletto originale di Nijinsky creato nel 1913 su musiche di Debussy, andato perso.  MacMillan infatti ricostruì pochi frammenti di quel balletto, ma poi decise di non completarlo; fu Wayne Eagling, nel 2012, all’epoca direttore dell’English National Ballet, che si addossò questo onere per poi inserire la creazione all’interno del programma ‘Beyond Ballets Russes’ per la sua compagnia.

Sempre il 18 e il 19 ottobre, ma stavolta alla Royal Opera House, il programma delle celebrazioni prevede una serata con tre diversi balletti di MacMillan, e cioè: “Concerto/Le baiser de la fée/Elite Syncopations”. Alla compagnia Birmingham Royal Ballet spetterà il compito di danzare il vivace e gioioso “Concerto”, mentre lo Scottish Ballet si esibirà ne “Le baiser de la fée”; l’ultimo titolo invece sarà interpretato da danzatori provenienti dalle compagnie: Birmingham Royal Ballet, English National Ballet, Northern Ballet Royal Ballet e Scottish Ballet, che si scateneranno nella ritmata e difficilissima “Elite Syncopations”.

Altro programma misto il 24 ottobre e 1 novembre: “The Judas Tree/Song of the Earth” per i danzatori della English National Ballet e della Royal Ballet che si cimenteranno con due tra i titoli più complessi e importanti del lavoro di Mac Millan. Il primo, ultima e più controversa creazione, esplora il tema della colpa, del tradimento non solo biblico, e della paura di fronte alla violenza collettiva sociale; il secondo medita sull’idea di amore, sulla perdita e sulla rinascita e rimane uno dei pezzi più forti ed incisivi del coreografo inglese.

Un’altra compagnia, la Yorke Dance Project porterà il suo contributo alle celebrazioni, il 26, 27 ottobre e 1 novembre con il breve balletto intitolato “Sea of Troubles” e ispirato all’Amleto di Shakespeare presentato al “Clore Studio Upstairs”. Mac Millan creò questo balletto introspettivo nel 1988 per la compagnia Dance Advance composta allora da sei ex danzatori della Royal Ballet. La Yorke Dance Project, acclamata come una fresca e dinamica compagnia di balletto contemporaneo, è riuscito nell’intento di rimettere in scena questo balletto di sapore shakespeariano, grazie al contributo del cast originale e alla consulenza di Deborah, la moglie di MacMillan.

Sempre il 26 e 27 ottobre, sulla scena della Royal Opera House, un’altra serata dal programma misto: “Gloria/The Judas Tree/Elite Syncopations”. Il primo titolo, “Gloria”, danzato dal Northern Ballet, è una denuncia disperata del sacrificio di vite umane strappate alla vita dalla Prima Guerra Mondiale. Tratto dal libro “Testament of Youth” che racconta gli orrori e i dolori di quella carneficina, fu un tema particolarmente caro a Kenneth MacMillan che perse il padre durante quella guerra. Il balletto fu creato per sottolineare la futilità delle guerre e del conseguente dolore che esse generano per lunghi anni. “The Judas Tree”, secondo titolo della serata verrà danzato dalla Royal Ballet, e gran finale con Birmingham Royal Ballet, English National Ballet, Northern Ballet Royal Ballet e Scottish Ballet ad esibirsi nella ritmata “Elite Syncopations”.

Al di fuori dalle celebrazioni per MacMillan, troviamo un’altra serata dedicata ad un trittico: “The Illustrated Farewell/The Wind/Untuochable” in programma il 6 ,9,10, 13, 17  novembre , dove i danzatori della Royal Ballet si metteranno alla prova con coreografie di autori contemporanei, esperienza fondamentale per la compagnia secondo il direttore Kevin O’Hare che ha invitato a Londra Twyla Tharp con il suo lavoro: “The Illustrated Farewell”,ma anche Arthur Pita con “The Wind” e Hofesh Shechter con “Untouchable”,  una coreografia che esplora l’alienazione e il tema dell’identità di gruppo; per Shechter si tratta della prima occasione di lavoro con una compagnia così illustre.

Dopo questa parentesi contemporanea, si torna ad un vero classico: “Sylvia” firmato da un altro grande coreografo inglese, Frederick Ashton, che lo portò in scena la prima volta nel 1952, ispirato dalla sua indimendicata Musa, Margot Fonteyn. Un balletto mitologico, molto amato dal pubblico londinese che avrà il privilegio di ammirare tra l’altro, un cast dai nomi eccellenti quali Nunez, Osipova, Bonelli, Cuthberson dal 26 novembre al 16 dicembre.

Infine, come di consueto, l’arrivo del periodo natalizio coincide con la proposta di un altro immancabile classico: “Schiaccianoci”, in scena dal 5 dicembre con repliche fino al 10 gennaio. La versione presentata quest’anno è quella di Peter Wright, considerata la più inacantevole e per questo, scelta tra le tante, molto di frequente dalla direzione artistica della Royal Opera House.

Se sarete tra i fortunati che avranno la possibilità di assistere dal vivo a questa stagione autunnale davvero straordinaria, potrete trovare tutte le informazioni per l’acquisto e la prenotazione dei biglietti dal sito della Royal Opera House: www.roh.org.uk.

Crediti fotografici: Tristram Kenton, Bill Cooper, Karolina Kuras, ROH/Johan Persson

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